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Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Aprile - ore 17.16

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La sinistra ai candidati: "Passo indietro, serve progetto unitario"

Appello di Pci, Possibile, Rifondazione, Sinistra italiana e di quella parte di Articolo 1 che non condivide la candidatura di Mione: "Sarzana ultima occasione per invertire la rotta". Centrodestra e grillini dopo il voto del 4 marzo fanno paura.

La sinistra ai candidati: "Passo indietro, serve progetto unitario"

Sarzana - Val di Magra - "L'ultima occasione disponibile per provare a invertire la rotta è la prossima scadenza elettorale di Sarzana, appuntamento non banale tenendo conto dell'importanza che riveste la città nella nostra provincia, simbolo storico di valori democratici e antifascisti". Lo scrivono in una nota Partito comunista italiano, Possibile, Rifondazione comunista e Sinistra italiana. Negli occhi, i numeri sarzanesi delle elezioni del quattro marzo: centrodestra avanti, poi cinque stelle, a seguire Pd e forze a sinistra dei Dem. E va bene che le elezioni amministrative non sono le elezioni politiche. Ma il dato non può essere trascurato: la possibilità che il secondo centro della provincia venga conquistata da Lega, Forza Italia e alleati, o dal Movimento cinque stelle, mai è stata così concreta, viva, vicina.

"Il voto del 4 marzo - continuano le quattro forze politiche - ha dimostrato ancora una volta come il centrosinistra abbia esaurito la sua forza propulsiva e non sia più in grado di interpretare i bisogni, le istanze e le paure del suo elettorato storico di riferimento che è in gran parte migrato verso il Movimento 5 Stelle o addirittura verso il centrodestra. La crisi di questo modello sul nostro territorio è cosa nota da tempo, basti ricordare le ultime elezioni regionali e le amministrative di La Spezia e di Genova (per citare le più eclatanti) tutte vinte da un centro destra a trazione leghista che ora vediamo impegnato in una distruzione sistematica del sistema di valori e conquiste sociali costruito dal dopoguerra ad oggi".

Il quartetto, stante questo scenario, sente "la necessità di rivolgere un appello a tutte le forze democratiche e progressiste, siano esse civiche o politiche organizzate, a rimettere in discussione le candidature e le proposte elettorali già presentate al fine di favorire la nascita di un progetto il più unitario e plurale possibile. Crediamo infatti che per evitare che i sarzanesi cerchino la risposta alla crisi economica e sociale della città nel centrodestra di Toti o nel M5S sia necessario scongiurare la frammentazione e lavorare all'elaborazione di un’offerta politica di alto livello, fondata sui valori progressisti e di sinistra ma in grado di andare oltre il recinto dei Partiti, forte di un programma di ampio respiro, capace di parlare alla Città e di 'contaminarsi' con le numerose realtà associative e di cittadinanza attiva presenti sul territorio. Per tornare ad essere la capitale della Val di Magra Sarzana non ha bisogno di capi bastone o di uomini soli al comando ma di una proposta politico-amministrativa che sappia coniugare la diffusa esigenza di discontinuità e innovazione con la migliore tradizione politica e culturale che questa comunità ha saputo esprimere nella sua storia".

La richiesta è, ribadiscono le sinistre nella nota, "fare tutti un passo indietro al fine di individuare una personalità con la statura morale e culturale in grado di rimettersi in vera sintonia, anche sentimentale, con i cittadini e le cittadine sarebbe un gesto di grande generosità e lungimiranza. Sappiamo che le nostre sono preoccupazioni fondate e condivise; auspichiamo quindi che il senso di responsabilità prevalga rispetto ai personalismi e agli interessi di bottega".

Per Pci, Possibile, Rifondazione e Si, quindi, devono essere 'congelate' le candidature dell'attuale sindaco Alessio Cavarra, dell'ex presidente del consiglio comunale Paolo Mione - alla guida di una lista civica, 'Sarzana per Sarzana', dichiaratamente di centrosinistra, benché con l'ambizione di raccogliere trasversale consenso -, e perché no anche a Valter Chiappini, che di destra certo non è, e che addirittura lo scorso luglio si è candidato a sindaco con 'Sarzana in movimento'.

Si accosta alla nota a quattro anche quella parte di Articolo uno - Mdp che non vede di buon'occhio la corsa di Mione, che del partito dalemiano è capogruppo in consiglio comunale. E che ha apertamente
"Non possiamo esimerci dall'esprimere un parere circa la scadenza elettorale che vede coinvolto il secondo comune più importante della provincia, quello di Sarzana - si legge nella nota sottoscritta dalla candidata di LeU alle ultime politiche Silvia Gobbetti, dall'ex numero uno della Cgil spezzina Matteo Bellegoni, e ancora da Maurizio Gazzano, Michele Conti, Luca Gazzano e Tiziano Torri -. Ecco perchè riteniamo necessaria una nuova candidatura che sappia unire le forze politiche di sinistra per dare origine ad un nuovo progetto. Crediamo che tutto questo si possa fare soltanto ripartendo dalla vera partecipazione e avendo l'umiltà di ascoltare quella che un tempo veniva definita la 'base', piuttosto che l'arroganza di proporre ricette che si sono dimostrate ampiamente perdenti. Pertanto condividiamo l’idea di rimetterci in gioco per poter individuare la figura che meglio incarni questo nuovo corso della sinistra che auspichiamo, così come espresso nel documento che fa appello all’unita delle forze di sinistra a ripartire dal Comune di Sarzana".

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