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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Aprile - ore 21.40

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Assessore Campi "congelato", sindaco attacca l'opposizione

La sfiducia entra in consiglio comunale. Pizzuto: "Soluzione a tempo debito come concordato". Minoranza: "Non avete fornito alcun chiarimento".

"Contenuti paradossali, siamo uniti"
Assessore Campi "congelato", sindaco attacca l'opposizione

Sarzana - Val di Magra - “La maggioranza è compatta e la vostra narrazione è vuota, strumentale e inutile. Siamo uniti e forti”. Così Cristina Ponzanelli nelle battute finali della discussione che ieri ha occupato per quasi tre ore il consiglio comunale chiamato – su sollecitazione dell'opposizione – a fornire chiarimenti in merito alla richiesta di dimissioni dell'assessore Barbara Campi, presentata ad inizio febbraio dal suo ormai ex gruppo Sarzana Popolare.
“Qui stasera – ha aggiunto il sindaco in fase di dichiarazione di voto – ribadisco il mio ringraziamento a lei e a Sarzana Popolare per il sostegno, il lavoro e la fiducia mostrati negli ultimi mesi e anche per il senso di responsabilità nel voler raccontare alla cittadinanza anche una frizione interna, un dialogo di cui ho tenuto conto ma rigorosamente nell'ottica della città e del rispetto delle prerogative di ogni organo di questo ente”. Ponzanelli non ha poi risparmiato un duro attacco all'opposizione: “Il contenuto della mozione è paradossale – ha sottolineato – avete cercato di imporre la narrazione di un gruppo diviso e di una giunta incapace di proseguire il cambiamento per questa città. Dimostrate chiaramente quanto ad oggi non abbiate ancora compreso il motivo per cui avete perduto le ultime elezioni: eravate abituati ad anteporre personalismi e bagarre, ma le nostre discussioni interne ad un gruppo non prevaricano gli interessi del sindaco e della giunta. Quanto tornerete in maggioranza, se tornerete in maggioranza e a mio avviso questo non accadrà – ha proseguito rivolgendosi agli esponenti di Sarzana per Sarzana, Pd e M5S – quando qualcuno di voi diventerà sindaco, se mai lo diventerà e io credo proprio di no, potrete tornare a fare quello che avete sempre fatto”.

Parole che non hanno però dato seguito a quanto annunciato poco prima dal capogruppo dei popolari Pizzuto il quale aveva affermato: “La questione è stata risolta come evidenzierà in modo molto chiaro il sindaco” e “la cosa avrà una soluzione a tempo debito come concordato”. “Dovete dire quali sono i motivi della sfiducia, o avete fatto un accordo politico per farla dimettere fra qualche mese? - ha subito attaccato Mione - questa strana pace è poco dignitosa per tutti e noi ve lo ricorderemo se farete una cosa del genere. Voi in quattro – si è riferito a Sarzana Popolare – sapete benissimo che se cambiate sponda mandate il sindaco a casa e magari utilizzate questa cosa per fini politici, forse nemmeno sarzanesi. Il vostro comportamento è inspiegabile, avete subordinato le aspettative dei cittadini al vostro interesse, l'assessore Campi è stata cacciata in un turbinio ingiusto e se il sindaco la tiene qui significa che rileva che non c'è nulla di grave nel suo comportamento”.
Una posizione compatta quella della minoranza che ha firmato congiuntamente l'ordine del giorno presentato da Castagna: “Siamo di fronte ad una vicenda singolare – ha detto il capogruppo Pd – con una frattura apparentemente insanabile che ha messo in evidenza differenti visioni su temi fondamentali. La vostra è schizofrenia politica perché anche sul Laurina avete fatto tutto e il contrario di tutto, o i problemi con la Campi sono fondati o dovete dire che eravate un pochino offuscati”. Sulla stessa linea anche Lorenzini: “Volevamo capire le ripercussioni politiche che questa divisione poteva avere sulla città e il lavoro della giunta. E' assurdo sentirvi oggi dopo quello che avete scritto nel comunicato disarmante del 5 febbraio quando si parlava di “dissidi e incomprensioni” fra assessore e gruppo su quasi tutte le deleghe. Oggi mi aspettavo chiarimenti su questa diversità di visione politica invece si riduce tutto a dialettica interna, non avete detto nulla”. “Siamo rimasti alle chat e alle antipatie emerse dai comunicati stampa – ha proseguito Raschi - e vogliamo capire perché Sarzana Popolare utilizza questa questione sulla pelle dei cittadini e di una città che è ferma e nella quale non si parla più del Puc. Sono metodi da politica vecchia e stantia”. Infine per il M5S Giorgi: “Nessuno ha capito perché avete sfiduciato Campi, l'avete usata come capro espiatorio per mascherare l'inerzia, è arrogante criticare l'opposizione e non dare spiegazioni. Abbiamo sentito dire solo “abbiamo fiducia nel sindaco” e non ci avete detto cosa ha sbagliato l'assessore”.

