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Ultimo aggiornamento: Sabato 16 Febbraio - ore 20.47

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"Vicini agli ultimi, ai penultimi e ai fragili"

Paolo Zanetti è il candidato delle sinistre alle comunali di Sarzana: "Il Pd ha fatto tanti errori. Il centrodestra è una toppa peggiore del buco".

A GAUCHE, CON IRONIA
"Vicini agli ultimi, ai penultimi e ai fragili"

Sarzana - Val di Magra - Una lunga storia politica sempre a sinistra e una seconda parte di legislatura all'opposizione. Paolo Zanetti riunisce nella lista 'Sinistra sarzanese' tutte le forze che non si riconoscono più da tempo nel Pd di Cavarra. Medico pediatra, classe 1954, sarà il candidato sindaco di Partito Comunista, Rifondazione, Sinistra Italiana e Possibile.

Zanetti, lei è stato l'ultimo a candidarsi, cosa ha influito nella sua scelta e quali valori rappresenta la sua lista?
“Il mio impegno politico è nato prima di me, è una cosa che ho ereditato da almeno tre generazioni. Nella mia famiglia siamo sempre stati a sinistra anche se in forme diverse. Questa candidatura viene fuori ovviamente da questi ultimi cinque anni e anche dall'uscita dalla maggioranza. La nostra è purtroppo l'unica lista che si rifà ai valori della sinistra, attenta agli ultimi, ai penultimi e ai fragili. Questo per noi significa essere di sinistra perché tutti prima o poi saremo fragili, anche coloro che a destra pensano “arrangiatevi” e “arricchitevi”. Fortunatamente a sinistra si sono persi centralismo e autoritarismo e l'idea che il partito viene prima di tutto”.

Il centrodestra vede Sarzana come l'ultima “roccaforte rossa” da conquistare, ma questa è ancora una città di sinistra? Cosa possono dire queste elezioni in tal senso?
“Tanti anni fa Mao diceva che 'c'è molta confusione sotto il cielo quindi la situazione è ottima', per me non era vero allora e non lo è oggi. Per Sarzana come per il resto del Paese possiamo dire che 'c'è molta confusione sotto il cielo quindi la situazione è pessima'. Il Pd ha fatto molti errori anche localmente ma il centrodestra, a cui non daremo mai il nostro voto, è una toppa peggio del buco e lo vediamo in Regione come nei comuni in cui amministra. Tra l'altro qui da noi sembra molto diretto da fuori e per niente sarzanese, mi sembra che una buona fetta del nostro centrodestra sia rimasta nascosta e magari non lo voterà nemmeno. E' come se la nostra città fosse una colonia da conquistare. Non c'è idea di una Sarzana 'altra' rispetto al Pd”.

Contrariamente alla maggior parte dei suoi avversari non ha inserito il tema della sicurezza fra quelli prioritari
“Non penso che a Sarzana ci sia un'emergenza sicurezza, non siamo nel Bronx e anche quest'ultimo è molto più vivibile rispetto a un tempo. Non credo nemmeno che manchino uomini e mezzi delle Forze dell'Ordine, forse ce ne sono troppi negli uffici che potrebbero essere impiegati altrove. Impiegare la Municipale fino all'una di notte sarebbe una cosa normale. La situazione della sicurezza però non si migliora solo aumentando le forze ma anche da altre cose: ad esempio un negozio o un'attività aperte illuminano la strada e danno un senso di sicurezza. Le stesse telecamere servono, ma non possono risolvere tutto”.

Quali sono le tre priorità più importanti per la città?
“Al primo posto metterei sicuramente Marinella, non solo per il nostro Comune ma per tutta la provincia. Bisogna inserire il Parco Campagna nell'area protetta del Parco, scongiurare la cementificazione e intervenire per il riutilizzo degli immobili che già esistono all'interno di un borgo sempre affascinante rendendoli appetibili ai turisti. Poi aggiungerei la difesa e il miglioramento dell'ambiente con la tutela dei bozi, del fiume e del nostro verde. A Marinella, mentre in questi anni tutti gli scienziati discutevano sul da farsi, sarebbe bastato piantare un albero all'anno per avere una splendida pineta. In ultimo direi il decoro e la manutenzione del centro e dei quartieri, dai piccoli interventi di ripristino alla sistemazione dei ciaponi. E' assurdo che in vent'anni non si siano mai trovati cento euro per ridipingere una ringhiera o cambiare un cartello usurato”.

Qual è invece la prima cosa che farebbe in caso di insediamento?
“Completerei la pista ciclabile e il collegamento con Marinella. Torno anche sulla manutenzione: non avendo più una squadra di operai basterebbe accordarsi con piccole ditte o artigiani per pianificare degli interventi. I lavori pubblici, anche di poco conto, vanno seguiti sempre”.

