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Digestore, Pucciarelli: "Politica fuori dai giochi. Comitati rischiano di perdere credibilità"

La senatrice intervistata dall'ex consigliera regionale Alice Salvatore: "Il punto è che lì c'è già un impianto, nato con un'acquisizione da 80 euro".

"Ora questione tecnica"

Sarzana - Val di Magra - Alice Salvatore che, chiusa l'esperienza politica, si dà all'informazione. E la senatrice Stefania Pucciarelli tra le personalità videointervistate dall'ex pentastellata per il sito Scripta Manent. Tra i temi su cui l'esponente della Lega viene interpellata, c'è anche il progetto del biodigestore di Saliceti, cioè un fazzoletto vezzanese inoculato nel territorio di Santo Stefano, paese della senatrice. Che, nel toccare l'argomento, parte da lontano: “Quelli che oggi fanno gli ambientalisti - ha affermato l'ex consigliera comunale santostefanese - non possono raccontarmi quel che raccontano. Il problema a Saliceti c'è perché lì esiste già un impianto (che lavora indifferenziato, ndr). Un'operazione all'epoca che aveva visto l'acquisizione di un terreno per 80 euro. Per 80 euro non si era transitati attraverso il voto dei soci. Un'iniziativa del presidente, con dietro un acquisto del terreno, e dietro, tra virgolette, c'era una speculazione. E di lì si è costruito questo impianto. E poi Acam, che aveva maturato un debito di 500 euro, ha fatto scarsa manutenzione con quel che ne è derivato come problema di odori. Poi una volta che l'impianto è stato ceduto a Iren, è stato oggetto di investimenti e il problema è venuto a scemare, si è cercato di eliminare al massimo il disagio per i residenti”.

Ma la senatrice, rimarca, “il problema è l'impianto esistente, realizzato a venti metri dalle abitazioni. Nessuno all'epoca della costruzione si è preoccupato della svalutazione delle case, della vicinanza o meno di falde acquifere, della zona agricola... si tutti svegliati oggi, con l'impianto che già esiste. È come avere una casa con un indice edificatorio ancora da poter sviluppare, ma qualcuno dice: sai cosa c'è di nuovo? Non lo sviluppi perché lì non va più bene. Bisogna essere anche un po' realisti: io non sono contenta che lì ci venga l'impianto. E quelli che a Santo Stefano si prodigano contro il biodigestore poi a livello nazionale dicono che gli impianti a biogas vanno realizzati. In ogni caso io non ho mai votato un atto per costruire il biodigestore. Mentre due anni fa il Provincia è stato votato un Piano rifiuti in cui si parlava di Boscalino. Poi c'è stata una modifica che ha superato questo sito, che comunque non era adatto, perché sarebbe stato necessario aumentare l'impianto lì esistente e per le criticità di accesso all'area”.

E ora? “Ora la questione è in mano ai tecnici – ha osservato la senatrice – e se la politica interviene sui tecnici crea un abuso. Oggi la conferenza dei servizi si è conclusa. Proprio il giorno in cui si doveva tenere la conferenza dei servizi, in mattinata è arrivata la lettera del ministero, il giorno prima però abbiamo appreso il suo contenuto per mezzo stampa, perché i comitati ambientalisti l’avevano ricevuta prima del presidente Toti. Tra l’altro io la lettera non l’ho mai vista perché nessuno me l’aveva inviata”. Pucciarelli ha affermato che “c'è chi dice che è tutto fatto secondo regola e chi parla di atti illegittimi. Io non posso dire chi abbia ragione o torto, non sono esperta in materia, ma mi devo fidare dei tecnici, che sono dipendenti pubblici e che rischiano il posto di lavoro se producono atti illegittimi. Se i comitati ritengono di avere ragione, facciano un esposto alla Procura. Altrimenti è solo creare allarme senza affrontare il problema”. Con la convinzione che “a questo punto la politica è fuori dai giochi. I comitati o facciano un esposto o la smettano di uscire, perdono credibilità”.

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