Pareri decisamente differenti invece quelli espressi dai banchi della maggioranza con l'unica contraddizione emersa da Avidano (Lega) che ha ammesso: “Fin dall'inizio ci siamo rimessi alle decisioni del sindaco, anche perché la Lega è stata estranea fin dall'inizio a questa vicenda. Noi abbiamo appreso dai media quello che stava succedendo e non ci siamo addentrati oltre ma i lavori nostri e della giunta e delle commissioni sono andati avanti comunque”. Poi la precisazione: “Eravamo all'oscuro della cosa prima che venisse fuori ufficialmente, poi è stata discussa nelle riunioni di maggioranza, rimane comunque un problema di Sarzana Popolare”. Sempre dal Carroccio Podestà ha sollecitato i dirimpettai a fare “un'opposizione seria e costruttiva” aggiungendo: “Cercate di essere più seri, gli assessori ci sono e lavorano”. Luca Ponzanelli (Lista Toti) si è detto “poco appassionato al tema perché le vicende gravi sono ben altre. Si prova a screditare la maggioranza ma siamo tutti uniti per il bene di Sarzana”, mentre Rampi (Fratelli d'Italia) ha ribadito come il gruppo di governo sia “coeso e compatto, non esiste alcuna crisi e dobbiamo pensare all'eredità pesante che ci è stata lasciata”.

Di fronte al leader dei popolari Andrea Costa, spettatore interessato del dibattito, le parole più attese sono state però quelle dei diretti interessati al caso. “La questione è stata ingigantita dalla minoranza – ha osservato il capogruppo Pizzuto - non c'è alcuna rottura fra di noi. La nostra azione amministrativa va avanti e la tenuta della maggioranza non è mai stata in discussione. Per correttezza abbiamo scelto di trattare la rottura con l'assessore Campi alla luce del sole. Le ragioni non sono certo nell'uscita dalle chat del gruppo ma nel progressivo distacco da Sarzana Popolare. Ha avviato un percorso politico autonomo e rifiutato gli aiuti che avremmo voluto fornirle su aspetti strettamente tecnici. Sui temi più importanti abbiamo evidenziato totale mancanza di condivisione da parte dell'assessore ed è questo il motivo per cui è scattata richiesta di dimissioni”. Infine Precetti: “Invito l'opposizione a rasserenarsi, Sarzana Popolare ha sempre fatto scelte ben precise che impongono un determinato percorso ispirato a principi di chiarezza e trasparenza politica. Nel contraddittorio c'è la vera ricchezza della politica ed è per questo che rifuggiamo da oscurantismi che in passato hanno influito sulle sorti della città. Il problema riguarda rapporti con Campi e non con il sindaco e rinnoviamo piena e totale fiducia a Ponzanelli, siamo compatti e coesi ed usciremo con maggior vigore da questa situazione”. Unità confermata anche in fase di voto con la mozione dell'opposizione respinta con nove voti favorevoli e cinque contrari di fronte all'assessore oggetto del dibattito, costretta da regolamento ad assistere senza poter intervenire.

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