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Casini esce da Italia Viva: "Continuerò a fare opposizione"

L'ormai ex capogruppo lascia il partito di Renzi: "E' nato sui principi di ascolto e partecipazione ma a livello locale va in direzione opposta. Non mi riconosco in altri gruppi".

"costituirò nuovo gruppo"
Casini esce da Italia Viva: "Continuerò a fare opposizione"

Sarzana - Val di Magra - “Lascio Italia Viva ma continuerò a fare opposizione a Sarzana”. Beatrice Casini conferma così il suo addio al partito di Matteo Renzi al quale aveva aderito poco meno di un anno fa. Un'uscita che era nell'aria da qualche settimana ma che la capogruppo ha ufficializzato oggi dicendosi “dispiaciuta” per “un progetto nel quale ho creduto, ma tutto ha un limite e io ho una dignità politica”. La consigliera comunale però sgombra subito il campo sul suo futuro: “Nei prossimi giorni formalizzerò la costituzione di un nuovo gruppo consiliare civico che rimarrà convintamente all’opposizione dell’amministrazione comunale in carica, e che libero da ogni schema politico si batterà (per dirla in maniera molto semplice e diretta) per le cose giuste e necessarie alla città. Ad oggi – sottolinea – non c'è un partito che mi rappresenta e penso invece ad un gruppo aperto e moderato per la città. Non avrei potuto passare al Gruppo Misto con Avidano capogruppo che ha idee completamente opposte alle mie, né tornare al Pd che ha fatto scelte di alleanze organiche con i Cinquestelle che non ho mai condiviso”.

Quanto alla sua decisione di lasciare Italia Viva Casini prosegue: “Non e’ pensabile dover continuare ad essere spettatore silente di un partito nato sui principi dell'ascolto, della partecipazione, della trasparenza e condivisione, della democrazia e dell'apertura alla società civile e poi trovarsi a sostenere ed a rappresentare un partito che, almeno a livello locale, va nella direzione esattamente opposta. Ho iniziato a fare politica convinta dalle idee e dall’entusiasmo di Matteo Renzi e quando decise di dare vita ad un partito riformista, liberale, anti populista, europeista e attento alle istanze delle giovani generazioni scelsi di aderirvi convinta della necessità, per il nostro Paese, di un partito con quelle caratteristiche. Ho sin da subito intrapreso questa nuova esperienza con fiducia e convinzione sia in consiglio comunale sia nel partito, sperando di poter dare il mio contributo, ma mentre l'attività di opposizione all'amministrazione comunale di Sarzana è andata avanti proficuamente, all'interno del partito è invece mancata la possibilità di un semplice, normale e democratico confronto.

Tutto, delle alleanze fino alla scelta delle singole candidature per le elezioni regionali (cito solo gli ultimi 2 recenti episodi) e’ stato appreso direttamente ed esclusivamente dalla stampa. Gli iscritti, come gli amministratori di Italia viva, non hanno avuto modo di esprimersi su nulla, neppure a decisione avvenuta. Sulle alleanze si è assistito a prese di posizione del partito schizofreniche e a giorni alterni anche diametralmente opposte: dal NO all’alleanza con i 5 Stelle prima, all’apertura su basi programmatiche poi; dalla prospettiva della competizione solitaria di Italia Viva prima, alla disponibilità ad un’alleanza larga poi (quindi compreso il Movimento 5 Stelle) questa volta parlando però di nomi (NO a Sansa SI a Massardo) e non più di programmi. Infine la scelta di costituire una lista unitaria a sostegno del candidato Massardo”.
Da ultimo la decisione dei candidati al consiglio regionale, dove si è assistito all’apoteosi del decisionismo. Nessuno ha avuto modo di esprimersi e tutti ne siamo stati informati dai quotidiani. Questa cieca oligarchia e’ un metodo decisionale che non mi appartiene, che da mesi contesto e che personalmente non accetto. Penso si debba avere maggior rispetto per tutte quelle donne e quegli uomini che credono ancora nel progetto e che desiderano contribuire alla discussione, sentendosi così parte attiva e non soltanto esecutiva di scelte blindate e ormai già pubbliche. Italia viva, all'interno della lista unica, correrà con 3 candidati, tutti amministratori in carica. E nonostante non abbia nulla di personale nei loro confronti, se solo avessi avuto la possibilità di esprimermi avrei suggerito ai vertici di non dimenticare di uno dei principi fondativi del movimento cui credo molto...che è l’apertura alla società civile e che qui, purtroppo, manca”.

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