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Digestore, da Santo Stefano: "Scortesemente zittiti, ma non finisce qui"

Stamani la seduta della conferenza dei servizi, convocata per acquisire i pareri dei vari enti sulla compatibilità ambientale del progetto.

Saliceti

Sarzana - Val di Magra - Stamani a Genova si è tenuta la seconda seduta della conferenza dei servizi sul progetto del biodigestore di Saliceti. La seduta era finalizzata ad acquisire i pareri dei diversi settori della Regione ed altri enti competenti per concludere l’istruttoria relativa al giudizio di compatibilità ambientale (Via) del progetto della società Recos rispetto al sito prescelto. “Questa seduta non chiude la Conferenza dei Servizi e tanto meno il procedimento autorizzatorio considerato che la suddetta istruttoria verrà poi assorbita nel provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur). I giochi quindi non sono per niente chiusi anche alla luce di quanto emerso dalla discussione all’interno della seduta”, segnala in una nota il Comune di Santo Stefano, che ha depositato una relazione nella quale conferma la contrarietà al progetto, ma prima ancora al procedimento in corso “in quanto viziato ab origine dal fatto che il sito prescelto non è previsto dalla vigente pianificazione provinciale e di ambito regionale”; con la stessa nota messa a verbale della seduta è stato chiesto l’avvio di una Valutazione di Impatto Sanitario ai sensi della Delibera della Regione Liguria del 30/12/2016 n° 1295. Inoltre è stata inviata alla presidenza della Conferenza dei Servizi una ampia relazione di consulenza sul rischio di esondabilità dell’area interessata dal progetto.

“Occorre inoltre sottolineare – affermano dal Comune di Santo Stefano - che di fronte allo spirito partecipativo e di confronto di merito manifestato sia dal Comune di Santo Stefano Magra (che era solo ente uditore in questa seduta) ma anche dal Comune di Vezzano Ligure quale autorità locale territorialmente competente, l’atteggiamento della Vicedirettore generale settore ambiente della Regione Liguria (dott.ssa Brescianini, ndr) è stato sia scortese sul piano istituzionale che non rispettoso delle modalità di svolgimento della istruttoria di VIA. Infatti è stato impedito al Sindaco del Comune di Santo Stefano Magra di intervenire oralmente e non solo come mero uditore alla seduta con la risibile motivazione che si sarebbe resa illegittima la seduta. Come dovrebbe sapere la Vicedirettore la legge 241/1990 che disciplina le procedura di conferenze dei servizi anche di livello regionale prevede (lettura combinata comma1 articolo 9 e comma 5 articolo 14 di detta legge 241) la possibilità di intervenire alla Conferenza dei Servizi perfino ai rappresentanti di interessi diffusi figuriamoci ad un Sindaco. In realtà la decisione di lasciare anche solo per pochi minuti la parola agli intervenuti come meri uditori è rimessa solo ed unicamente al dirigente che gestisce le sedute della Conferenza dei Servizi. In altri termini c’è una facoltà di intervenire le cui modalità vengono decise da chi conduce la seduta. Dare o non dare la parola è una scelta di mera cortesia anche perché chi gestisce la seduta potrà sempre decidere, se gli argomenti apportati fossero non coerenti con l’odg, non verbalizzare quanto affermato”.

“Ma al di là di questa chiara scortesia istituzionale, peraltro come sopra dimostrato non motivata adeguatamente in termini formali – si legge ancora -, la gestione della seduta ha avuto un chiaro indirizzo in un'unica direzione vale a dire a predisporre un parere favorevole di compatibilità ambientale del progetto. Certamente rientra nelle facoltà dei diversi settori regionali ed enti tecnici intervenuti prendere una propria autonoma posizione ma questo, proprio nello spirito della conferenza dei servizi interna al Paur, deve avvenire attraverso una istruttoria che tenga conto della reale situazione dell’area interessata e delle amministrazioni comunali che la rappresentano istituzionalmente. In questo senso sostenere, come ha fatto la Vicedirettore Generale Ambiente della Regione Liguria, che vista la normativa che stabilisce l’autorizzazione finale (Paur) è variante alla pianificazione urbanistica comunale, non può essere oggetto di discussione in sede di istruttoria per formulare il giudizio di compatibilità ambientale (VIA) , significa non solo limitare la autonomia dei Comuni interessati (in particolare il Comune di Vezzano Ligure) ma rimuove un elemento fondamentale della istruttoria di VIA che è la valutazione dell’impatto sul territorio (vedi allegato VII alla Parte II del DLgs 152/2006) interessato dal progetto in generale e quindi la necessità di valutare anche la non conformità urbanistica del progetto in questione come giustamente ha sottolineato il rappresentante tecnico del Comune di Vezzano Ligurel Non a caso in più sentenze il Consiglio di Stato ha avuto modo di chiarire che a conformità urbanistica del progetto alle previsioni urbanistiche comunali […] costituisce, contrariamente a quanto prevede l’appellante, elemento indispensabile della valutazione […] relativa alla verifica di impatto ambientale...”.

Da Palazzo civico infine rilevano “che la relazione inviata dall’Amministrazione Comunale di Santo Stefano Magra in relazione al rischio di esondazione non adeguatamente preso in considerazione dal progetto presentato da Recos SpA non potrà non essere elemento di valutazione ulteriore prima della decisione finale anche da parte della Autorità di Bacino come pure dalla Autorità Competente regionale alla VIA senza nascondersi dietro i formalismi dello scarico di competenze e di obblighi o meno di parere. La VIA, come dovrebbe essere noto agli autorevoli partecipanti alla seduta di Conferenza di Servizi di questa mattina, è un procedimento che deve valutare l’impatto ambientale complessivo di un progetto e quindi come afferma la legge gli: effetti significativi, diretti e indiretti, di un piano, di un programma o di un progetto, sui seguenti fattori: popolazione e salute umana; biodiversità, territorio, suolo, acqua, aria e clima; beni materiali, patrimonio culturale, paesaggio; interazione tra i fattori sopra elencati”. Alla Conferenza dei servizi non sono stati invitati comitati e associazioni, che hanno risposto inviando un dossier e facendo ricorso al Difensore civico.

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