Per la politica nazionale sono stati giorni molto convulsi e non sono mancati attacchi anche pesanti al Capo dello Stato. Qual è la sua posizione in merito?
“Sono rimasto scioccato. Istintivamente mi è venuto di stare con Mattarella, uomo del quale ho grande rispetto e nel quale mi identifico molto, certe cose dovrebbero restare all'interno del rispetto delle istituzioni e della democrazia. È una persona timida e che ha sofferto e spesso i timidi passano per deboli ma non è così. Il programma del nuovo Governo mi sembra irrealizzabile, alla Cetto Laqualunque, con una politica del debito e l'uscita dall'Euro. Dovremmo invece iniziare a tagliare gli sprechi partendo dalle spese militari”.

Siamo ormai agli atti finali di una campagna elettorale lunga e non priva di attacchi pesanti, partiti spesso anche in forma anonima da Facebook. Secondo lei i social network hanno cambiato il rapporto fra cittadini e politica?
“Non ho Facebook ma credo sia in atto un cambiamento importante. Per quanto mi riguarda ho sempre avuto difficoltà anche a parlare al telefono, preferendo sempre guardare negli occhi i miei interlocutori. Nella crisi di Governo dei giorni scorsi qualcuno in forma anonima ha scritto cose pesantissime sia su Mattarella che sul fratello, persone che pensano di poter emergere grazie ad una tastiera, in certi casi lo strumento diventa padrone. Purtroppo si sono persi certi valori e si è dimenticato l'alfabeto della democrazia raggiunto dopo anni di battaglie, non solo nella Resistenza”.

Sono arrivati attacchi anche nei suoi confronti
“Si, e anche in quel caso protetti dall'anonimato. Le lettere anonime ci sono sempre state ma non venivano lette da tutto il mondo come ciò che viene scritto sul Web dove è anche più difficile risalire all'autore. Ad inizio legislatura era giunta una missiva anonima che suggeriva la presunta incompatibilità di un consigliere con la carica. Ne avevamo parlato con i capigruppo, il sindaco e il segretario e la persona aveva spiegato la sua posizione e tutto era finito lì. Ora invece le cose rimbalzano anche se non verificate, basta mettere il dubbio e tutti lo seguono e l'interessato è messo subito sulla difensiva”.

In caso di ballottaggio come si comporterà Sinistra Sarzanese?
“Sicuramente non voteremo per il centrodestra, il resto si vedrà. Il Movimento Cinque Stelle ad esempio si porta dietro una sua ambiguità che a livello nazionale ha sciolto verso destra accordandosi con la Lega – anche se il Pd ha sbagliato a non cercare un dialogo – mentre a livello locale è ancora da valutare”.

Cosa salva fra le cose fatte nei cinque anni della giunta Cavarra?
“La cosa più positiva è stata forse quella dell'acquisizione del finanziamento per la piscina di Santa Caterina. Finanziamento immeritato ma che è arrivato grazie al 'renzismo'. Come sarzanese sono contento perché il nuoto è uno sport che fa bene a tutti, anche in ottica disabilità e riabilitazione”.

Quale invece la peggiore che imputa all'amministrazione uscente?
“Più che le singole cose il punto peggiore è stato rappresentato dal metodo diventato sostanza, il non aprirsi e non mettere tutte le carte in tavola per tempo ma solo dopo aver deciso. È mancata la discussione con consiglieri, comitati e cittadini e in un periodo con pochi soldi e tanti problemi non è stata nemmeno una mossa furba. Io sono più per le squadre e le comunità, anche perché in Italia l'uomo solo al comando prima si prende tutti i meriti e dopo tutte le colpe”.

Ci sembra che in questa campagna elettorale si sia parlato poco di due temi come legalità e lavoro. Il suo programma cosa prevede in proposito?
“Sulla legalità bisogna fare grande attenzione perché oggi la criminalità lava i propri soldi soprattutto nel Nord Italia, ci sono infiltrazioni anche nelle amministrazioni. Purtroppo sento odore di 'lavatrice' e penso ad esempio alla Variante dove, con così tante attività, se ne venissero aperte una o due di questo tipo non sarebbero facilmente identificabili.
Sul lavoro purtroppo la nostra provincia è stata molto penalizzata dalla crisi. Il Governo Renzi avrebbe dovuto fare di più per i giovani e nel locale ritengo che tante borse lavoro potrebbero essere gradualmente trasformate in un lavoro buono”.

Che rapporto ha con la sua città? C'è un luogo che più di altri le è particolarmente caro?
“Cito Rocky Balboa: 'Quando hai vissuto tanto tempo in un posto, tu sei quel posto'. Lui si riferiva a Philadelphia, per me vale per Sarzana visto che sono stato sempre molto legato alle generazioni precedenti. Il luogo che mi viene in mente è il perimetro della chiesa di Sant'Andrea dove ho vissuto la mia infanzia giocando con i tappini. Avevamo tutti i pantaloni corti, i primi lunghi li ho messi a dodici anni”.

Le interviste agli altri candidati

INTERVISTA AD ALESSIO CAVARRA

INTERVISTA A VALTER CHIAPPINI

INTERVISTA A FEDERICA GIORGI

INTERVISTA A PAOLO MIONE

INTERVISTA A CRISTINA PONZANELLI

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