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Enel, consiglio di Arcola compatto: stop carbone, futuro sostenibile e no gas

Maggioranza e opposizione fanno squadra e dopo una conferenza dei capigruppo interminabile si esprimono con una sola voce.

"Più occupazione"

Sarzana - Val di Magra - Se nel capoluogo la grana Enel divide maggioranza e opposizione sia dentro sia fuori il consiglio comunale, da Arcola – che nel suo territorio accoglie un terzo dell'insediamento - si leva invece un messaggio di unità. È accaduto ieri sera, quando tutte le anime della massima assemblea civica del terzo comune della provincia hanno unanimemente approvato un documento che, in estrema sintesi, dice stop al carbone nel 2021, no all'ipotesi gas e sì a un processo di confronto volto a traguardare per l'area di Vallegrande un futuro produttivo sostenibile, nel segno dell'alta tecnologia e delle energie pulite, capace di coniugare l'occupazione – incrementandola- con la tutela della salute e dell'ambiente. Il pronunciamento è arrivato al termine di un consiglio un po' sui generis, vuoi per la location (il centro sociale Bassano del Termo, a un passo dall'Enel), vuoi per la scansione dell'assemblea, sospesa dopo l'appello per una capigruppo di oltre due ore e poi chiusasi con una mezz'oretta di dibattito pre voto. Un time out che ha provocato un po' alla volta l'abbandono del tropicale centro sociale da parte dell'inizialmente numeroso pubblico.

“Questa è una serata importante - ha affermato la sindaca di centrosinistra Monica Paganini indossando la maglia 'Basta carbone 2021' al pari dei colleghi della maggioranza -, abbiamo trovato una condivisione su una linea chiara, netta. Grazie a tutti per la collaborazione, è fondamentale avere una voce unita e forte. Arcola vuole giocare un ruolo da protagonista in questa epocale fase di passaggio”. Per il centrodestra è intervenuta la consigliera Brunella Righi: “Il documento che ci accingiamo ad approvare mette in primo piano la tutela dei cittadini e del territorio. Necessario dire stop all'inquinamento, il carbone mette in ginocchio Spezia e i comuni limitrofi da oltre quarant'anni”. Sempre dalla minoranza è intervento Alessio Binetti, capogruppo di 'Alternativa per Arcola', che si è detto soddisfatto e ha avvisato: “Ci sono cavilli giuridici che potrebbero metterci in difficoltà. Perciò avrei piacere si realizzassero piani di valutazione del danno sanitario pregresso e attuale nonché valutazioni di impatto sanitario. Non si sa mai cosa possa succedere, meglio avere documenti in mano”.

“Sono orgoglioso del consiglio di stasera – ha esordito l'esponente di Rifondazione Salvatore Romeo, assessore all'ambiente – perché abbiamo scelto unitariamente di guardare avanti, verso la sostenibilità, con un'elaborazione condivisa. Spesso si giudica severamente al passato in cui ha le sue radici la nascita della centrale, ma occorre contestualizzare: quello era un paese ancora ferito dalla guerra, c'era un Paese disastrato, il bisogno di lavoro, infrastrutture e sviluppo era assoluto. E non erano in vigore particolari leggi ambientali. Adesso dobbiamo pensare al futuro e Arcola ha pieno diritto di dire la sua in modo determinante. Sarà senz'altro un fatto positivo organizzare assemblee pubbliche per dar modo alla cittadinanza di esprimersi”. Secondo il vice sindaco Gianluca Tinfena “ha vinto il buonsenso, grazie al quale stasera dal consiglio comunale esce un messaggio coeso. La nostra intenzione è far sentire la voce di Arcola a ogni livello: provinciale, regionale e nazionale, cioè il Ministero dello sviluppo economico, dove si gioca la partita più importante”. L'esponente Pd ha rammentato che “la scelta di dismettere Enel è arrivata sotto il precedente governo” e ha stigmatizzato l'ipotesi gas metano, “un combustibile fossile che provoca effetti disastrosi soprattutto in termini di cambiamenti climatici”. Tinfena ha poi ricordato come “nel 2015 l'allora ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda provò ad avviare per l'area Enel un percorso nell'ambito di Futur-E, progetto basato sulle rinnovabili che aveva l'obbiettivo di rendere l'azienda soggetto facilitatore per quanto riguarda gli investimenti privati e soggetto attuatore nel campo della ricerca e dello sviluppo in materia di energia pulita. Credo sia giusto capire che si può ripartire da lì”.

Poi il consiglio quasi al gran completo (ha dovuto assentarsi la consigliera Massi) ha votato compatto il documento – cesellato a partire da un testo del gruppo del centrodestra “che ricalcava i punti fondamentali del nostro ordine del giorno”, come affermato dal sindaco –, indi la seduta si è chiusa con un (auto)applauso di tutti gli amministratori e, complici i quaranta gradi, con una risata collettiva scaturita dopo che la presidente del consiglio Anna Catalano ha dichiarato “sciolta” l'assemblea.

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