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Eretta: "Proroga dello stato di emergenza deleteria per sistema sanitario"

"atteggiamento preoccupante"
Eretta: "Proroga dello stato di emergenza deleteria per sistema sanitario"

Sarzana - Val di Magra - “Il Governo delle Task Force, che ha fatto della sua azione l’emblema del rispetto delle evidenze scientifiche e delle indicazioni della comunità dei medici, sta per prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre, contro ogni dato empirico e ogni ragionamento di buonsenso". Così il vicesindaco di Sarzana Costantino Eretta in merito alla possibile proroga dello stato di emergenza in Italia fino al 31 dicembre 2020.

"Infatti - aggiunge il chirurgo ed esponete leghista - i dati ci dicono che la circolazione del virus si è arrestata, e che laddove abbiamo focolai la virulenza è decisamente inferiore rispetto ai mesi scorsi. Ciò non vuol dire “liberi tutti”, piuttosto significa che dobbiamo essere elastici e pronti a intervenire nel caso ci sia una recrudescenza, senza tuttavia bloccare un Paese prorogando una stato di emergenza come se avessimo ancora i reparti COVID pieni di pazienti.
Voglio essere chiaro su questo punto: le pandemie si affrontano in base alle circostanze del momento, restando sempre pronti a far fronte alla situazione peggiore, ma proprio per questo le misure precauzionali e emergenziali devono essere adattate di volta in volta allo scenario in corso. Pensare di avere lo stato di emergenza nelle settimane di luglio e agosto è alquanto bizzarro e mi fa pensare che la ragione sia esclusivamente politica, perché non esistono dati scientifici che ne motivino l’assunzione.
Questa decisione ci costringerà, tuttavia, a mantenere protocolli emergenziali che andranno a detrimento dell’operatività dei servizi ordinari, come purtroppo è accaduto durante il periodo COVID, con la sostanziale differenza che allora le circostanze lo richiedevano. Preferirei che il governo facesse meno azioni improntate sul poltronismo del premier, e più basate sulle evidenze scientifiche, di modo tale da poter mantenere uno stato di allerta che ci permetta di partire subito con le dovute azioni nel caso di una recrudescenza forte, ma di tornare a essere pienamente operativi mentre le circostanze lo permettono. Tutto ciò, ovviamente, facendo la giusta prevenzione”.

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