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Ultimo aggiornamento: Sabato 16 Febbraio - ore 20.47

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Bagarre sul futuro della "Sabbadini", consiglio comunale rinviato

Lega favorevole al trasferimento nella rsa per carenze strutturali. Mione ha chiesto di temporeggiare in attesa di sviluppi sull'inchiesta Asl. Il consiglio si è poi bloccato su una questione procedurale con buona pace degli anziani.

opposizione esce e fa mancare numero legale
Bagarre sul futuro della "Sabbadini", consiglio comunale rinviato

Sarzana - Val di Magra - Si è chiuso ben prima del previsto il consiglio comunale che ieri sera doveva esprimersi sui due ordini del giorno riguardanti il trasferimento della casa di riposo Sabbadini dall'attuale struttura di via Falcinello (dove nascerà un nuovo centro diurno), a quella ancora in costruzione accanto all'ospedale San Bartolomeo. Dopo una lunga fase di stallo dovuta a riunioni di capigruppo, maggioranza e singoli gruppi, la discussione si è incagliata su una questione procedurale che ha spinto i consiglieri Mione e Giorgi - seguiti poi dai colleghi Pd Lorenzini e Raschi - ad abbandonare polemicamente l'aula facendo così mancare il numero legale e costringendo il presidente Rampi a rinviare la seduta dopo accuse reciproche e qualche parola poco adatta al contesto istituzionale.

Eppure la serata era iniziata in un clima ben più disteso con le parti che si erano subito riunite per decidere se proseguire o meno nella discussione vista l'assenza per motivi personali del vicesindaco Eretta, titolare delle deleghe a sanità e servizi sociali. La scelta di proseguire ha subito portato al primo nodo della serata sollevato da Mione: “La decisione di vendere la Sabbadini della precedente amministrazione era folle, ma quella che si prospetta oggi è ancora peggio. Mi sono reso conto che quando ci sono operazioni economiche non contano le bandiere: le cooperative rosse vanno a fare gli affari con la destra e con la Lega. Oggi però c'è una bruttissima indagine che grava sull'Asl della Spezia e il quotidiano La Repubblica riportando uno stralcio di intercettazione telefonica, ha sottolineato anche grandi pressioni sull'azienda e sul direttore generale per l'utilizzo della Rsa Hospice di Sarzana. Sono garantista ma di fronte a situazioni di questo genere – ha aggiunto – la politica dovrebbe adottare delle precauzioni: prima di stipulare dei contratti fermiamoci un attimo e attendiamo sviluppi, adottiamo regola di buonsenso e prudenza. Alle ragioni di umanità e sensibilità nei confronti degli anziani più volte evidenziate, si aggiunge questa che un consiglio comunale non può non considerare. Oggi – ha ribadito Mione – dovremmo ritirare l'ordine del giorno e chiedere la sospensione di ogni trattativa fra Asl e la cooperativa in attesa che si faccia luce sulla vicenda e che l'attuale direttore generale abbia chiarito il suo ruolo. Così non si può votare liberamente”.

Sul fronte opposto la Lega – che ha presentato l'altro ordine del giorno – ha illustrato la propria posizione con Podestà: “Sono stata personalmente alla Sabbadini – ha affermato – e mi sono resa conto di come la maggior parte degli ospiti abbiano bisogno di assistenza sanitaria 24 ore su 24 e non siano del tutto autosufficienti. L'idea di trasferimento vicino al San Bartolomeo è basata proprio sulla continuità strutturale tipica del modello anglosassone e oltre ad assicurare immediatezza degli interventi, eviterebbe anche lo stress psicologico del trasferimento in ambulanza. Inoltre la struttura è ormai superata anche nella concezione degli spazi, ha camere triple che non sono più consentite e porte troppo strette che impediscono lo spostamento dei letti in caso di necessità e l'intervento tempestivo in caso di incendio. C'è un solo ascensore e diverse aree si allagano quando piove. I problemi strutturali – ha concluso – non si possono superare con gli ospiti all'interno. Il trasferimento è la soluzione ideale”.

Quindi Giorgi (M5S) la cui mozione incidentale ha ribadito l'importanza della Sabbadini per la comunità sarzanese e denunciato “il problema della strisciante privatizzazione delle strutture pubbliche”. “Oltre ai 41 posti di Rsa ne comprende anche 15 di residenza protetta - ha aggiunto - e un centro diurno che seguono normative diverse rispetto a quelle della Rsa. Nella sua mozione la Lega non dice nulla su residenza protetta (casa di riposo) e centro diurno. Entrambi vanno mantenuti nell'attuale collocazione – ha aggiunto – perché per gli anziani allettati non ci sono problemi ma per coloro che possono muoversi e uscire è un sollievo e stare in una struttura a due passi dal centro o in una paraospedaliera non è la stessa cosa”.

Chiusa la parte strettamente legata al futuro degli anziani, messa in secondo piano dalla bagarre finale, il consiglio si è fermato a lungo per una conferenza dei capigruppo e le consultazioni interne alle varie forze – con la maggioranza indecisa sul da farsi - sulla proposta di Mione di arrivare ad un ordine del giorno congiunto per chiedere la sospensione della trattativa fra Asl e Coopselios.
Richiesta che però non ha trovato la piena unanimità e ha prodotto due mozioni incidentali. Dall'ordine dei lavori dopo la ripresa è nata la scintilla che ha portato all'abbandono dei banchi dell'opposizione. Uno scontro nato in punta di regolamento e che ha creato non poca confusione, con Mione che ha rinunciato al proprio ordine del giorno e il capogruppo della Lega Iacopi che a precisa domanda ha risposto “si” alla volontà di ritirare la propria ritenendo che la presentazione della nuova mozione incidentale fosse sufficiente per far proseguire i lavori. Criticando il presidente Rampi per la sua presunta parzialità l'opposizione si è così allontanata e la seduta è sfociata in una discussione da bar, proseguita anche al di fuori della sala consiliare, con buona pace degli anziani e della loro sistemazione futura.

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