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Biodigestore, Art.1: "Parole Casati inaccettabili eticamente e stupide sul piano pratico"

L'intervento del coordinamento provinciale: "In caso di inquinamento ne farebbe le spese anche il capoluogo".

Sarzana - Val di Magra - "L'assessore all'ambiente del comune di Spezia ha avuto l'ardire di dichiarare che, siccome il comune capoluogo non sarebbe fornito dai Pozzi di Santo Stefano ma da quelli di Fornola, la città di Spezia non è interessata ai problemi che potrebbe creare l'insediamento del biodigestore. La consideriamo una dichiarazione gravissima". Così in una nota il coordinamento provinciale di Articolo 1 in relazione a quanto affermato dall'assessore Casati in occasione del consiglio comunale spezzino del 4 novembre 19 rispondendo a un quesito della consigliera pentastellata De Muro. Parole l'altra sera rispolverate da Carlo Ruocco del comitato Che Botta, intervenuto a nome di comitati, movimenti e associazioni. “In realtà lì le falde acquifere - aveva dichiarato Casati - non interessano il comunque della Spezia, che è servito tramite Acam unicamente dai pozzi di Fornola. I pozzi gestiti da Acquedotti Tirreni riguardano solo Arcola, Lerici e Vezzano. Noi potremmo essere interessati solo nel caso dell'attivazione di una condotta secondaria, che viene usata in casi di emergenza, finora cosa mai accaduta”.

"Parole gravi e azzardate - secondo Articolo 1-. Primo per ragioni etiche perché l'inquinamento di acque potabili dovrebbe riguardare tutti anche chi abita in un'altra provincia. In secondo per ragioni logiche perché essendo la falda acquifera interconnessa è permeabile, come dicono molti studi, da ultimo quello del professor Raggi (che studia il fiume magra da decenni), se ci fosse inquinamento delle falde a Santo Stefano gli effetti arriverebbero a tutto il fiume a valle e quindi anche ai pozzi successivi di chi attinge alla falda di Fornola. Per cui questa dichiarazione di non coinvolgimento del comune della Spezia, oltre che essere inaccettabile sul piano etico, è anche stupida sul piano pratico visto che l' inquinamento delle falde non chiede il permesso per superare i confini comunali. Per cui sappiano gli elettori che al centrodestra spezzino, come a quello regionale, non importa nulla se la loro acqua potabile verrà messa a rischio. Diciamo ciò visto che l'assessore all'ambiente del comune di Spezia dichiara tranquillo che tanto ci sono altri che si occupano della sicurezza del biodigestore e che a lui va bene così. Per essere precisi la citazione viene dal consiglio comunale di novembre 2019; forse anche per questo Toti pensa di poter fare come vuole visto che il comune capoluogo si disinteressa del problema e visto che l'assessore all'ambiente dice che il comune della Spezia non è interessato, per cui sono solo i comuni della Val di Magra quelli che dovrebbero subire il rischio di inquinamento. Questa affermazione denota l'incapacità del centrodestra spezzino e il fatto che non questioni così fondamentali per la salute, non solo di Spezia, ma di tutta la provincia. Ringraziamo chi ci ha segnalato questo intervento che ci era sfuggito ma non mancheremo di segnalarlo a tutti i cittadini interessati sia della val di Magra e agli spezzini. Votando Toti devono sapere cosa rischiano", conclude la nota.

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