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Digestore, Pd: "Intollerabile penalizzare ancora lo Spezzino"

"Così si scarica a levante il prezzo politico che non si vuole pagare attrezzando Genova con gli impianti previsti dal piano".

"fronte comune a difesa territorio"

Sarzana - Val di Magra - "Nel corso di un incontro con il commissario della Federazione provinciale del Pd della Spezia, al quale ha partecipato anche il vicesegretario nazionale Andrea Orlando, i sindaci e gli amministratori del Pd di Arcola, Santo Stefano di Magra e Vezzano Ligure hanno ribadito la loro ferma contrarietà all’impianto biodigestore di Saliceti per due ordini di motivi già da tempo evidenziati. Il primo riguarda l’evidente sovradimensionamento di un impianto che appare destinato a trattare i rifiuti generati da un’area ben più ampia di quella della provincia di Spezia e, probabilmente, superiore a quella dell’intera Liguria. Il secondo è il rischio molto concreto, e al momento non escluso da alcuno studio scientificamente attendibile, della grave compromissione della falda da cui è ricavato l’approvvigionamento idrico indispensabile per gli abitanti della provincia spezzina". Si apre così la nota a tema biodigestore diffusa dal coordinamento provinciale del Partito democratico.

"Inoltre - proseguono dal Pd spezzino - sono stati avanzati seri dubbi sulla correttezza amministrativa della procedura con la quale è stata formata la platea dei soggetti coinvolti nella conferenza dei servizi, con l’esclusione del Comune di Arcola, che invece è molto direttamente interessato dagli sviluppi della vicenda; è stata inoltre ribadita la seria preoccupazione relativa all’incremento ulteriore di traffico che la presenza dell’impianto determinerebbe su un sistema di viabilità già al momento interessato da notevoli criticità".

"È assolutamente intollerabile - continuano i Dem -, ed è stato più volte sottolineato nel corso della riunione, che ancora una volta il territorio spezzino venga penalizzato con una pesante servitù, in questo caso nel campo della gestione dei rifiuti, causata dall’incapacità della Giunta guidata da Toti, di dar corso agli impegni previsti nel piano regionale, scaricando sul Levante il prezzo politico che non si vuole pagare attrezzando il territorio di Genova con gli impianti necessari e previsti. Quello stesso Levante penalizzato dalla mancata dalla promessa del nuovo ospedale di Spezia, miseramente naufragata nel corso degli ultimi mesi". Gli amministratori e il coordinamento provinciale del Pd hanno concordato ulteriori iniziative nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, "al fine di dar vita - si legge ancora - a un fronte comune con le altre forze presenti nei consigli comunali, a cominciare da quelle del centrosinistra ma non limitato ad esse, bensì aperto a tutti coloro che intendono schierarsi a difesa del territorio. Lavorando anche per estendere il contrasto alla realizzazione dell’impianto anche ai territori comunali non direttamente interessati".

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