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Lega e Popolari: "Piano rifiuti torni in consiglio provinciale"

Ospiti di comitati e associazioni contrari al biodigestore di Saliceti, i vertici dei due partiti si sono presi un chiaro impegno. Cenerini durissimo sui dirigenti: "Anche a Spezia cercano di comandare scavalcando la politica".

"Grazie Lerici"

Sarzana - Val di Magra - Dopo il centrosinistra, è toccato ieri sera al centrodestra passare al setaccio di comitati e associazioni (NoBiodigestore, Botta, Aquabenecomune, Italia nostra, Legambiente, Cittadinanzatttiva) che si battono contro il progetto della realizzazione di un bodigestore a Saliceti. Ripetuta l'ouverture di giovedì sera
, il moderatore Carlo Ruocco, dei Botta, ha passato il microfono agli esponenti del centrodestra intervenuti. Presenti tre forze politiche (Lega e La Spezia popolare in forze con amministratori e candidati, più Fabio Cenerini di Forza Italia), due delle quali – il Carroccio e i costiani – hanno assicurato: “Il Piano dei rifiuti deve tornare in consiglio provinciale”. A chiarirlo anche i più alti in carica, cioè la senatrice leghista Stefania Pucciarelli e il presidente di Liguria popolare Andrea Costa, entrambi tuttavia scettici in merito alla possibilità di portare la pratica in Via Veneto prima del voto imminente, come auspicato dagli attivisti.

“Prima o dopo le elezioni poco importa – ha sottolineato Costa -. Faremo richiesta affinché il consiglio provinciale si riesprima perché ciò che si sta prospettando non è in linea con l'indirizzo politico dato dal consiglio provinciale stesso (nel piano approvato nel 2018, com'è noto, si parla di un digestore, di taglia inferiore, a Boscalino, ndr). Se non accadrà faremo le nostre valutazioni, le maggioranze a volte cambiano, cascano, si rialzano”. Il leader popolare, consigliere uscente e candidato alle regionali, ha poi invitato comitati e associazioni “a rivolgersi alla Procura se ravvisate questi numerosi illeciti di natura penale e amministrativa (in riferimento all'illustrazione di Ruocco, ndr)” e ha definito il Comune di Vezzano “il soggetto più latitante in questa vicenda”. “Se non ci sarà garanzia per la sicurezza delle falde – così la senatrice Pucciarelli – diremo di no all'impianto. E condividiamo pienamente che il Piano rifiuti debba tornare in Provincia, siamo pronti a firmare l'atto per riportarcelo. E se non saremo d'accordo voteremo no”. Chiesti lumi alla senatrice in merito alla sua interrogazione – ai tempi del governo gialloverde – con cui chiedeva al ministro Costa un interessamento alla vicenda biodigestore, un lancio d'amo che s'è arenato, ha spiegato la parlamentare, perché a integrazione le era stata chiesta “una mole di documentazione, nemmeno ben specificata. Ma visto che il ministro Costa verrà qua, vediamo se i Cinque stelle dimostreranno quanto sono ambientalisti, loro che a livello nazionale sostengono i biodigestori”. E, ha suggerito Ruocco, ci sarebbe bella e pronta una 'bozza Costa' che il ministro sarebbe pronto a usare contro l'iter autorizzativo dell'impianto.

Gratitudine da parte degli attivisti al Comune di Lerici, che ha fornito documentazione sulla gara inerente l'impianto – e che con Iren è ai ferri corti (e alle carte bollate) per la gestione dei rifiuti -, ieri sera rappresentato in Sala della Repubblica dalla consigliera Gianstefani, che è anche in provincia sotto la bandiera popolare. In merito alla mozione a tema digestore e griffata Licari tenuta fuori dal parlamentino di Via Veneto, Gianstefani ha rilevato che “la forma degli atti è importante, quel testo dà per scontate delle ilegittimità, quindi il presidente ha chiesto approfondimenti. In ogni caso è giusto che il Piano rifiuti torni in consiglio”. Terzo gialloblù intervenuto, il vice presidente della Provincia Ponzanelli, il quale, ugualmente convinto che si debba “rivalutare quanto fatto finora”, ha però criticato comitati e associazioni “perché non si possono volere sempre atteggiamenti tranchant, alla grillina, la politica è fatta anche di confronto, di diversi pensieri all'interno di una coalizione”.

Una valutazione dalla quale ha preso le mosse Cenerini nel suo intervento: “Eh no, se uno non è d'accordo deve dire no. Giusto confrontarsi in maggioranza, ma l'uomo solo al comando e tutti gli altri dietro a me non piace e l'ho dimostrato. In Comune a Spezia delle pratiche sono state fermate perché il mio gruppo si oppone, vedi Piazza del Mercato. Si risponde ai cittadini, non al capo di turno”. L'esponente di Forza Italia – candidato alle regionali nella lista unitaria con Liguria popolare – sul biodigestore ha chiarito che “in caso di elezione in consiglio regionale ascolterei il territorio e sarei sempre per il rispetto delle regole, che è fondamentale”. Il riferimento provinciale degli azzurri, viste le accuse degli attivisti a dirigenti provinciali e regionali coinvolti nella vicenda biodigestore, ha colto la palla al balzo: “I dirigenti sono uno dei più grossi mali della politica, spesso nelle amministrazioni comandano loro. Cambiano amministrazioni, cambia il colore politico, ma loro continuano a comandare. Pubblicamente, in una commissione nel capoluogo, ho detto al dirigente Rinaldi che mi dispiace che la mia amministrazione gli affidi progetti delicati. A Spezia i dirigenti cercano di fare il cavolo che vogliono, scavalcando la politica”. Presente anche il capogruppo leghista vezzanese Ruggia: “Abbiamo incalzato il sindaco Bertoni perché passi dalle chiacchiere ai fatti, la settimana scorsa abbiamo depositato un atto chiedendogli di fare ricorso al Tar. Saremo sempre contrari all'impianto se non ci sarà garanzia per la sicurezza dell'acqua”. In ascolto in platea tanti altri volti del Carroccio: gli assessori e candidati spezzini Giorgi e Medusei, i consiglieri comunali Gabelli, Ratti e Tangerini.

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