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Beslan e Capolicchio, la maggioranza lascia l'aula e la seduta salta

Il consiglio comunale si conclude con l'aula quasi deserta. Tutto ha inizio da una mozione della pentastellata Giorgi.

Vittime del terrorismo
Beslan e Capolicchio, la maggioranza lascia l'aula e la seduta salta

Sarzana - Val di Magra - Minimi storici tra maggioranza e opposizione nel consiglio comunale di Sarzana, che ieri ha visto il centrodestra far mancare il numero legale in risposta all'iniziativa politica della capogruppo del Movimento cinque stelle Federica Giorgi. Una mozione, quella presentata dall'avvocato pentastellato, volta da un lato a 'ampliare' l'intitolazione del cippo ai bambini vittime della strage di Beslan (approvata a inizio mese), dall'altro a impegnare Palazzo civico a commemorare ogni anno Dario Capolicchio, il giovane studente sarzanese morto nella strage mafiosa di Via dei Georgofili, a Firenze, nel maggio del 1993. “La mozione su Beslan – ha spiegato Giorgi – è carente, perché ci sono stati tanti altri bambini vittime di terrorismo nel mondo. Non ha senso differenziare. Il cippo, o la targa, dovrà essere in memoria di tutti i bambini deceduti per gli attentati”. Poi l'esponente dell'opposizione è passata a Capolicchio: “E' importante ricordare questo nostro giovane concittadino morto carbonizzato nel rogo del suo appartamento. La piazza a lui intitolata a Sarzana non è sufficiente, serve ravvivare il ricordo e il Comune deve impegnarsi in questo senso. Ad esempio il sindaco potrebbe deporre una corona di fiori ogni anno, come si faceva in precedenza, e l'assessore alla legalità potrebbe collaborare con le scuole per mantenere viva la memoria. In ogni caso l'impegnativa della mozione è ampia, l'importante è attivarsi”.

Per la maggioranza è intervento il capogruppo di Fratelli d'Italia Carlo Rampi, presidente del consiglio comunale. “La strage di Beslan – ha osservato - ha la sua particolarità in quanto i 186 bambini morti non sono state vittime occasionali, ma preciso obbiettivo dei terroristi”. Rampi, che ha punzecchiato la Giorgi dipingendo la sua mozione come una sorta di 'toppa' dopo il voto contrario al cippo per Beslan del 10 giugno e ha spiegato di aver preparato un documento incidentale “che, trovando un componimento di buonsenso, intende impegnare il sindaco affinché il cippo, fermo restando al sua intitolazione alle vittime di Beslan, ricordi anche tutti i bambini vittime della follia terrorista”. Per quanto concerne Capolicchio, Rampi ha parlato di “un ricordo doveroso, non si pone nemmeno il problema, ma non collegherei questa vicenda al monumento per Beslan, sono argomenti diversi. Rampi ha poi chiesto e ottenuto una riunione dei capigruppo e una di maggioranza. Indi il consiglio si è riaperto con il breve intervento del consigliere leghista Luca Spilamberti, che ha definito la mozione della Giorgi “un maldestro, pretestuoso e aberrante tentativo di rimediare alla figuraccia dell'ultimo consiglio”. Dopo avrebbe dovuto intervenire il consigliere Paolo Mione, ma ecco il patatrac: il sindaco Ponzanelli e la maggioranza tutta – eccezion fatta per l'orchestratore dell'assemblea Carlo Rampi – che abbandonano l'aula facendo mancare il numero legale, accompagnati nella loro fuoriuscita dall'applauso ironico dell'opposizione. Mezz'ora più tardi scatta il secondo appello, che conferma la situazione precedente: niente numero legale, consiglio chiuso e rinvio della pratica.

Day after all'insegna della polemica. “Quest'anno - ha osservato sui social la Giorgi - non è stato posizionato neppure un fiore nella piazza dedicata a Capolicchio e non è sufficiente a parere mio una piazza a lui intitolata per sensibilizzare le giovani generazioni alla legalità e per spiegare le ragioni della strage dei Georgofili. Nessuno della maggioranza ha ritenuto di dover dire una parola in ricordo di Dario in sala consiliare. Anzi, hanno abbandonato l'aula, compreso il sindaco. Non una parola. Come ho detto in consiglio, avevo incrociato Dario in treno a Firenze una settimana prima che morisse, avrebbe potuto esserci chiunque al suo posto. Brutta pagina, sono veramente indignata. Riflettere prima di riempirsi la bocca con la parola legalità quando non si ritiene di dire neanche una parola su un fatto così grave che ha coinvolto un nostro concittadino”. Per il consigliere Pd Beatrice Casini “ciò che è accaduto ieri sera in consiglio comunale è un fatto di gravità estrema, sia politica sia anche e soprattutto morale. Questo atto rappresenta lo spessore dell'amministrazione e della maggioranza sarzanesi. Dopo la presentazione della mozione del consigliere Giorgi, in cui si chiedeva di posizionare un cippo nel territorio sarzanese in ricordo di tutti i bambini deceduti in attentati terroristici e a mantenere vivo il ricordo di di Dario con una cerimonia commemorativa, non soltanto la maggioranza ma anche e soprattutto il sindaco con un forte 'arrivederci' abbandonano l’aula del consiglio comunale, facendo mancare il numero legale e non rientrando neppure dopo il secondo appello. Questa maggioranza dopo le favolette della campagna elettorale, ha dimostrato nei fatti la sua vera consistenza. Legalità, trasparenza, sicurezza... sono tra le parole più sbandierate, ma oggi dobbiamo riscontrare che il 27 maggio, giorno dell’attentato in cui Dario perse la vita, per la prima volta nella storia non si sono degnati di spendere una parola in suo ricordo; il 23 maggio, giornata della legalità, è stata per loro la giornata del silenzio; il 21 marzo, Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, è passato totalmente inosservato. Le promesse della campagna elettorale rimangono scritte nel programma che ha imbevuto i cittadini. I fatti sono questi... ed è davvero una vergogna”.

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