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Guccinelli saluta il Pd: "Sansa ci ha sempre considerati al servizio dei potenti e dei corrotti"

Addio di Casarino. Federici non rinnova

Sarzana - Val di Magra - E' destino che in concomitanza delle elezioni regionali il Partito democratico spezzino viva momenti di forte tensione. Cinque anni fa le primarie tra Lella Paita e Sergio Cofferati avevano spaccato in due il partito di Via Lunigiana con effetti che si sarebbero protratti negli anni, sino alla fine del dualismo Paita-Orlando sancita dall'ingresso della deputata in Italia viva.
Ora il motivo di tante polemiche è la scelta di Ferruccio Sansa come candidato per la presidenza, una scelta avversata da una buona fetta di quanti componevano la classe dirigente all'epoca di Claudio Burlando.
Ed ecco che, a poche ore dall'ufficializzazione, si contano già i primi adii. L'ex sindaco spezzino Massimo Federici ha comunicato l'intenzione di non votare Sansa e di non aver rinnovato la tessera del Pd. Lo stesso è stato annunciato da Enrico Casarino, che di fatto lascia il partito. E ancora, dalla Val di Magra, si registra il saluto di Renzo Guccinelli, ex sindaco, ex consigliere ed ex assessore regionale che ha consegnato la spiegazione della sua decisione a una lettera:

"Cari compagni,
non avrei mai immaginato di dover scrivere queste parole, ma devo comunicarVi, unitamente alle dimissioni dall’Unione Comunale di Sarzana e dalla Direzione Regionale, la decisione di non rinnovare per il 2020 la mia iscrizione al PD.
E’ una decisione amara e sofferta. Si interrompe un percorso iniziato nel 1969 con la mia iscrizione alla FGCI.
Da allora ho vissuto vittorie e sconfitte, sono stato militante e dirigente del Partito, ho cercato di dare a “quella” meravigliosa comunità di donne e di uomini tutto quello che ero in grado di dare sul piano umano e politico, ho sempre cercato di farlo con il massimo rispetto di tutti, con modestia, e spero con coerenza e con etica morale e politica.
In questi 51 anni ho cercato di rappresentare al meglio il Partito quando mi ha chiamato a svolgere ruoli e funzioni pubbliche, prima come Sindaco di Sarzana (esperienza che mi resterà sempre nel cuore) e poi come Assessore Regionale. Di questo sarò sempre grato a chi allora mi sostenne e accompagnò in quelle importante esperienze amministrative.
Oggi sono costretto a fare uno strappo con questo mio percorso e chi mi conosce sa quanto mi costa.
Non posso accettare quello che è successo in questi mesi e in queste ore. Non posso rimanere in un Partito in cui il gruppo Dirigente (?????) Regionale ha per mesi umiliato gli organi rappresentativi e la partecipazione dei territori. Si sono escluse la Assemblea e la Direzione Regionale da ogni discussione sulle alleanze, sui programmi, sul candidato per le prossime elezioni regionali.
Si è arrivati tardivamente in direzione poche ore fa e in modo furbesco e ingannevole con il noto gioco delle tre carte. Si propone Bandiera (a cui va tutta la mia stima e solidarietà) avendo la certezza che non passerà nella coalizione in modo di andare su Sansa frutto degli accordi romani fatti sulla testa del Democratici Liguri. Un modo subdolo per evitare una discussione su un nome che sarebbe stato fortemente contrastato in Direzione.
Non posso accettare che sia umiliato il Partito impedendogli un confronto franco e libero.
Non posso accettare che sia umiliato il partito proponendo, senza un confronto di merito, un candidato che ha sempre considerato la nostra esperienza di Governo Regionale al servizio dei potenti, dei corrotti e del malaffare.
Cari compagni oggi le nostre strade si dividono qua.
Guarderò sempre al PD, alle democratiche e Democratici con rispetto e attenzione perché resto orgoglioso di far parte dei fondatori e perché condivido ancora il progetto che portò alla nascita di quel Partito che avrebbe dovuto essere partecipato, moderno e riformista, partecipato e riformista necessario per rinnovare l’Italia e l’Europa.
Ciao PD!".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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