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Cinquanta famiglie e dieci anni di strada di cantiere

I problemi del Sua 'Il Mirto' nel consiglio comunale di Arcola. Dall'opposizione: "Il Comune a breve prenda in carico almeno l'illuminazione". Il sindaco Orlandi: "Gran parte delle criticità riconducibili all'impresa".

Uffici nel mirino
Cinquanta famiglie e dieci anni di strada di cantiere

Sarzana - Val di Magra - Una complesso di villette ultimato da dieci anni, abitato da cinquanta famiglie ma tutt'ora caratterizzato da un'area cantiere formalmente aperta con conseguenti problemi di illuminazione, sicurezza stradale, decoro. Questa in breve la situazione del Sua (Strumento urbanistico attuativo) 'Il Mirto', in Via Serra di Baccano, alle Pianazze, territorio comunale arcolano al confine con quello del capoluogo. L'annoso tema ieri è stato dibattuto in consiglio comunale su impulso di un'interpellanza presentata dal consigliere del centrodestra Corrado Santini. Interpellanza che segnala i disagi derivanti dal mancato completamento delle opere di urbanizzazione, “più volte segnalati anche formalmente dai residenti. Una situazione intollerabile, con problemi di sicurezza – ha detto Santini -, tra assenza di segnaletica su una strada, nessuna manutenzione e pulizia per le canalette di scolo, parcheggi 'selvaggi' a causa della mancanza di segnaletica, mancata presa in carico e gestione dell'impianto di illuminazione da parte dell'amministrazione comunale”. Una serie di lampioni al momento a basso voltaggio – e non tutti sono accesi – e per i quali è ancora la ditta a saldare le bollette. “Su quest'ultimo punto l'amministrazione, nel corso di un'assemblea dello scorso ottobre, si era presa l'impegno di trovare una soluzione ai primi del 2019. Ma nulla è cambiato”, ha proseguito Santini, che con l'interpellanza appunto chiedeva cosa impedisce il completamento delle opere previste dal Sua nonché chiarezza sui tempi per segnaletica e presa in carico di manutenzione e soprattutto illuminazione.

Il sindaco Emiliana Orlandi in merito all'illuminazione ha affermato che “dall'agosto 2018 ad oggi sono stati fatti incontri e sopralluoghi per arrivare a una risoluzione. L'ultimo sopralluogo, il 13 febbraio scorso, finalizzato alla verifica dell'idoneità dell'impianto per poi prenderlo in carico, ha evidenziato mancanze e criticità sul quadro elettrico, cattiva manutenzione del box dei contatori, inidoneità di alcuni lampioni. Ciò ha impedito l'emissione dell'atto di collaudo e la conseguente presa in carico da parte del Comune. Convocheremo di nuovo l'impresa per superare queste criticità”. Impresa – cioè la Immobiliare Ligure Appenninica – alla quale la prima cittadina Pd ha attribuito buona parte delle responsabilità in merito alla generale incompletezza del Sua, ammettendo tuttavia l'esistenza di “problemi degli uffici” e che nel territorio comunale “ci sono anche altre situazioni simili a quella del Sua Il Mirto”. Sempre in merito alle mancanze della ditta, la Orlandi ha menzionato la “richiesta di sanatoria avanzata nel 2016” con tutto l'iter amministrativo che ne è seguito e ha ricordato come “solo a maggio 2018 è arrivato il certificato dell'impianto elettrico emessa nel 2009”. Il sindaco non ha fatto mancare le sue scuse ai residenti di Via Serra di Baccano, ma ha altresì assicurato che “l'amministrazione si è fattivamente adoperata per traguardare gli obbiettivi e le giuste aspettative dei cittadini, dovendo però fare i conti con problemi e rallentamenti riconducibili all'operato dell'impresa”.

“La ditta avrà le sue responsabilità, ma - dopo dieci anni di problemi – anche il Comune ha le sue e sono evidenti – ha attaccato Santini - I contrasti tra gli uffici (in gioco ci sono Ambiente e Urbanistica, ndr) portano a queste situazioni. Serve una profonda riorganizzazione, dall'ultimo degli uffici ai vertici, perché quest'amministrazione non funziona in radice. Le difformità? Giusto occuparsene, ma si tratta di aspetti che non ostacolano ciò che l'amministrazione si è impegnata a portare a termine, come il discorso dell'illuminazione. E su questo versante non è credibile che la ditta non sia disposta ad arrivare a una soluzione, visto che, contro il suo interesse, continuerà a pagare le bollette fino al passaggio della gestione al Comune. Spero provvediate quanto prima a dire all'impresa come intervenire per giungere quantomeno alla presa in carico dell'illuminazione. E magari tracciate a terra due righe per capire dove bisogna dare precedenza. Su una strada, ricordiamo, che è ancora di cantiere, ma che è utilizzata dai residenti del Mirto e di altre abitazioni e per la quale la Municipale non esita a firmare ordinanze quando ad esempio c'è da posare la fibra”.

Un tema caldo, quello de Mirto, che tocca la vita di un popoloso insediamento residenziale in un territorio di confine. Tema che ha portato in consiglio – presa ora di petto, ora di striscio – almeno qualche disfunzione a livello di uffici comunali. Il tutto a un paio di mesi dalle elezioni amministrative, forca caudina che toccherà anche Arcola, terzo comune della provincia per abitanti.

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