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Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Agosto - ore 22.47

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"Una città soffocata, stop a buonismo e clientelismo"

Il centrodestra prova a prendere anche Sarzana per completare lo scacchiere. E lo fa candidando il giovane avvocato Cristina Ponzanelli: "Una grande occasione, voglio ridare qualcosa alla mia città e alla mia gente".

PATTINANDO VERSO IL VOTO
"Una città soffocata, stop a buonismo e clientelismo"

Sarzana - Val di Magra - Alla sua prima esperienza politica, Cristina Ponzanelli si presenta nella contesa elettorale sarzanese alla guida della coalizione di centrodestra, che negli ultimi tre anni in Liguria ha vinto quasi tutto quello che c'era da vincere. Avvocato e giudice onorario del Tribunale di Massa, 42 anni ancora da compiere, Ponzanelli è anche molto impegnata nel sociale e nella solidarietà. A sostenere la sua candidatura ci saranno la Lista Toti (che include Forza Itali e Fratelli d'Italia), Lega Nord e Sarzana popolare.

Nei mesi scorsi si è detto e scritto molto sul nome dell'esponente della coalizione di centrodestra. Il suo, anticipato proprio da CdS, è uscito all'improvviso e per certi versi era inaspettato. Come è nata la sua candidatura?
“Un giorno mi è arrivata una telefonata del tutto inattesa da parte del presidente Toti, inizialmente ho pensato a uno scherzo di qualche amico burlone poi ho capito che era tutto vero. Toti mi ha raccontato di questo progetto e ho capito che quella poteva essere l'occasione datami dalla vita per poter restituire qualcosa alla mia città e alla mia gente. Io sono sarzanese da sempre, sono nata e cresciuta qui dove io e la mia famiglia abbiamo messo le nostre radici. Ho condiviso con i sarzanesi ogni istante della mia vita, da quelli più belli a quelli più difficili”.

Oggi lei guida il gruppo di centrodestra ma in campagna elettorale l'esponente Pd Michelucci l'aveva indicata come sostenitrice di Cavarra e dell'associazione culturale 'Essere Sarzana' (QUI) fino a poche settimane fa.
“La ritengo una cosa bizzarra, come del resto quelle che ho letto in proposito su vari social, una cosa che smentisco con fermezza. Mi rendo conto che i miei avverarsi debbano buttare le cose in caciara anziché parlare delle loro inadempienze e incapacità. A me gli attacchi personali non piacciono, non è una bella campagna e preferisco prendere le distanze e continuare a parlare di Sarzana e delle tante cose da fare”.

A questo proposito quali sono le tre priorità che ha individuato?
“Quello che colpisce maggiormente noi sarzanesi è la deriva di sottosviluppo, insicurezza e mancanza di decoro che sta attanagliando la città. È piena di scheletri abbandonati, ha il peggior litorale di tutta la Liguria e un degrado che alimenta tutta questa situazione. Spesso mi capita di leggere di interventi delle forze dell'ordine in immobili occupati abusivamente e nei quali prolifera la microcriminalità, mentre la prostituzione è ormai alle porte della città a tutte le ore. Credo vi sia un'emergenza sicurezza sulla quale bisogna intervenire immediatamente visto che ho vissuto in prima persona situazioni poco piacevoli. Queste tematiche mi sono state sollevate dalle tantissime persone incontrate durante questa campagna elettorale che ho basato molto sull'ascolto.
Il rilancio di Sarzana deve passare attraverso la restituzione di sicurezza, decoro e pulizia, non deve esserci più buonismo, occorre un patto serio con Prefettura e Questura per arrivare ad un controllo puntuale del territorio e mettere in atto strumenti recenti come il daspo urbano. Vogliamo anche investire di più sulla Polizia municipale istituendo un terzo turno di servizio.
Abbiamo una visione di Sarzana come di una città che ha tutte le potenzialità per diventare più aperta e internazionale, più vivibile per noi e per i turisti. Noi riesco ad immaginare un visitatore newyorkese davanti ad una catasta di rifiuti in via Fiasella. Per questo pulizia e decoro passano inevitabilmente attraverso una migliore gestione dei rifiuti con un'integrazione del porta a porta con un sistema misto e flessibile che vada incontro alle esigenze dei cittadini e che consenta di abbattere i costi. Infine serve una ricognizione immediata e profonda del patrimonio immobiliare del comune e dei beni che possono essere riqualificati, rilanciati e restituiti alla loro vocazione ideale e penso soprattutto alla scuola del XXI Luglio. Queste sono le cose che farei nei primi mesi del mio mandato”.

