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Bufano (Pd): "Sansa sessista? Renziani continuano sabotaggio, in Liguria come a Lerici"

Sarzana - Val di Magra - Più passano i giorni e più la denominazione del partito dei superstiti renziani - Italia Viva - diventa un ossimoro. All'ormai radicato posizionamento nei sondaggi nazionali ben al di sotto del 2%, si aggiunge in Liguria la sempre più diffusa percezione del 'nanismo' della candidatura Massardo, nata come ragionevole ipotesi di rappresentanza sintetica del largo campo progressista e divenuta ormai con tutta evidenza - per via  del moltiplicarsi delle dissociazioni - esclusiva espressione del sabotaggio, della 'vendetta' renziana se non il cinico strumento per favorire, come del resto a Lerici, la destra più impresentabile.
Eppure secondo la responsabile provinciale di Italia Viva è "la candidatura di Sansa che rappresenta uno scherzo che Crimi e Orlando hanno organizzato per festeggiare la rielezione di Toti"...
E la riprova di questa asserzione senza ritegno risiederebbe, secondo la luogotenente spezzina dei Renziani, nel fatto che Sansa - nel corso di un incontro cui ha preso parte il noto cabarettista genovese Balbontin - ha indossato una maglietta recante la scritta "Son tutti finocchi col culo degli altri" che costituisce il più noto intercalare di quel comico nel corso dei suoi monologhi.
Questo, secondo la arcigna censora della Setta rignanese, sarebbe - nientemeno - la prova irrefutabile del "sessismo" di Sansa, quella specie di mostro partorito dal 'criminale contrabbando' fra Crimi ed Orlando...(licenza poetica)
Ora, è vero che la locuzione non è elegantissima. Ma è altrettanto vero che essa, rimbalzando frequentemente dai principali programmi televisivi di cabaret, ha assunto nel tempo il valore proprio di una espressione idiomatica priva di qualunque riferimento sessista, passando ad indicare - censurandola satiricamente - la condotta di chi ha la pretesa di ergersi a giudice dei comportamenti altrui senza farsi carico delle cause oggettive che li hanno generati oppure di chi attribuisce a se stesso valori, qualità, sensibilità di cui non è in effetti niente affatto portatore.
Probabilmente, di questo passo - secondo la Nostra - affermare che "chi va con lo zoppo impara a zoppicare" significherebbe offendere mortalmente i diversamente abili;  l'espressione "fare orecchie da mercante" sarebbe un intollerabile insulto per la categoria  dei commercianti e consigliare "a brigante, brigante e mezzo" costituirebbe una imperdonabile istigazione a delinquere...
Anche questa volta Totò concluderebbe così: "...ma mi faccia il piacere!...".

Paolo Bufano, esponente Pd Sarzana

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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