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Consiglio sciolto su un cagnolino dopo ore di accuse incrociate

La sindaca santostefanese Paola Sisti: "Maggioranza nata da un accordo che probabilmente non si doveva fare". Zangani attacca la prima cittadina e litiga con Ponzanelli. I renziani lasciano l'aula.

Consiglio sciolto su un cagnolino dopo ore di accuse incrociate

Sarzana - Val di Magra - “Serarcangeli, siamo fuori dal mondo, ma da dove viene? E il suo cagnolino? Non ce l'ha più il cagnolino?”. Questa la goccia che ieri ha fatto traboccare il vaso del consiglio comunale di Santo Stefano Magra. Parole pronunciate dal consigliere Angelo Zangani, rivolte all'esponente popolare, che hanno spinto il sindaco Paola Sisti a sciogliere la seduta ritenendola ormai deragliata dai binari della corretta prassi istituzionale. Lo stop, che ha impedito di votare l'odg di Zangani che proponeva di nominare la figura del presidente del consiglio (che ora è la sindaca ad interim), è arrivato dopo quattro ore e mezza di faticoso e a tratti accesissimo dibattito, percorso dal principio alla fine dal contrasto tra il consigliere socialista e la prima cittadina. Nei dieci minuti iniziali Zangani, esponente Psi recentemente uscito dalla maggioranza e dal gruppo di Italia Viva per passare al misto, ha criticato l'azione amministrativa della Sisti (su Irpef, Spigas, Parco 2 giugno, viabilità ecc.) definendola “una cattocomunista sempre alla ricerca del nemico”, accusandola inoltre “di essere stata eletta grazie ai voti della destra che l'ha sostenuta alle primarie” e “di aver registrato il capogruppo (l'ex capogruppo Stelitano, ndr) col telefonino, facendola franca perché sono dei bravi ragazzi”. Dal canto suo, Sisti, invitato Zangani “a non liquidare con battute” pratiche come Spigas, ponte sul Magra e Parco 2 giugno, ha detto che “cattocomunista una volta me l'hanno anche scritto sul campanello di casa: 'sporca cattocomunista'. In ogni caso la considero una cosa vera, sono una persona cattolica e fortemente progressista. Mondo cattolico e sinistra hanno molto in comune e nel mio essere cattocomunista c'è l'idea della protezione dei deboli e degli ultimi. Anche l'aumento dell'Irpef va in questo senso”.

Non è finita qui. Perché, se poi le ruggini hanno percorso il consiglio più o meno sotterranee per tre ore abbondanti, gli ultimi quarantacinque minuti le hanno viste nuovamente deflagrare, e questa volta le scintille hanno coinvolto più protagonisti. Sul tavolo, il menzionato ordine del giorno con cui Zangani chiedeva l'istituzione del presidente del consiglio – accusando la sindaca di non saper interpretare a dovere il ruolo – suggerendo di sceglierlo tra le file di Italia Viva, e pescando il vice dalla minoranza. La capogruppo dei renziani Nicla Messora, ribadito “il rispetto politico e personale per Zangani”, ha annunciato voto contrario perché “non riteniamo che un ordine del giorno sia il percorso corretto per arrivare a questa nomina”. Sul fronte dell'opposizione, contrarietà da parte di Santo Stefano popolare: “Odg anomalo – ha affermato il capogruppo Francesco Ponzanelli, non si può chiedere l'istituzione del presidente dando anche indirizzo politico su chi scegliere”. Nel merito, Zangani ha osservato: “Ho fatto una proposta, questo odg non è un Vangelo, se credete fate proposte integrative”. E quando, rivolto a Ponzanelli, ha detto che “se avessi proposto la presidenza assegnata alla minoranza ti sarebbe andata bene”, il consigliere del centrodestra, vice presidente della Provincia, si è infiammato senza più spegnersi fino al termine del consiglio, interrompendo e battibeccando senza requie: “Non fare il ridicolo e non mettermi parole in bocca! Non dire cretinate”, ha gridato fuori microfono al microfonato Zangani. Che ha ribattuto: “Ponzanelli, non faccia il ridicolo lei, vada a spigolare, non si faccia venire un infarto. Se mi comportassi io come Ponzanelli il sindaco mi farebbe portare fuori dal vigile”. Intanto, visto il bailamme, Santo Stefano viva ha temporaneamente lasciato l'aula, per poi abbandonarla definitivamente in un secondo momento visto il perdurare del caos. “Noi saremmo stati anche d'accordo a votare l'odg, ma vista la piega presa dalla discussione siamo pronti ad astenerci. In politica serve rispetto, non va bene scendere sul personale”, ha quindi osservato il consigliere leghista Silvio Ratti per il gruppo 'Insieme per voltare pagina'.

“Governare un consiglio di persone 'caratteriali', e mi ci metto anch'io, non è semplice – ha poi affermato la sindaca -. Non mi sento responsabile per le mancanze di questo consiglio, siamo adulti, conto sul nostro buonsenso. Ricordo quando a inizio legislatura in occasione del primo consiglio comunale c'era un ordine del giorno per la nomina del presidente, e doveva essere lei, Zangani. Che da subito però iniziò ad accusami, già dal suo primissimo intervento. Non era accettabile l'idea di nominare presidente del consiglio una persona che sparava a zero ancor prima di vedermi operare. Allora perché si è candidato in lista con me? Perché mi ha aiutato a vincere? Questa maggioranza – si è rammaricata Sisti – ha dato una cattiva impressione di sé, per colpa di tutti, non mi interessa dire se più per colpa del Pd, di Italia viva, del sindaco, del singolo consigliere o assessore. Una maggioranza nata probabilmente da un accordo che non doveva nascere. Ormai questa legislatura è finita, ce ne sarà un'altra da affrontare, vedremo chi vorrà farlo”. Nel merito la sindaca ha precisato che “mi allontano per andare in bagno, oppure, quando lo faccio per fumare, resto sempre sulla porta ascoltando tutto. In ogni caso cercherò di alzarmi meno possibile. Questo ordine del giorno è fatto male istituzionalmente: io non ho pregiudizi verso la nomina di un presidente, ma ci si arrivi attraverso un accordo complessivo”. E sulla lapide per la scorta di Moro, una delle pratiche che Zangani ha individuato tra quelle a cui non è stata data esecuzione nonostante il voto favorevole dell'assemblea, la sindaca ha precisato che non è stata ancora apposta perché a ciò si provvederà in concomitanza dell'intitolazione della caserma dei carabinieri.

L'ultima curva: Serarcangeli che prende la parola per definire Zangani “un arrogante. Questa giunta è nata sotto una cattiva stella per persone come lei, a cui è rimasto sul gozzo non aver avuto l'assessorato all'ambiente, e abbiamo visto cosa è successo quando ricopriva lei quella carica. E ora mi vada a querelare”. Di qui la risposta del consigliere socialista, per fatto personale: “Non è la prima volta che Serarcangeli muove accuse in modo scorretto, e oggi mi dà dell'arrogante... per aver presentato un ordine del giorno! Siamo fuori dal mondo”. Indi il riferimento al cagnolino – balzato agli onori della cronaca per un blitz a sei zampe sulla Brina – e la scelta del sindaco di calare il sipario: “Zangani lei è veramente inopportuno, il consiglio è sciolto e l'ordine del giorno non si vota. Non ci sto più a sentire queste cose, né da una parte né dall'altra”.

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