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"Un patto tra i sindaci del Magra per rispondere al cambiamento climatico"

L'appello del presidente del Parco Pietro Tedeschi: "Verso un territorio responsabile".

"I soldi ci sono".
"Un patto tra i sindaci del Magra per rispondere al cambiamento climatico"

Sarzana - Val di Magra - "Qualcuno ancora non ci crede, ma bisogna prendere atto che il cambiamento climatico esiste ed è necessario affrontarlo responsabilmente. Più volte all’anno, di fronte a danni sempre maggiori e sempre più costosi, dobbiamo prendere atto che manca la prevenzione. E non per mancanza di risorse, perché la prevenzione costa meno dei danni, ma per l’incapacità di utilizzarle". Si apre così l'appello rivolto dal presidente del Parco di Montemarcello, Magra e Vara Pietro Tedeschi ai sindaci dei comuni della Val di Magra.
"Si tratta - prosegue il numero uno di Via Paci - di programmare in modo unitario una manutenzione costante della vegetazione fluviale in modo da rendere gli ecosistemi maggiormente resilienti agli eventi estremi. Ma non si fa. I soldi ci sono, ma non si spendono.
Forse bisogna ricominciare da un patto tra i Comuni. Tra tutti i Comuni attraversati dal Magra.
Lo strumento c’è, è il contratto di fiume. E’ un accordo volontario tra soggetti che hanno responsabilità nella gestione e nell’uso delle medesime acque, nella pianificazione del medesimo territorio e nella tutela del medesimo ambiente, per coordinare gli sforzi e la raccolta e l’impiego delle risorse. Lo ha “inventato” la tanto vituperata Unione europea con le Direttive Europee sulle acque e sulle alluvioni. Forse, se tutti i 47 Comuni attraversati dal Magra dimostrassero di volere e sapere operare in accordo tra loro per tutelate un territorio e chi ci abita, anche le Regioni sarebbero meno attratte dall’emergenza e più attratte dalla prevenzione".

"L’Ente Parco c’è. Può svolgere un compito di coordinamento a supporto dei Sindaci. Il contratto di fiume non costa nulla e certo non è la soluzione. Ma è un primo, importante, passo nella direzione di un territorio responsabile, capace di organizzarsi e di presentarsi unito ai tavoli delle Regioni e del Governo, senza attendere che assessori e ministri si presentino sui luoghi dei disastri annunciati, per promettere dopo ( i disastri) quei denari che non hanno saputo – o voluto – spendere prima", conclude Tedeschi.

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