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Bertoni: "A Vezzano il biodigestore non lo vogliamo"

Ieri consiglio comunale incentrato sull'impianto di Saliceti. Il sindaco alla Lega: "Noi non abbiamo mai chiesto di averlo qui, chiedete a Regione e Provincia", Ruggia: "Noi siamo sempre stati contrari". Pucci chiede valutazione di impatto sanitario.

"si spacciano ricorsi al tar come buona politica"

Sarzana - Val di Magra - “La battaglia contro il biodigestore va fatta tutti insieme, dobbiamo dire che non lo vogliamo. Noi lo abbiamo già fatto ma non ci è venuto dietro nessuno”. Così il sindaco di Vezzano Ligure Massimo Bertoni nel corso della seduta del consiglio comunale che ieri sera ha discusso anche un'interpellanza e due mozioni sull'infuocato tema del nuovo impianto di Saliceti. “Ci sono senatori e deputati del territorio – ha proseguito – diciamo loro “battetevi”, io prima avevo Michelucci (Italia Viva), ora in consiglio regionale non c'è più ma sono pronto ad andare da Medusei o Natale a chiedergli di portare avanti la nostra battaglia. Se avete cuore la questione – ha aggiunto riferendosi ai leghisti Ruggia e Tangerini – e volete far saltare il banco sono disposto a indossare la fascia tricolore e a venire in Regione con voi a dire che noi a Vezzano il biodigestore non lo vogliamo, tutti insieme possiamo strappare un risultato. Il 7 ottobre – ha ricordato Bertoni – c'è una nuova conferenza dei servizi e dobbiamo fare in modo che sia un patrimonio di tutti. L'ultima volta erano presenti anche tre enti che potevano dire di no ma l'unico che lo ha fatto è stato il nostro, è tutto scritto agli atti, mentre Santo Stefano era collegato ma non è intervenuto e la Provincia si è limitata ad un ossequioso “è tutto preciso e perfetto”. Abbiamo ribadito il nostro 'no' non solo per questioni sanitarie e ambientali ma perché il nostro territorio ha già dato tanto e siamo stufi di prendere scapaccioni. Ci sentiamo di andare avanti a testa alta senza dover dire grazie a nessuno”.

In merito all'interpellanza presentata dal gruppo della Lega sulla “necessità di depositare un ricorso al Tar sulla regolarità delle procedure che hanno portato all'individuazione del biodigestore nel sito di Saliceti e sulla necessitò di verificare le procedure per la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini”, il sindaco ha replicato: “Vezzano non ha mai chiesto di avere l'impianto sul suo territorio, alla comunità provinciale ha già dato molto in tema di impatto ambientale e non ha mai avallato in quest'aula né altrove tale insediamento. L'interpellanza andrebbe rivolta agli enti che si sono resi protagonisti di tale scenario, molto spesso agendo dietro le quinte: ossia Regione e Provincia, entrambe a maggioranza di centrodestra e con la Lega come determinante forza di governo”.
“La via della giustizia non può essere sempre perseguita per fare politica – ha proseguito il vice sindaco Regoli – ci devono essere scelte ben precise e la maggioranza si è sempre espressa in tal senso: non vogliamo il biodigestore. Abbiamo percorso un cammino istituzionale perché crediamo nelle regole e non nelle urla. Fin dall'inizio non abbiamo permesso che si realizzasse l'inchiesta pubblica sul nostro territorio come voleva Recos quando i politici della Regione non hanno nemmeno avuto il coraggio di chiamarci. Siamo stati gli unici in conferenza dei servizi ad esprimere un parere contrario e a chiedere una discussione che partisse da zero. È da 'Scherzi a parte' – ha detto riferendosi alla Lega – che una forza politica che governa in Regione venga a chiedere atti a noi che siamo l'ultima tessera del puzzle quando Regione e Provincia non prendono posizioni contrarie. Siamo tutti dalla stessa parte, dobbiamo riuscire a fermare questa procedura ma Toti e i suoi assessori dicano se sono contrari o meno”.
“Lei pensa che i ricorsi di Arcola e Santo Stefano siano inutili – ha replicato Ruggia – forse si poteva fare squadra dando ai comitati la dimostrazione concreta che il Comune di Vezzano è contrario all'impianto”. “Si spacciano ricorsi al Tar come buona politica – ha risposto Regoli – ma se ci sono idee devono essere portate fino in fondo. Per noi mettere dei soldi su questi provvedimenti per far tacere la gente non serve a nulla, la prima udienza del ricorso di Santo Stefano sarà il prossimo anno. Fate qualcosa anche voi invece di chiedere a noi”.
Pucci (M5S) dopo aver chiesto all'amministrazione se intende richiedere la valutazione di impatto sanitario, ha poi sottolineato: “Quell'impianto è illegittimo perché il primo piano fatto da Fiasella lo prevedeva presso l'ex stabilimento Barberis. Quando ci fu la delibera 91 della Provincia i comitati la costrinsero a riautorizzarlo ma di fatto dal 2008 al 2015 ha funzionato senza che nessuno dicesse niente. Quell'impianto doveva collegarsi a Santo Stefano per lo smaltimento dei liquami ma non è mai stato fatto nulla. Queste illegittimità perpetrate nel tempo e la paura inculcata ai cittadini hanno fatto scappare tutti evitando di farci mettere contro un colosso. Il parere sanitario doveva essere nella vis, le regole sono state soverchiate”.
“Noi abbiamo sempre detto un 'no' secco all'impianto – ha ribadito Ruggia – perché non ci sono garanzie, perché lì non va fatto e perché non vogliamo la spazzatura degli altri. Ci avete detto che il ricorso è inutile e mi sembra di capire che il parere sanitario non vi interessa, io ho sempre sostenuto la necessità di una nuova Vas ma se un impianto non lo voglio e qualcuno si ostina io vado per le vie legali, faccio un esposto poi la procura valuterà il da farsi”.
Astenutasi sulla mozione della Lega, la maggioranza ha invece approvato il proprio documento (illustrato da Tintori) che chiedeva a Regione e Provincia di ritirare il procedimento e riaprire la procedura di pianificazione di area relativa a vas per siti alternativi.
“Fin dal nostro insediamento questo tema ci ha tenuti sempre impegnati – ha chiuso Bertoni – anche a causa di molte mistificazioni. Altri comuni non ci hanno mai coinvolto nonostante fossimo artefici di questa situazione. Siamo sempre stati equilibrati e rispettosi senza mai porci come quelli che salivano sulla barricata anche se il Comune ha subito decisione della Provincia. Se qualcuno ha visto “finalità economiche” ha sbagliato perché diremo no a qualsiasi indennizzo”.

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