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Lettera del ministro per fermare il digestore. Regione: "Irrituale"

Centrosinistra e attivisti soddisfatti per l'intervento del titolare dell'Ambiente, Sergio Costa. Da Genova: "Qua non abbiamo niente. Se arrivasse, sarebbe una grave violazione del principio di leale collaborazione istituzionale".

Sì, la missiva esiste

Sarzana - Val di Magra - Una lettera firmata dal ministro all'Ambiente, Sergio Costa, arrivata – o quantomeno in arrivo - sulla scrivania del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Una missiva la cui esistenza, suggerita stamani da Legambiente e Comitato La Macchia, ora è indubbia, mentre sui contenuti vige il un certo riserbo trattandosi di una comunicazione istituzionale. In ogni caso il tema è il biodigestore di Saliceti, e il succo è una richiesta di dare un colpetto di freno all'iter per l'approvazione del tanto dibattuto progetto. La notizia è presto arrivata ai vari soggetti coinvolgi in primo piano nella vicenda biodigestore. “Sono molto grata al Ministro che ha accolto in maniera fattiva la nostra opposizione al Biodigestore – afferma in una nota la sindaca di Santo Stefano, Paola Sisti –. È notizia di poche ore fa che si sia rivolto al presidente ligure per fermare questo procedimento, invitandolo ad ascoltare tutte le istanze che provengono dal territorio e che in larga parte si sono sempre espresse per il No. L’impatto ambientale nel caso che il fronte del Sì avesse la meglio,sarebbe insostenibile per i nostri comuni. Mi auguro che la Regione accolga l’intervento del ministro e del sottosegretario e si proceda tutti insieme a una revisione del piano dei rifiuti”. Francesca Castagna, vice segretario del Pd sarzanese, osserva che “il Pd è stato di parola. Nel settembre scorso il Sottosegretario all'Ambiente Morassut era venuto a Sarzana per sostenere i candidati del Pd alle elezioni regionali e, davanti ad una platea di militanti democratici, di ambientalisti e di membri dei comitati, aveva assunto l'impegno di occuparsi del dossier biodigestore di Saliceti e di parlarne con il ministro Costa. Oggi si apprende che quest'ultimo ha espresso ufficialmente al presidente Toti preoccupazione per il progetto Saliceti e lo ha invitato a sospendere la relativa conferenza dei servizi. La sacrosanta battaglia dei sindaci, dei comitati dei cittadini e delle forze regionali di opposizione segna un importante punto a loro favore". Così rincarano dal Forum ambiente Pd e dal Coordinamento Dem spezzini: "Gli atti amministrativi emanati dalla giunta di Santo Stefano Magra, con la nostra sindaca Paola Sisti, così come quelli derivati dall’operato del vicesindaco di Vezzano Ligure, Simone Regoli, si sono dimostrati cruciali. Da questo punto di vista, ancor più decisivo si è reso il contributo del Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, l’On. Roberto Morassut, che ha seguito da vicino la vicenda spezzina dando rilievo alle perplessità scaturite dalla lettura delle relazioni degli esperti sulla sicurezza delle falde acquifere".

Per i Comitati Sarzana,che botta! E No Biodigestore Saliceti, che il 20 settembre avevano incontrato il ministro Costa a Genova per consegnargli un documento, spiegano, “che evidenziava i pericoli per la falda di un progetto mai valutato in sede di VAS sul Piano d’area”, e per Acqua Bene Comune, che a Sarzana aveva sensibilizzato in merito il sottosegretario all'Ambiente Morassut, la lettera di Costa “è un risultato che può spianare la strada all’archiviazione di un progetto sproporzionato per la nostra provincia utile solo a far fronte all’eterna emergenza di Genova, che non ha impianti. Dai Comitati un sentito grazie al geologo Giovanni Raggi, professore emerito di idrogeologia dell’università di Pisa, che con le sue analisi ci ha messo in condizione di sensibilizzare il ministero dell’Ambiente sulla violazione di tutte le direttive europee sulle acque, ispirate ai principi di prevenzione e precauzione”.

Soddisfatti anche i consiglieri regionali spezzini Paolo Ugolini (M5S), Davide Natale (Pd) e Roberto Centi (Lista Sansa), che spiegano che nella missiva ministeriale viene “fatta specifica richiesta di informazioni e, nell’attesa dei necessari approfondimenti, che venga sospesa ogni decisione”. E aggiungono: “Nella lettera indirizzata al Presidente Toti, Costa ricorda le criticità ambientali e di rischio sanitario connesse alla realizzazione dell’impianto, per il quale e` prevista una capacita` di 60mila tonnellate di umido più 30.000 di verde, largamente eccedente rispetto ai fabbisogni di trattamento della frazione organica della provincia spezzina (25.000 t/a di umido). Preoccupa anche che il progetto insista su un'area già interessata da più problematiche ambientali, dalla vicinanza del porto per container con il conseguente traffico di mezzi pesanti e da un TMB da 105.000 t/a di capienza per rifiuti indifferenziati. Il Ministero sottolinea che sono stati prospettati, in particolare, i possibili gravi rischi derivanti dalla immediata vicinanza del sito alle falde acquifere che alimentano l'approvvigionamento idrico per tutto il comprensorio spezzino con circa 150.000 utenti, rischi che sarebbero avvalorati anche da un autorevole studio geologico presentato in sede d'inchiesta pubblica di VIA e pervenuto al Ministero. Costa inoltre – proseguono i tre consiglieri - ricorda che il progetto si porrebbe in contrasto con la pianificazione provinciale e regionale approvata il 6 agosto 2018 all'esito della procedura di VAS e, in particolare, con il Piano d'area provinciale e il Piano d’ambito regionale 2018, senza essere stato a propria volta sottoposto a VAS. Secondo quanto prospettato, sarebbe stata in tal modo violata la normativa di derivazione europea in materia di VAS e VIA, con un possibile danno ambientale alla falda del fiume Magra che potrebbe anche mettere a rischio, come detto, le risorse idriche dell’area”.

Intanto da Genova arriva una nota in cui Regione Liguria “smentisce di aver ricevuto una lettera o qualsiasi altra documentazione da parte del ministro dell’Ambiente in merito al progetto dell’impianto del biodigestore di Saliceti. Alla vigilia della riunione della Conferenza dei servizi in sede decisoria per la chiusura della Valutazione di impatto ambientale regionale sul progetto, si sottolinea inoltre che si tratta di una materia riservata dalla legge alla competenza esclusiva della Regione. Nel caso in cui la lettera del ministro dell’Ambiente arrivasse nelle prossime ore o nei prossimi giorni, si evidenzia comunque l'irritualità della procedura, per cui un atto ufficiale indirizzato da un ministero ad una Regione sarebbe stato consegnato prima ad alcuni comitati ambientalisti e ai consiglieri di opposizione piuttosto che all'ente pubblico destinatario. Si tratterebbe di una grave violazione del principio di leale collaborazione tra Istituzioni”.

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