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Biodigestore a Boscalino, da Arcola un doppio e compatto no

Approvate all'unanimità in consiglio comunale sia l'ordine del giorno di maggioranza, misto e sinistra, sia quello del centrodestra.

"NO A GUERRA TRA POVERI"

Sarzana - Val di Magra - Dal consiglio comunale di Arcola ieri sera si è levato un no 'doppiamente' compatto all'ipotesi della realizzazione dell'ormai famoso digestore di rifiuti organici nella già affaticata area di Boscalino. 'Doppiamente', perché l'assemblea ha votato con favore unanime due ordini del giorno: e quello presentato dal centrodestra, e quello sottoscritto dalla maggioranza a guida Pd assieme ai tre membri dell'opposizione di sinistra (gli esponenti di Rifondazione Salvatore Romeo e Debora Cossu e l'indipendente Giuseppe Zubelli). I due documenti sono di fatto analoghi nel dispositivo, in quanto mettono nero su bianco il no all'impianto a Saliceti, dando mandato al sindaco Emiliana Orlandi di far valere tale netta posizione in ogni sede istituzionale (compresa la Provincia, dove la Orlandi è consigliere) e non istituzionale. Da parte di un centrosinistra quindi ricompattatosi, con soddisfazione, sulla questione digestore, non sono mancati gli inviti ai consiglieri del centrodestra affinché si trovasse una mediazione per votare un solo documento. “Non ha importanza quanti documenti escano da questo consiglio, l'importante è esprimere una posizione contraria”, ha precisato il capogruppo Corrado Santini, esponente della droit assieme a Brunella Righi e Valentina Massi, chiudendo alla possibilità di una convergenza. E rimarcando: “Non ci ha mai convinto la politica di smaltimento dei rifiuti di questa provincia – ha detto Santini -, ci ha sempre trovato contrari. Quindi il nostro no di stasera è fin banale. Siamo sempre stati coerenti. Inoltre, noi siamo prima di tutto arcolani, e non abbiamo difficoltà, quando non ci troviamo d'accordo con Regione e Provincia, a dirlo senza problemi”. Un riferimento non velato alla nota ufficiale con cui l'assessore regionale Giacomo Giampedrone e il presidente dell'ente Provincia Giorgio Cozzani, entrambi autorevoli volti del centrodestra, hanno sancito il 'trasloco' del digestore da Saliceti a Boscalino. “Mi riesce tuttavia difficile comprendere – ha concluso il capogruppo del centrodestra – quale sia la soluzione per lo smaltimento rifiuti immaginata da alcuni gruppi consiliari. La mia posizione, magari censurabile, è chiara: io sono per la termovalorizzazione. Io una soluzione la do, qualcuno continua a non darla”.

Il consigliere Zubelli ha rammentato la sua contrarietà al piano di riassetto Acam poi sfociato nell'aggregazione con Iren e ha puntato il dito contro “l'accondiscendenza verso Acam mostrata negli anni da sindaco e giunta”, invitando le istituzioni a non trascurare mai comitati e associazioni. Un lungo intervento in cui il consigliere ha passato in rassegna un'ampia serie di grane ambientali locali, in particolare le discariche incastonate nel fiume Magra. Il consigliere Romeo ha rilanciato la proposta di una location baricentrica tra Spezzino e Genovese per l'eventuale impianto, se questo deve, come annunciato, accogliere rifiuti da ambo le province, per una taglia complessiva che sarebbe superiore alle 60mila tonnellate annue. Rammentato il no di Rifondazione al project Acam – era la fine del 2015 -, Romeo ha parlato di “una positiva riflessione del Pd, che ho spesso criticato, su diversi temi”, osservando che “prima il digestore è stato immaginato a Saliceti, e la cittadinanza di Santo Stefano si è giustamente sollevata. Così hanno pensato di spostarlo a Boscalino. Non dobbiamo mettere contro le popolazioni, no alla guerra tra poveri. La guerra va fatta a chi vuole installare in questo territorio un impianto che non sta né in cielo né in terra”.

L'assessore Gianluca Tinfena, che da inizio 2017 ha la delega all'Ambiente, ha aperto il suo intervento ricordando il percorso fatto sulla ex Metalli e derivati (“Ora c'è un insediamento produttivo che non inquina e che da posti di lavoro”) e l'attuale impegno sulla bonifica delle discariche fluviali, in particolare a Battifollo e San Genisio (“Siamo l'unico comune spezzino che ha ottenuto contributi regionali a questo scopo in quanto eravamo avanti con la progettazione”), per poi venire al nocciolo: “Nel documento condiviso dalla maggioranza con due gruppi consiliari di opposizione si spiegano per filo e per segno le ragioni del no all'impianto nel nostro territorio, che ambientalmente ha già dato tanto. Un no netto, del resto suggerito sia da una nota Arpal - in cui di evidenziano criticità in termini di spazi e di strutture esistenti -, sia da una delibera regionale che recepisce tale nota”. Tinfena ha bacchettato quelle “scelte di comodo assunte per far litigare Comuni vicini”, rimarcando infine come la provincia spezzina sia su livelli di differenziata “sul 65 per cento, mentre Genova è poco sopra i 40”, dando ben a intendere a chi tocchi dare un'accelerata.

Il sindaco Emiliana Orlandi, in chiusura di dibattito, è intervenuta spiegando, come già accaduto giorni fa all'assemblea convocata dal Pd a Baccano, le ragioni del sì, nel 2015, a quel project financing che contemplava a Boscalino un impianto di trattamento di rifiuti organici da 20mila tonnellate annue. “Si trattava – ha detto – di un percorso complessivo che mirava anche alla salvaguardia di molti posti di lavoro e che metteva al centro la raccolta differenziata, elemento chiave di una nuova sensibilità ambientale”. E sulla differenziata insistono molto – reputandola strategica - le premesse dell'odg presentato ieri sera dal centrosinistra. La prima cittadina, sulla scorta di quei moventi delineati da Tinfena, ha chiarito l'attuale no al digestore a Saliceti, sottolineando altresì “la necessità di andare a chiudere il ciclo dell'umido, trovando una soluzione che però tenga conto delle esigenze dei territori”.

Poi, dopo un paio d'ore di confronto, il voto e, come accennato, la doppia unanimità, di fronte a un pubblico ingrossato da alcuni esponenti del Coordinamento No biodigestore, dal segretario del Pd arcolano Carlo Canese, da Corrado Cucciniello dei Comitati spezzini, da Gino Pavero del Comitato cittadini Romito Magra. Attesa ora per il fondamentale passaggio del Piano d'area dei rifiuti in consiglio provinciale, pratica che non troverà spazio nella prossima riunione dell'assemblea di Via Veneto, dove in merito, attualmente, si vive una “fase interlocutoria”, come riferito dal sindaco Orlandi.

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Arcola, il pubblico in consiglio comunale Archivio CdS


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