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Biodigestore, Sisti porta il 'No' in conferenza dei servizi

"Poco elegante convocarla subito dopo le elezioni". Il consigliere provinciale Licari: "Sull'impianto maggioranza centrodestra divisa. Ora Peracchini non fugga da responsabilità".

L'impianto di Saliceti

Sarzana - Val di Magra - “Praticamente il giorno dopo il risultato elettorale si è deciso di convocare la conferenza dei servizi, quando poteva essere convocata anche prima delle elezioni. Riteniamo questo un atto di per sé poco elegante visto che questo progetto è ad oggi contestato non solo da più sindaci dei Comuni interessati ma anche da una parte significativa della maggioranza che ha rivinto le elezioni in Regione”. Lo afferma in una nota Paola Sisti, sindaco di Santo Stefano Magra, in merito alla conferenza dei servizi (al via domani, 7 ottobre) relativa al progetto del biodigestore di Saliceti. “Ritengo comunque un dovere istituzionale rispettare la convocazione che vede un ruolo di semplice amministrazione interessata al procedimento da parte della amministrazione comunale che rappresento – prosegue la prima cittadina -. La sottoscritta insieme a Monia Dal Cielo, responsabile del servizio ambiente, e i consulenti a suo tempo incaricati di seguire il procedimento, parteciperà alla riunione in oggetto non solo per ribadire con forza il mio no al progetto del biodigestore ma anche per i seguenti motivi che sintetizzo per praticità e chiarezza: l’illegittimità della procedura in corso considerato che il sito di Saliceti non è previsto dalla vigente pianificazione provinciale e regionale nonostante le forzature extra-procedimentali a opera dell’Amministrazione Regionale; i rischi ambientali e sanitari per gran parte dei cittadini residenti nella Provincia spezzina che comporterebbe la scelta di un sito vicino al Fiume Magra e alle falde da cui viene derivata l’acqua potabile; la necessità di archiviare la procedura di autorizzazione in corso e riaprire la pianificazione pubblica con una nuova Valutazione Ambientale Strategica per scenari alternativi di sito e tecnologia, al fine di raggiungere al più presto la chiusura del ciclo dei rifiuti nel rispetto delle specificità ambientali e sanitarie dei territori interessati”.

E sempre a tema biodigestore interviene il consigliere provinciale di centrosinistra Andrea Licari: “È sicuramente apprezzabile il fatto che finalmente, dopo mesi di pesanti silenzi, un pezzo significativo della maggioranza abbia preso posizione sul tema del biodigestore. Nello specifico, il gruppo La Spezia Popolare, che annovera tra le proprie fila il Vice Presidente Ponzanelli, pone l'attenzione su tematiche già presentate dal sottoscritto in svariate mozioni come lo stravolgimento del piano provinciale che prevedeva il sito a Boscalino, la quantità di frazione organica da trattare, passata dalle iniziali 25.000 tonnellate alle 90.000 e il rischio per le falde acquifere della Provincia. Nella mozione presentata dai popolari si chiede inoltre la sospensione della conferenza dei servizi, prevista il 7 ottobre: ecco, spiace rilevare lo spaventoso ritardo con il quale si è posta l'attenzione su una tematica così importante. Certo, meglio tardi che mai, ma per una corretta disamina della pratica sarebbe bastato presentare questa mozione nei giorni o nei mesi precedenti e non così a ridosso della conferenza dei servizi. Detto questo, l'atto dei popolari è sicuramente apprezzabile e pone un ulteriore interrogativo: dopo aver vergognosamente temporeggiato con le mie mozioni, anche in questo caso il Presidente Peracchini fuggirà dalle proprie responsabilità? E poi, la Lega, così preoccupata dalle falde acquifere, ha ancora intenzione di tacere o di prendere finalmente una pozione netta? Una cosa è certa: la maggioranza di centrodestra si spacca ancora una volta mentre i cittadini continuano ad essere presi in giro”. Intanto oggi pomeriggio a Santo Stefano non c'è stato modo di discutere la mozione del gruppo della destra 'Insieme per voltare pagina' inerente la richiesta di parere sanitario sul progetto del biodigestore da parte del Comune. La pratica non è stata affrontata perché è venuto meno il numero legale, in una seduta iniziata già con numeri risicati anche in virtù dell'assenza dei tre consiglieri di Santo Stefano popolare.

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