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"Un cambio di passo per Arcola. Tir e digestore? Li fermeremo"

Intervista a Monica Paganini, candidata sindaco del centrosinistra: "La Regione deve tutelare la salute dei cittadini e andare verso un sistema di smaltimento a chilometro zero".

Un occhio in Nuova Zelanda

Sarzana - Val di Magra - Il centrosinistra arcolano, che in questi anni ha marciato diviso all'interno del consiglio comunale, ha trovato l'unità sul nome di Monica Paganini, proposta dal Partito socialista. L'ex dirigente Salt correrà per la carica di primo cittadino dopo il quinquennio a guida Emiliana Orlandi, esponente Pd. CDS l'ha intervistata in vista del voto amministrativo per il rinnovo del consiglio del terzo comune più popoloso della provincia della Spezia.

Forze progressiste unite solo per non far vincere il centrodestra pigliatutto, e non per una reale comunione di intenti. Un'obiezione che è sulla bocca di tanti. Come risponde?

“Forze progressiste unite per un reale cambio di passo nelle proposte di programma e nel metodo di governo dell’ente locale, per raggiungere obiettivi concreti. Ci attendono tempi difficili con minori risorse per i Comuni ed i cittadini. Dobbiamo tutelare un territorio fragile e difendere le fasce più deboli della popolazione: solo con una forte unione e un’innovazione di processo si possono realizzare questi obiettivi. Non si possono ottimizzare le minori risorse disponibili per gli enti locali e responsabilizzare l’intera comunità sulle priorità da assumere, senza mettere al centro valori ed istanze progressiste e senza un rinnovamento profondo nella guida del comune. Per questa missione l’intero centrosinistra arcolano si è affidato alla mia storia personale ed alla mia esperienza professionale, che mette al centro un forte gioco di squadra ed un ruolo di sindaco innovativo, manager e leader aggregatore di competenze per realizzare le proposte del programma”.

In occasione della sua presentazione ha subito messo in chiaro che sarà sua cura impedire l'insediamento del digestore a Boscalino di Arcola, sito riportato nero su bianco dal Piano rifiuti, anche se continua a essere Saliceti la location più gettonata (nonché quella indicata nel progetto Recos). In ogni caso lei dice no a Boscalino, ma che ne pensa in generale? Va bene a Saliceti? Serve un sito terzo? Va valutata la cosiddetta ipotesi zero?

“Sul tema gestione e trattamento rifiuti voglio fare una premessa fondamentale: dobbiamo pretendere dalla Regione e dallo Stato un piano regionale e nazionale sui rifiuti che affronti il problema dello smaltimento a 'km zero' del rifiuto: smaltimento nel luogo più prossimo a quello di produzione. Non possiamo continuare a tollerare le assenze di pianificazione sui rifiuti da parte degli enti competenti responsabili di emergenze igienico-sanitarie sempre maggiori e dell’esportazione dei rifiuti che generano criticità ambientali sui territori di accoglienza. Ben sappiamo che questo è il motivo per cui è nato il progetto di ampliamento del sito di Boscalino o l’insediamento a Saliceti: per accogliere, oltre ai rifiuti della nostra provincia, anche i rifiuti del Tigullio e di parte di Genova che non hanno impianti. La Regione deve farsi carico di tutelare la salute di tutti i cittadini liguri progettando un sistema evoluto di smaltimento a km 0, puntando, in prospettiva, all’obbiettivo rifiuti zero per l’organico”.

Quali tratti del suo curriculum e della sua personalità pensa possano riverberarsi al meglio sulla sua azione da sindaco?

“La mia formazione è passata attraverso due fasi che sono state fondamentali per il lavoro di manager d’azienda svolto per 20 anni: gli studi giuridici prima e gli studi di pianificazione urbanistica poi. L’esperienza manageriale darebbe forte impulso e caratteristiche nuove al mio ruolo di sindaco, aperto alla comunità e in grado di organizzare le risorse economiche e umane per raggiungere con efficacia gli obiettivi dell’amministrazione. Far agire in sinergia, per obiettivi, gli assessori, i funzionari amministrativi, i collaboratori politici ma anche tutte le migliori energie del territorio è una delle sfide che più mi motiva ed è affine alla mia attitudine organizzativa. Un forte impulso sarà riservato alla riorganizzazione del personale nel senso della più ampia valorizzazione delle risorse, ottimizzando i costi, potenziando alcuni settori operativi grazie alla gestione integrata sovracomunale di alcuni servizi. Vorrei fare un cenno, da ultimo, alla recente formazione in cultura e marketing dei prodotti tipici dei territori italiani, conseguita per avviare l’attuale progetto imprenditoriale nel settore agricolo nel territorio arcolano: anche questa esperienza potrà fornirmi leve efficaci di intervento per rilanciare lo sviluppo agricolo del territorio collinare”.

Tre immediate priorità per il territorio arcolano. E un obbiettivo a lungo termine.

“Via i tir da e per il casello di Sarzana sulla via Aurelia e sulla strada provinciale per Lerici; riapertura della viabilità Cerri Trebiano e Vissano Ressora; sistemazione del camminamento del Rio Maggio a Romito. Di fronte alla paralisi dell’appalto del nuovo ospedale del Felettino, che tutti noi vorremmo veder realizzato ma che per i prossimi dieci anni peserà sulla salute di tutti noi cittadini, occorre immediatamente richiedere la convocazione dell’assemblea dei sindaci dell’Asl 5 per una urgente revisione della pianificazione sanitaria con il potenziamento dell’ospedale San Bartolomeo di Sarzana. Approveremo inoltre una variante al Prg per dire no al Digestore a Boscalino. Per i cinque anni di governo, dal primo all’ultimo giorno di mandato, la mia ossessione sarà quella di progettare e far finanziare la sistemazione idraulica e idrogeologica dell’intero territorio di Arcola”.

Ha già un'idea delle deleghe che, in caso di elezione, vorrebbe tenere per sé?

“Urbanistica, Personale, Progetti europei per gli enti locali”.

Se dovesse scegliere come riferimento una figura politica del passato e uno del presente... chi sceglierebbe?

“Vorrei ricordare due grandi figure nel nostro recente passato: Aldo Moro ed Enrico Berlinguer che hanno avuto visone prospettica modernissima e caratura morale straordinaria. Nel presente Jacinda Ardern, premier della Nuova Zelanda”.

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