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Digestore, parere sanitario e revisione del piano rifiuti al centro del dibattito

Fitto consiglio comunale ieri a Santo Stefano. Approvato un ordine del giorno che affida precisi compiti al presidente della Provincia.

L'impianto

Sarzana - Val di Magra - Ampio dibattito a tema biodigestore ieri nell'ambito del consiglio comunale di Santo Stefano di Magra che, tra le altre cose, ha visto 'presentarsi' l'avvocato Piera Sommovigo – che ha annunciato il ricorso al Difensore civico (QUI) - e il giurista ambientale Marco Grondacci, neo consulenti di Palazzo civico sul fronte del contestato impianto. Spazio anche a Carla Bertolotti in rappresentanza del Coordinamento No Biodigestore che, ribadito il no a un referendum provinciale e all'inchiesta pubblica promossa dalla Regione, ha messo in guardia sui “rischi di contaminazioni batteriche e delle falde acquifere, che servono 150mila spezzini, possibili emissioni odorigene, aumento del traffico pesante, svalutazione delle proprietà”. C'era anche il neo sindaco di Vezzano, Massimo Bertoni, che ha assicurato il suo impegno contro la realizzazione dell'insediamento di trattamento dell'organico.

“Chiedo al sindaco Sisti che chiami a raccolta tutti i sindaci della provincia per questa battaglia e invito la popolazione a proseguire la mobilitazione con coesione e senza protagonismi – ha aperto il dibattito consiliare Paola Lazzoni, consigliere del gruppo della destra 'Insieme per voltare pagina' -. Va individuato un sito che risponda alla sola esigenza della provincia, nell'ottica del compostaggio di comunità. Quindi il sito di Boscalino (Arcola, ndr). E mi aspetto che ora sull'ipotesi biodigestore arrivi il parere vincolante sanitario del primo cittadino”. L'ex vice sindaco Nicla Messora, consigliere di maggioranza, ha affermato che “stiamo andando nella direzione giusta e ora anche Arcola e Vezzano, che ora, passate le elezioni, hanno definito la loro configurazione istituzionale, potranno accompagnarci in questo percorso che abbiamo intrapreso per troppo tempo un po' da soli. La vicenda del digestore è stata trattata con poca trasparenza, l'auspicio è che si torni in Provincia per riaprire la discussione sul Piano rifiuti”.

Il capogruppo di 'Santo Stefano popolare' Francesco Ponzanelli ha 'bacchettato' chi negli anni passati – leggasi quello Spezzino ancora a trazione centrosinistra - “non ha saputo chiudere il ciclo dei rifiuti”, dichiarando poi che “l'inchiesta pubblica è sempre utile” e sottolineando che “Vezzano ha in mano lo strumento della licenza edilizia. Il consiglio comunale vezzanese, se la procedura per il digestore arriverà fino in fondo, avrà facoltà di dire sì o no in merito all'autorizzazione per la licenza edilizia, non dimentichiamolo”. Il suo collega di schieramento Pietro Serarcangeli ha tuonato contro l'aggregazione Acam Iren, asserendo poi che "qui si baratta la salute della collettività per il profitto di pochi”. Il capogruppo di 'Insieme per voltare pagina', Emilio Ratti, riprendendo quanto spiegato dal giurista Grondacci, ha definito “un dato epocale il fatto che a Boscalino ci siano criticità soltanto di natura logistica, mentre a Saliceti il problema sia ambientale, una cosa ben diversa”.

Dalla maggioranza Salvatore Stelitano ha punzecchiato Ponzanelli: “Nel consiglio comunale del 28 giugno scorso aveva detto che Giampedrone l'aveva rassicurato sul fatto che il digestore non sarebbe stato fatto a Saliceti, poi dopo pochi mesi ecco il progetto. E non scarichi la responsabilità su Vezzano parlando di licenza edilizia, ma pensi innanzitutto al suo ruolo di consigliere in Provincia, dove il centrodestra è maggioranza e dove domani (oggi, ndr) di discute una mozione proprio sul digestore”. Il vice sindaco Alessandro Capetta ha invitato a “non misurarsi su chi è più contro, non ignorare la necessità di chiudere il ciclo dei rifiuti – con tecnologie e in luoghi che deve decidere chi ha le giuste competenze - e non considerare il digestore come una cosa già fatta, già decisa, perché non è così e sarebbe un segnale di debolezza”. Il sindaco Paola Sisti ha definito “il progetto di Saliceti fuori da ogni ambito di programmazione. Ogni livello istituzionale deve fare la sua parte, i vari consigli comunali l'hanno fatta, producendo atti. Facciano altrettanto Regione e Provincia”. E a fine seduta è stato approvato all'unanimità (ma non ha preso parte al voto il gruppo di Santo Stefano Popolare) proprio un ordine del giorno che impegna il presidente dell'ente provinciale – carica oggi ricoperta in veste di 'traghettatore' da Andrea De Ranieri - “a modificare la pianificazione provinciale in ambito rifiuti tutelando il ruolo del consiglio provinciale e comunque escludendo il sito di Saliceti” e a far redigere una relazione sanitaria collegata all'insediamento dei nuovi impianti di trattamento rifiuti previsti. Il dibattito ha visto intervenire anche il consigliere regionale Francesco Battistini (Italia in Comune) che ha spiegato d'aver presentato assieme al collega Pd Juri Michelucci (che ha seguito la seduta) un ordine del giorno che intende impegnare la Regione a un passo indietro, quindi a modificare il piano rifiuti con una variante di piano che implichi l'apertura della Vas, procedura nell'ambito della quale inserire il confronto tra più siti e più tecnologie, contemplando altresì lo scenario 'zero', cioè nessun nuovo impianto.

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