Ha parlato di una campagna elettorale orientata soprattutto all'ascolto dei cittadini, da neofita della politica che effetto le ha fatto incontrare così tante persone candidandosi a rappresentare le loro istanze per i prossimi cinque anni?
“E' stata un'esperienza che mi ha dato grande entusiasmo e mi ha incentivata a metterci un impegno ancora maggiore. Come dicevo prima sto vivendo l'occasione datami da Giovanni Toti come un'opportunità per ridare qualcosa a questa città che mi ha sostenuto nei momenti più difficili. Ho una motivazione forte per fare il bene di tutti i cittadini, inoltre non ho particolari ambizioni personali né economiche visto che ho il mio lavoro e ho studiato molto per averlo”.

Ci è sembrato però che in generale la campagna sia stata più partecipata sui social network che nelle numerose occasioni di confronto promosse dalle liste in campo.
“Per quanto riguarda la nostra squadra devo dire che siamo stati molto fra la gente per avere riscontri diretti. È stata una scelta molto incoraggiante che mi ha fatto percepire la voglia di cambiamento dei sarzanesi e il desiderio di uscire da una spirale lunga decenni di una città soffocata da un partito che l'ha fatta cosa propria. I social ci sono e tutti li usano anche se personalmente ho letto poco e non mai commentato nulla, attacchi personali e insulti anonimi per me non sono politica. Io preferisco stare in mezzo alla gente”.

Nei giorni della crisi di Governo anche il presidente della Repubblica ha subito molti attacchi proprio dai social mentre alcuni sindaci leghisti hanno addirittura tolto la sua foto dai loro uffici. Lei lo avrebbe fatto?
“Sono rimasta molto concentrata su Sarzana e ho avuto poco tempo per seguire le vicende nazionali. Per quanto riguarda Mattarella posso dire che da giurista ho grande rispetto delle Istituzioni dello stato e delle più alte cariche come il Presidente della Repubblica. Sarei stata sicuramente molto cauta di fronte ad un gesto di questo tipo ma non condanno chi si è sentito tradito da quanto avvenuto”.

In queste settimane non si è parlato molto di due temi molto importanti come lavoro e leaglità, quali sono le sue posizioni in proposito?
“Sono temi che in questo territorio potrebbero anche andare di pari passo. Quando dico che è arrivato il momento di spezzare definitivamente il legame con un certo tipo di politica intendo anche questo. Il fatto che una forza politica governi nello stesso luogo per settant'anni la tendenza naturale è quella di creare clientelismi. Questo è purtroppo lo scenario di Sarzana dove ci sono ormai figli e figliastri, c'è chi trova lavoro e chi no, chi prende la borsa lavoro e chi no, chi ha la casa popolare e chi no. È un sistema che soffoca le energie di tante persone e sono grata agli uomini e alle donne che nelle mie liste hanno deciso di metterci la faccia per risolvere questo problema culturale.
La situazione è drammatica ma il nostro progetto di rilancio per Sarzana mira a farne una città internazionale aperta al turismo, che incentivi le piccole botteghe e il commercio. Una città in grado di creare e moltiplicare le occasioni di lavoro in particolare per i giovani”.

Cosa salverebbe dei cinque anni della giunta Cavarra e cosa “condanna” invece della sua amministrazione?
“Salvo senza dubbio il Talent Garden, luogo a cui sono molto affezionata per trascorsi lavorativi (era sede del distaccamento del tribunale, ndr) e che oggi rappresenta un'ottima occasione per i giovani. Quelle che non posso salvare invece sono innumerevoli e penso soprattutto alla situazione di Marinella, al tema della sicurezza 'scoperto' e strumentalizzato solo negli ultimi giorni di campagna, all'occasione persa per beneficiare della Buona scuola di Renzi e dei quattro milioni per le Poggi Carducci. Mi viene in mente anche la piscina di Santa Caterina dove a ogni tornata elettorale qualcuno è venuto a posare una pietra in più. Sono molti gli esempi dell'incapacità amministrativa della giunta uscente e la campagna elettorale sembra un'autoanalisi di quello che non è stato fatto”.

Il suo legame con la città emerge in modo molto forte, ma c'è un luogo al quale è più affezionata rispetto ad altri
“Devo ammettere che sono molti e per motivi diversi ma ricordo sempre volentieri la pista di pattinaggio dietro la chiesa della Trinità. Lì con mio fratello e i miei amici trascorrevo tutti i miei pomeriggi. Oggi è un luogo abbandonato e mi piacerebbe poterlo rilanciare e tornarci a pattinare con mia figlia”.

Le interviste agli altri candidati

INTERVISTA AD ALESSIO CAVARRA

INTERVISTA A VALTER CHIAPPINI

INTERVISTA A FEDERICA GIORGI

INTERVISTA A PAOLO MIONE

INTERVISTA A PAOLO ZANETTI

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