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A proposito di Festival della Mente, Bufano: "Sarzana perde suo ruolo di capofila della Val di Magra"

L'attacco dell'esponente 'dem': "In ambito culturale e turistica quella guidata da Ponzanelli è una giunta impreparata: quando ha voluto fare in proprio qualcosa di originale ne è scaturita la Gara di Mangiatori di Pizza in piazza Matteotti..."

le polemiche sono appena iniziate
A proposito di Festival della Mente, Bufano: "Sarzana perde suo ruolo di capofila della Val di Magra"

Sarzana - Val di Magra - "La sprezzante e livorosa risposta della Sindaca di Sarzana alla proposta del sindaco di Luni Silvestri di allocare - solo per quest'anno e per far fronte ai distanziamenti imposti dal covid 19 - alcuni degli eventi del Festival della Mente in siti diversi ed accoglienti dei comuni vicini a Sarzana, fa veramente sorridere. Ponzanelli cerca oggi di cavalcare maldestramente la tigre di un improbabile campanilismo di comodo che fa a pugni con il disinteresse e la sciatteria con la quale la stessa abdica sistematicamente al ruolo e alle responsabilità di rappresentante del comune capofila in Valdimagra, Sarzana, non solo in ambito culturale e turistico ( si pensi a come non si cura del Distretto Turistico, ma anche di quello Socio Sanitario, dei quali ha il coordinamento)". Così Paolo Bufano, uno dei rappresentanti del Pd sarzanese, attacca il capo della giunta di Palazzo Roderio e aggiunge: "Quel Festival della Mente di cui la sindaca rivendica gelosamente un'esclusiva che nessuno ha messo davvero in discussione è quello stesso Festival della Mente che Rampi e i Leghisti - i suoi partners con la voce grossa - hanno minacciato di chiudere (come faceva l'OVRA) perché "troppo di sinistra"... Questa patetica effusione di Sarzanesità da parte della sindaca fa a pugni con l'abituale miopia della sua amministrazione verso le criticità dell'iniziativa culturale e turistica nella sua città, alle quali cercano di fare faticosamente fronte soltanto enti culturali o privati, in forma individuale o associata, quasi sempre nel più totale disinteresse dell'amministrazione comunale, che non dispone neppure - per la prima volta nella storia repubblicana - di un assessore che si occupi di cultura..."

Ancora Bufano: "In effetti la nuova Amministrazione sarzanese di destra, in ambito culturale e turistico, si è distinta per inerzia, impreparazione, improvvisazione e costante tentativo di 'intestarsi' a posteriori iniziative frutto soltanto delle capacità e delle competenze di associazioni private o di gruppi di volontari. Quando ha voluto fare in proprio qualcosa di originale ne è scaturita la Gara di Mangiatori di Pizza in piazza Matteotti... Quanto al paragone che la Ponzanelli instaura fra il Festival della Mente e il Palio di Siena, esso è risibile e grottesco, e rivela tutta la rozza strumentalità del suo intervento e la sua disarmante mancanza di argomenti. Il Palio di Siena è un evento che appartiene alla vita, alla cultura, al Dna dei Senesi almeno dal XII° secolo; organizzato a cura e spese delle Contrade, si svolge da 900 anni con modalità rituali non ripetibili in una location diversa da Piazza del Campo; gli incontri del Festival della Mente, organizzati e pagati dalla Fondazione di un istituto di credito di estensione provinciale e controllato oggi da un gruppo bancario mondiale, appartengono ormai certamente, da oltre vent'anni (e per merito dei predecessori della Ponzanelli, non certo suoi), al patrimonio culturale di Sarzana, e non può davvero esserne messo in discussione il legame indissolubile con questa città".

Infine: "Ma questo è un conto. Ergersi invece a paladina donchisciottesca, in una inesistente tenzone all'ultimo sangue contro un bravo sindaco che ha soltanto proposto di decentrare nel suo Comune, per questa edizione, alcuni eventi del Festival per garantirne una migliore fruizione al tempo del covid, è atteggiamento becero e puerilmente strumentale, finalizzato esclusivamente a solleticare un campanilismo rozzo e cieco. Farebbe meglio la Ponzanelli a spiegare come verrà garantito - durante il Festival - il rispetto della normativa anticovid, considerato che il centro di Sarzana appare già oggi congestionato di persone e caratterizzato da discutibili concentrazioni di passanti e di avventori di locali pubblici.
Forse, se la sindaca avesse fornito tempestive rassicurazioni al riguardo, nessun suo collega sindaco si sarebbe offerto di darle una mano, ricevendone in cambio risposte sprezzanti..."

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