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Digestore nella macchina del tempo per tornare all'agosto 2018

Il presidente Peracchini replica a comitati e associazioni: "Piano d'area, delibera regolare". Mozione di Licari: "Serve nuova pianificazione".

Sarzana - Val di Magra - Il consiglio provinciale del 6 agosto 2018 non era formato in maniera regolare, per comitato e associazioni che si battono contro la realizzazione del biodigestore di Saliceti. E quindi, il Piano rifiuti provinciale approvato in quel consesso è 'fuorilegge' pure lui, l'opinione dei sodalizi ambientalisti e della cittadinanza attiva, ribadita anche ieri in un comunicato. Nodo della questione le dimissioni dell'allora consigliere provinciale Pd Davide Natale e la sua surroga con la sindaca santostefanese Paola Sisti, concretizzatasi una settimana dopo l'ok al Piano.
Oggi il presidente della Provincia, Pierluigi Peracchini, ha replicato alle valutazioni di comitati e associazioni. “L'ordine del giorno relativo alla seduta di Consiglio Provinciale, conclusa il 6 agosto 2018, era già stato fissato e formalizzato prima delle dimissioni del consigliere Davide Natale – scrive il sindaco del capoluogo -. La surroga del consigliere Natale venne quindi correttamente programmata all'ordine del giorno della seduta di Consiglio successiva, convocata entro i 10 giorni dalla protocollazione delle dimissioni, così come previsto da statuto. L’organo consiliare, all'atto di discussione dell'ordine del giorno prefissato ed all'atto di approvazione del Piano d’area provinciale di gestione del ciclo dei rifiuti per la provincia della Spezia, era da considerarsi quindi validamente costituito”. Presidente, allora, era il sindaco di Follo Giorgio, Cozzani, a cui seguì per un breve 'interregno' il primo cittadino di Ameglia, Andrea De Ranieri.

Ma la vicenda troverà con ogni probabilità spazio in consiglio provinciale, visto che il consigliere del centrosinistra Andrea Licari ha accolto le istanze degli attivisti, presentando in queste ore una mozione riguardante l’annullamento in autotutela della delibera di approvazione del Piano d’area dell'agosto 2018. “Questo perché l'allora consigliere Pd Davide Natale, dimessosi pochi giorni prima, non venne sostituito nella suddetta seduta consiliare, come regolamento vorrebbe – afferma Licari -. Una questione grave, che deve necessariamente essere riportata alla ribalta, anche perché quel giorno, complice l'assenza di un altro consigliere del Partito democratico, solo 9 membri del consiglio parteciparono e il piano fu approvato con cinque voti favorevoli e quattro contrari. Dunque, la composizione non corretta del consiglio fu determinante sull’esito del voto. Nella mozione presentata, che spero venga analizzata senza logiche politiche, ma con il solo interesse per la salute pubblica, si sollecita il presidente Peracchini ad avviare l’iter per la redazione di un nuovo Piano d’area che riveda le 90mila tonnellate complessive previste, quindi a mettere a confronto tecnologie diverse e infine ad operare una scelta sulla localizzazione dell’impianto della Forsu attraverso una nuova Valutazione ambientale strategica".

"Saliceti, infatti - continua il consigliere borghettino -, come ricordano giustamente da tempo comitati, associazioni e abitanti, non è mai stato sottoposto a Vas. Impegni concreti, che ho deciso di sposare sin dal primo giorno in cui mi sono seduto tra i banchi del consiglio: oltre a questo documento, per il quale ringrazio comitati e associazioni, ho presentato infatti svariati atti sull'argomento, non ultimo quello riguardante il mancato rispetto di una mozione della maggioranza approvata nel giugno 2019. Gli abitanti di Vezzano e Santo Stefano, ma anche dell'intera provincia, non meritano di essere presi in giro con false rassicurazioni, bensì con fatti seri, a tutela della salute”.

E sempre a tema biodigestore, il fronte di associazioni e comitati che si oppongono all'impianto replicano alla precisazione del professor Celico dell'Università di Parma, che rettificava un comunicato degli attivisti in cui varie cose venivano riportare sue valutazioni, scrivendo che “abbiamo riferito nient'altro che il contenuto della mail inviata dal prof. Celico al sindaco Paola Sisti il 25 giugno scorso. Ne eravamo venuti in possesso con un formale accesso agli atti, non essendo riusciti a ottenere il testo della mail per le vie brevi per il rifiuto del sindaco”. Contenuti del resto non rinnegati dal professore, che ha inteso più che altro fornire una più puntuale contestualizzazione della sua comunicazione (visionata dalla redazione) a Palazzo civico.

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