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Difformità nei lavori dei giardini, Insieme per Ameglia: "Fatto grave"

a bocca di magra
Difformità nei lavori dei giardini, Insieme per Ameglia: "Fatto grave"

Sarzana - Val di Magra - "Nonostante l’Assessore Bernava tenti di minimizzare la vicenda, in realtà le difformità rilevate dalla Soprintendenza nel cantiere degli ex giardini di Bocca di Magra merita di essere valutata con molta attenzione.
Innanzitutto segnaliamo l’anomalia data dal fatto che il progetto non è stato sottoposto al parere preventivo da parte della Soprintendenza. Ciò è stato possibile in quanto tale intervento è stato definito dal Comune come di scarso interesse ambientale e quindi non è stato emesso parere paesaggistico da parte della Soprintendenza.
Il sopralluogo della Soprintendenza in un cantiere, tanto più se considerato di scarso interesse, non è affatto usuale ed appare quantomeno strano questo improvviso interesse da parte della Soprintendenza a verificare l’andamento dei lavori. Molto più probabile che il sopralluogo sia il frutto delle sollecitazioni da parte del Comitato e se così fosse l’Assessore avrebbe mentito.
Non è poi assolutamente normale che la Soprintendenza riscontri delle difformità tra il progetto ed i lavori. Si tratta di un fatto grave che non può e non deve essere sottovalutato. Quando il Comune rileva difformità su cantieri di privati cittadini scatta immediatamente la contestazione dell’abuso edilizio con tutte le conseguenze, anche penali, del caso.

Nel caso specifico poi le difformità rilevate – secondo quanto affermato dall’Assessore Bernava – sarebbero sostanzialmente tre:
- una prima difformità riguarderebbe non meglio precisate “linee architettoniche da modificare per un ingresso”;
- una seconda difformità riguarderebbe il colore della pavimentazione antitrauma, diverso rispetto a quello previsto inizialmente;
- la terza difformità riguarderebbe la presenza – a detta di Bernava – di “troppe piante rispetto a quelle approvate da tempo nel progetto”.

Occorre ribadire che non è normale che tali difformità emergano a seguito di un sopralluogo della Soprintendenza, anche nel caso in cui il sopralluogo fosse stato effettivamente concordato con il Comune, in quanto la procedura normale è che se si fa una variante se ne discute prima con la Soprintendenza e non dopo. Detto ciò, in attesa di meglio comprendere in che cosa consista la prima difformità, segnaliamo che sbagliare colore rispetto a quello previsto nel progetto appare quantomeno grave mentre per quanto riguarda la contestazione relativa alle piante, Bernava si è superato nel sostenere che la Soprintendenza avrebbe detto che ce ne sono troppe. Pare un insulto all’altrui intelligenza. Dubitiamo che la Soprintendenza si sia espressa nei termini riferiti da Bernava. Molto più plausibile che, come sostiene il Comitato, la Soprintendenza abbia contestato la folle previsione di una fila di tamerici che hanno l’unico scopo di ostruire la visuale sulle Apuane.
Insomma questo è un progetto, non socializzato a sufficienza con la popolazione e non pubblicizzato, che ha portato al taglio di piante secolari e all’eliminazione di tanto verde, soggetto peraltro a continue modifiche, con un cantiere molto invasivo che ha lavorato durante tutta l’estate creando non pochi disagi a cittadini e turisti.
C’è inoltre da sottolineare la scarsa trasparenza da parte del Comune dato che la Segretaria Comunale non ha fatto pubblicare le tavole dei progetti unitamente alle delibere di approvazione. Noi abbiamo ripetutamente chiesto di ottenere copia dell’ultima variante presentata che prevede la costruzione di una fontana per il costo di € 80.000,00 ma le cui fattezze restano ignote al pubblico. Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto nulla.
Insomma stiamo assistendo ad una vicenda che dimostra l’avversità da parte dell’amministrazione comunale nei confronti delle domande e delle critiche mosse da cittadini, comitati e consiglieri di minoranza, frutto di una palese incapacità e disorganizzazione di cui purtroppo a pagare dazio sono i cittadini.
Noi chiederemo con un’interpellanza di sapere di preciso quali siano le contestazioni mosse dalla Soprintendenza, quali siano le difformità sanabili e quelle insanabili, come l’Amministrazione intenda procedere, se tali difformità comportino una maggior spesa da parte dell’Amministrazione Comunale e a chi siano imputabili tali difformità.
E sia ben chiaro, la colpa dei ritardi nei lavori non va imputata a quanti segnalano le irregolarità e le brutture, ma è da ricondurre gli errori e alle difformità del Comune!





?Gervasio Benelli, Raffaella Fontana, Claudio Pisani, Rosanna Fabiano

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