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Biodigestore, il ministro: "Triangoliamo per aggredire l'illegittimità"

Gli attivisti salgono a Genova e strappano una quasi promessa.

Il generale in Liguria

Sarzana - Val di Magra - Lo smart working ci ha tolto parecchie castagne dal fuoco e anche la tanto vituperata didattica a distanza ha permesso, bene o male, di concludere il passato anno scolastico. Ma è chiaro che il vis a vis è sempre la via maestra per confrontarsi e illustrare le proprie ragioni. Come le ragioni del no al biodigestore di Saliceti, che oggi pomeriggio si sono arrampicate dalla Val di Magra fino al Parco dell'Aquasola di Genova per presentarsi al ministro dell'ambiente Sergio Costa, salito in Liguria per dare il suo sostegno alla candidatura di Ferruccio Sansa (presente) – di cui promuove appieno il programma in materia ambientale - nell'ambito di una iniziativa organizzata dal Movimento cinque stelle, forza di riferimento del generale. Latore della grana valligiana è stato Carlo Ruocco del Comitato Sarzana che Botta che, come auspicato in occasione degli ultimi appuntamenti organizzati da comitati e associazioni, ha richiamato la possibilità del ministro di stoppare l'iter relativo all'impianto avvalendosi del comma 3 dell'articolo 8 della legge istitutiva del ministero. “Stanno approvando un progetto per un biodigestore da 90mila tonnellate a Saliceti – ha ribadito Ruocco – quando il piano rifiuti d'area ne prevedeva uno da 30mila a Boscalino. E la società Recos ha vinto una gara proprio per questa seconda opzione, non per un digestore da 90mila in un'altra zona. Lei ministro ha parlato del Parco del Magra: ecco, nel piano rifiuti 2003 si registrano motivi di criticità relativi alla zona di Saliceti proprio perché confinante con l'area Parco. Inoltre l'Ufficio urbanistica della Regione nel 2019 ha imposto al Comune di Vezzano, in sede di redazione di Puc, di lasciare Saliceti come zona agricola a causa della liquefacibilità del terreno”.

Il ministro, che nel suo intervento inaugurale aveva già operato un breve passaggio sul biodigestore (“Un tema che, come quello delle discariche, è una enormità: posso aiutare, ma parliamo di competenze regionali”), rispondendo all'ambasciatore degli attivisti spezzini ha detto di poter fare “una vigorosa moral suasion sulla Regione, ma non posso obbligarla a rispondermi. Però sentiamoci per elaborare un ricorso in sede giurisdizionale: io non posso farlo, voi sì. Triangoliamo con il senatore e avvocato Mattia Crugioli per andare ad aggredire l'illegittimità dell'atto”. Crugioli che, oltre che parlamentare pentastellato, è anche il legale che a suo tempo ha affiancato proprio i Botta nell'azione contro il progetto sarzanese che ha dato il nome al sodalizio. “Ora speriamo che alle parole seguano i fatti”, il commento a margine di Ruocco, che segnala altresì con rammarico come “quest'estate abbiamo chiesto ai parlamentari spezzini di ogni colore di sottoporre al ministro un'istanza relativa al biodigestore, in modo da invitarlo a intervenire. Ecco, il ministro non ha ricevuto alcuna informazione in merito, nessuno in queste settimane ha pensato di fargliela arrivare”.

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