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Il sospetto della Paganini: "Enel brucerà quanto prodotto dal biodigestore?"

La candidata del centrosinistra ribadisce il no all'impianto di trattamento rifiuti, sia a Saliceti sia a Boscalino.

"Non siamo una pattumiera"

Sarzana - Val di Magra - Davanti ad un’ampia platea di cittadini presso il Circolo Arci di Baccano la candidata Sindaco Monica Paganini a nome della lista Uniti per Arcola, ha motivato il deciso NO al Biodigestore da 60.000 tonnellate individuando Boscalino come luogo di insediamento dall’ultimo documento ufficiale del piano rifiuti della Regione.

“Un no chiaro e deciso - ha detto Paganini - perché non dobbiamo né vogliamo diventare, a Boscalino così come a Saliceti, la pattumiera della Regione e della provincia di Genova, che non ha realizzato impianti per il trattamento dei rifiuti del territorio. Le politiche del Governatore in carica ci impongono una forzata assistenza ad alto impatto per i nostri territori. Chiediamo a Regione e Provincia della Spezia un nuovo Piano regionale dei Rifiuti con smaltimento a chilometro Zero, decretando l’autonomia impiantistica di ogni sub ambito provinciale. Un No perché dobbiamo tendere all’obiettivo rifiuti zero, puntando ad un incremento sempre maggiore di raccolta differenziata ed alla promozione di pratiche domestiche e di comunità virtuose nel compostaggio. Un No perché Boscalino ha già sofferto nel passato e nel presente ed oggi intende partecipare senza nuovi vincoli ambientali al risanamento e riconversione delle limitrofe aree Enel".

A seguito della notizia della presentazione da parte di Enel al Ministero dell’Ambiente dell’istanza per la realizzazione di un impianto a turbogas da 3.000 megawatt al posto del gruppo a carbone che deve essere chiuso nel 2021, la candidata sindaco ha messo in chiaro la linea di Uniti per Arcola: "Arcola ha la proprietà di una parte del territorio in cui insiste la centrale Enel e come tale deve fin d’ora ribadire con chiarezza e determinazione la volontà di essere parte del confronto sulla riconversione dell’area insieme al Comune della Spezia, alla Provincia ed alla Regione. Dichiariamo il più deciso non-trattabile no alla prosecuzione dell’attività della centrale anche se convertita a gas. Ci preoccupa la linearita’ di un disegno in cui la Regione da una parte impone nel piano rifiuti l'insediamento nella nostra provincia di un biodigestore da 60.000 tonnellate per produrre gas da avviare a combustione; dall’altra Enel presenta al governo gialloverde un progetto di conversione a gas della centrale dal 2025 (ben oltre la scadenza 2021 della Autorizzazione Integrata Ambientale). Ricordiamo che a Saliceti è operativo un impianto che produce CDR in balle destinate alla combustione.
In questo scenario tutto diventa possibile immaginare: anche che la nuova centrale a gas possa bruciare quanto prodotto a Saliceti? Ciò che è chiara è la volontà di scaricare ancora una volta sul levante ligure ventate di inquinamento permanente.
Il sindaco di Arcola dovrà essere testimone di un solido (contrapposto al gas) no a nuove emissioni inquinanti nell’atmosfera del nostro comune e della nostra provincia. Nessuno può girare le spalle di fronte a questa emergenza ambientale".

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