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Da Tito a Mobutu il consiglio condanna i dittatori, con polemiche

Dibattito dopo la mozione presentata dalla Lega contro il maresciallo jugoslavo. Giorgi aggiunge anche Ceausescu. Mione: "Distogliete l'attenzione dai vostri litigi interni".

sarzana chiede revoca onorificenza
Da Tito a Mobutu il consiglio condanna i dittatori, con polemiche

Sarzana - Val di Magra - Da Tito a Mussolini, passando per Mobotu e Ceausescu, ieri sera il consiglio comunale di Sarzana ha passato in rassegna alcuni dei peggiori dittatori che il Novecento abbia conosciuto. Quasi una replica (fortunatamente più breve) della seduta fiume che tre anni fa portò alla revoca della cittadinanza onoraria a Kim Il Sung, nonno dell'attuale leader coreano Kim Jong-un. La discussione questa volta è dalla mozione della Lega che sollecitava la richiesta allo Stato della revoca dell'onorificenza di “Cavaliere della Repubblica” a Josip Broz, meglio noto come Tito, approvata con i voti della maggioranza e di Giorgi (astensione per il resto dell'opposizione). Approvata, con i medesimi numeri, anche quella incidentale presentata dalla capogruppo M5S che chiedeva di estendere la revoca anche delle onorificenze che proprio l'Italia in passato ha conferito a Ceausescu e Mobutu.

“Ancora oggi Tito risulta avere la massima onorificenza del nostro Paese – ha esordito Avidano presentando la pratica del Carroccio – conferitagli da Giuseppe Saragat nel 1969. A Tito è ascrivibile una serie di crimini commessi nei confronti dei dalmati italiani, tra cui oppositori al regime comunista, che vennero uccisi e gettati nelle foibe. Un'onorificenza che contrasta apertamente con la 'Giornata del Ricordo' istituita nel 2004 proprio per non dimenticare tutte quelle vittime. La modifica della legge consentirebbe la revoca anche per le persone già decedute”.
“Sia Ceausescu che Mobutu – ha proseguito Giorgi - sono capi di stato che si sono macchiati di altri crimini gravi violando i diritti umani in Romania e Zaire. Ritengo che non solo si debba revocare il titolo a Tito ma anche a questi due dittatori”. “Le foibe sono state un capitolo vergognoso spesso taciuto visto che solo di recente abbiamo conosciuto l'epopea delle popolazioni dalmate e istriane costrette a lasciare i loro territori e accolte, in alcuni casi, anche alla Spezia”.
“Quando si chiede la revoca di una misura non la si personalizza – ha osservato Mione (Sarzana per Sarzana) – qui nessuno ha simpatie per Tito ma anche Mussolini ha ricevuto parecchie onorificenze internazionali e sappiamo tutti cosa ha combinato in Italia. Oggi farebbe ridere proporre la revoca di questi titoli, così come fa ridere la richiesta su Tito, ma vi va bene parlare del nulla per distrarre l'attenzione dai vostri litigi interni come i recenti attacchi della Lega all'assessore Italiani”.
“Purtroppo nel mondo dell'istruzione ci sono morti di Serie A e di Serie B – ha replicato Spilamberti (Lega) dal fronte opposto – si parla giustamente di dittature nere e dei campi di concentramento ma nei miei cinque anni alle superiori non mi hanno mai fatto studiare le foibe e quello che ha fatto Tito. Tutti i morti vanno ricordati ma ancora oggi sui social c'è qualche cittadino che scrive “più foibe e meno carogne” nei confronti di rappresentanti delle istituzioni. Il cambiamento deve partire anche dalla scuola e dalle istituzioni”. “Inorridisco – ha detto Rampi (FdI) al pensiero che nel 1969 il Capo dello Stato abbia dato la più alta onorificenza grondante sangue a Tito del quale tutti i nostri politici conoscevano i crimini commessi contro gli italiani. Non può esserci Giornata nel Ricordo mentre il carnefice ha ancora questa onorificenza, ogni gruppo politico dovrebbe chiederne la rimozione”. “Tito era nazionalista e sovranista con punti di contatto con Orban che tanto piace alla Lega – ha accusato Castagna (Pd) – e spero che vengano placati certi rigurgiti all'interno di quel partito. Dopo Beslan e Bibbiano prosegue il giochetto della maggioranza di fare revisionismo storico con una mozione maliziosamente specifica sulla quale questo consiglio non ha competenza”. “Paragonare Tito a Orban è tanta roba – ha prontamente replicato Iacopi (Lega) – e vorrei ricordare a Castagna che dopo la guerra l'Italia voleva andare sotto il partito comunista sovietico. Tito è stato un criminale e la cosa non può essere messa in discussione”. “Non condividiamo l'ordine del giorno – ha ammesso Casini (Italia Viva) – perché non riguarda la nostra città, ci sono questioni più importanti da discutere come il decoro e la sicurezza”. “Concordo con Spilamberti che si studia poco della storia del Paese come il fascismo – ha ripreso Mione - tanto è vero che ci sono molti giovani che nonostante la politica criminale del partito fascista si fanno tatuaggi con le croci celtiche e vanno a farsi fotografare a Predappio. La storia va studiata bene, pensiamo a ricordare meglio persone come Arnaldo Terzi”. “La mozione non è una sfida fra fascismo e comunismo – ha puntualizzato Precetti (Sarzana Popolare) – ma la presa di posizione nei confronti di un macellaio che dovrebbe essere condannato da tutto il consiglio. Anche di recente abbiamo visto post che inneggiano ai titini”. Infine Luca Ponzanelli (Lista Toti): “Tito si è macchiato di crimini che sono rimasti nella storia e non vedo temi di contrapposizione politica. Possiamo lanciare un messaggio di condanna verso tutto ciò che ha riguardato un passato buio con i totalitarismi e un personaggio che si è macchiato di gravi atrocità”. In un dibattito che non è mai trasceso in scontro come in altre occasioni, ha strappato un sorriso anche l'accenno di “bandiera rossa” partito dal cellulare del capogruppo leghista Iacopi.

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