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"Tremila euro da 'Battifollo oggi' per la campagna, tutto rendicontato"

Il consigliere regionale: "Ho ricevuto fondi nel 2018 in piena trasparenza e regolarità. Creato un caso per non rinnovare la convenzione".

Michelucci sul caso Battifollo
"Tremila euro da 'Battifollo oggi' per la campagna, tutto rendicontato"

Sarzana - Val di Magra - “Non voglio difendere o giustificare atti compiuti in modo del tutto regolare, ma denunciare quello che sta accadendo in una città un po' ovattata, dove l'amministrazione Ponzanelli sta utilizzando una vicenda in modo strumentale per non rinnovare la convenzione per la gestione del centro sociale di Battifollo”. Il consigliere regionale Pd Juri Michelucci entra così nella vicenda sul circolo del quartiere sarzanese e la gestione dei bilanci da parte dell'associazione “Battifollo oggi”, che la settimana scorsa è approdata in consiglio comunale, con l'interpellanza presentata dalla Lega con Spilamberti e la risposta del sindaco in merito anche ai fondi elargiti per finanziare delle campagne elettorali (QUI).

“Parliamo di un centro sociale che mi sta a cuore, nato nel 1983 grazie alla mobilitazione dei residenti e guidato dai cittadini non per decisione di amministrazioni compiacenti ma per una delibera che certifica come sia stato costruito dagli abitanti. Da dicembre è partito un procedimento per la revoca al quale l'associazione ha risposto punto su punto. Ripetutamente sindaco e consiglieri hanno fatto riferimento alla trasparenza – sottolinea – quasi evocando situazioni di illegalità o illegittimità. Tutto ciò è falso perché il contributo di 3.000 euro dato al sottoscritto per la campagna elettorale al Senato del 2018, e solo questo mi riguarda, è totalmente tracciabile ed è stato rendicontato agli organismi di controllo come prevede la legge, e dai quali non ho avuto alcuna contestazione. Questo è quello che compete a me, il resto l'amministrazione può accertarlo chiamando l'associazione e farsi rendicontare tutti i contributi. Qui nessuno ha nascosto nulla o fatto qualcosa di illegittimo, siamo di fronte ad una libera associazione, orientata a sinistra, che ha deciso di sostenere uno dei suoi soci fondatori con un piccolo contributo elettorale, in modo trasparente e nel rispetto delle procedure. Non è vietato dalla legge, non è vietato dalla convenzione fra Comune e associazione e non è in contrasto con le finalità della stessa che è e rimane privata con uno scopo sociale che va oltre la gestione del circolo e che, secondo me, continuerà la sua attività anche se le verrà tolta la struttura perché fatta da abitanti del quartiere. Il contributo – torna a specificare Michelucci – è compatibile con l'oggetto sociale che prevede anche possibilità di operazioni finanziare anche per battaglie contro la discriminazione, contro il razzismo e contro l'intolleranza. C'erano forse le condizioni per cui decidesse di dare un contributo magari a chi va in pellegrinaggio a Predappio o ha in casa il busto del Duce? Non mi pare. Sono onorato che una comunità mi abbia riconosciuto e mi riconosca come un proprio rappresentate per l'impegno profuso in questi anni facendo mille battaglie, una comunità a cui sarò sempre riconoscente”.

Il consigliere regionale aggiunge: “Sono qui per dire in modo chiaro quello che non era nemmeno segreto e credo che i leghisti dovrebbero applicare la stessa trasparenza verso chi è stato condannato per aver fatto sparire 49 milioni di euro. Parlando sempre di trasparenza – sottolinea – perché nessuno dice chi finanzia localmente la fondazione Change di Toti? Sarebbe bello sapere chi sono professionisti, aziende ed imprenditori che hanno sostenuto la campagna elettorale del sindaco".
Tornando alla vicenda di Battifollo Michelucci conclude: “Sinceramente mi sembra che ci sia un vero accanimento nei confronti di quel circolo e sono certo che la stessa attenzione non viene rivolta a tutti gli altri beni del patrimonio indisponibile del Comune. Sono stato spesso tirato in ballo per fatti che non ho mai nascosto ma come la stragrande maggioranza di cittadini sarzanesi pago puntualmente le tasse, la Tari e i buoni pasto dei miei figli”.

“Nella campagna elettorale – spiega infine l'avvocato Stefano Violi – Michelucci ha nominato un mandatario per la gestione della raccolta dei fondi contributivi per la campagna, come previsto della legge. È stato aperto un conto corrente, sono state effettuate spese indicando la committenza per il materiale elettorale e tutto è stato oggetti di rendicontazione finale inviata agli organi istituzionali presso la Corte d'Appello che sono deputati al controllo. Chi allude a profili di illegalità ha la possibilità di verificare perché tutti i dati sono facilmente accertabili da chiunque”.

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