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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Ottobre - ore 16.27

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Digestore in consiglio provinciale. L'ex sindaco Baruzzo: "Se ci sono garanzie costruiamolo"

Mercoledì sarà affrontata la mozione di La Spezia popolare che chiede di rivedere le carte.

"No a papi stranieri"

Sarzana - Val di Magra - All'ordine del giorno del consiglio provinciale di mercoledì prossimo ci sarà la mozione con cui il gruppo La Spezia popolare chiede precisi impegni sul biodigestore al presidente Pierluigi Peracchini. In particolare, “dare seguito alla deliberazione n. 48 del 6/08/2018 che ha un chiaro assetto impiantistico: per il rifiuti residuo (RUR) rewamping impianto di Saliceti con produzione di Css, in grado di soddisfare fabbisogno provinciale e accogliere produzioni comuni Tigullio e altre aree del Genovesato ove necessario (capacità da 80.000 fino a 105.000 t/anno). Per la Forsu (frazione organica, ndr): rewamping impianto Boscalino con realizzazione digestore anaerobico (capacità adeguata a soddisfare il fabbisogno provinciale e il flusso derivante dall’area genovese non soddisfacibile dall’impianto di Scarpino)”. I consiglieri popolari Ponzanelli (anche vice presidente dell'ente), Gianstefani e Solari intendono poi impegnare il numero uno della Provincia a “riaprire la procedura di pianificazione di area e di ambito regionale considerato il profondo cambiamento dell’assetto impiantistico, rendendo partecipe il consiglio provinciale di scelte impiantistiche alternative”, nonché ad “approfondire la questione tariffaria legata al Project Financing che Recos si è impegnata a rispettare in luce della gara che le ha consentito l’acquisizione degli impianti a determinate condizioni ad oggi profondamente mutate”. Ulteriore punto è la richiesta di sospendere la conferenza dei servizi del 7 ottobre, ormai andata in scena, con il progetto che ha incassato i pareri favorevoli, in termini di compatibilità ambientale, da parte degli enti preposti.

Intanto, sempre a tema biodigestore, si registra l'intervento di Sauro Baruzzo, ex sindaco di Santo Stefano nonché ex presidente della Provincia. “Non sono sorpreso di stupire, non é la prima volta – afferma in una nota -. Tralascio tutta la documentazione di delibere regionali, provinciali che descrivono l'iter amministrativo. Non amo il gioco dell'oca. Confermo il giudizio che da sempre il circolo 'Da Porta nord alla Brina' in tempi non sospetti ha espresso. Fino a che il nostro modesto contributo di dialogo é terminato con la scomunica in vecchio 'stile sovietico'. Confermo il giudizio di allora. Se esistono le garanzie, il biodigestore, per chiudere il ciclo dei rifiuti, tra l'altro condiviso anche dall'associazione degli ambientalisti Legambiente, si realizzi pure. Infine penso che a Santo Stefano, come in altre parti, non servano papi stranieri un po' radical chic per capire che l'acqua é un bene comune e va difesa come va difeso l'ambiente con le tecnologie che l'ingegno umano ci mette a disposizione”.

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