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"No ai licenziamenti", l'appello di Sarzana a Grancasa

Quattro ore di consiglio comunale straordinario alla presenza dei lavoratori. Sindacati: "Soluzione del part-time volontario è attuabile. Dobbiamo essere lungimiranti e pensare anche agli altri 35 posti".

Politica compatta
"No ai licenziamenti", l'appello di Sarzana a Grancasa

Sarzana - Val di Magra - Dopo il vertice fra sindaco e proprietà e quello in Regione dei giorni scorsi, la vertenza Grancasa è stata al centro stasera di una seduta gremita del consiglio comunale di Sarzana, riunitosi in via straordinaria per discutere del futuro occupazionale degli undici lavoratori che operano nella struttura della Variante.
Un'assemblea aperta per l'occasione anche a consiglieri regionali (presenti De Paoli, Michelucci e Salvatore) e parlamentari (Viviani e Pucciarelli) ma soprattutto ai rappresentanti sindacali che stanno seguendo i lavoratori nella loro battaglia salariale. Nel suo intervento di apertura il presidente del consiglio Rampi ha auspicato una "forte attenzione di tutte le parti" mentre il sindaco Ponzanelli, ringraziando tutti i presenti, ha proseguito: "Questo è un tema di rilevanza straordinaria, che riguarda dignità e futuro dei nostri concittadini. A loro voglio esprimere la piena solidarietà della città per il dramma che stanno vivendo con coraggio e tenacia, dicendosi anche pronti a tagliarsi la busta paga per salvare coloro che verrebbero licenziati. Non siete soli - ha detto riferendosi agli stessi - questa aula lo dimostra, politica e istituzioni devono essere unite senza strumentalizzazioni. In questi giorni abbiamo dialogato in più sedi con la proprietà, la crisi ha coinvolto l'intero gruppo e ogni suo stabilimento portando al piano di esuberi. Una procedura nazionale e non spacchettabile, per la quale c'è una flebile possibilità di procrastinare l'invio di comunicazioni di trasferimenti e licenziamenti per cercare una improbabile via di uscita. È fallita ogni occasione di trattativa e siamo qui per esprimere ampia contrarietà ai licenziamenti e stimolare il massimo supporto ai lavoratori".

Dopo il vicesindaco Eretta (presente ieri a Genova), il quale ha ammesso come sia necessario "prepararsi al peggio" e iniziare a pensare a un "piano B", è stata quindi la volta dei rappresentanti sindacali che negli ultimi cinque anni hanno vissuto le vicende del gruppo fino ai più recenti e drammatici sviluppi.
"Questi lavoratori - ha affermato Marco Callagari di Uiltucs - hanno dimostrato serietà, equilibrio e compattezza mai viste. Le criticità partono da lontano e sono state malgestite, ci stiamo battendo come leoni e vogliamo proseguire perché dopo che l'azienda aveva inizialmente messo sul piatto tremila euro come incentivo all'esodo, abbiamo ottenuto dieci mensilità più due. Alla politica chiediamo atti concreti, incalzeremo tutti perché queste famiglie sono un valore aggiunto ed è necessario che nelle prossime aperture commerciali si tenga conto di queste persone".
"Questi ragazzi hanno sempre dimostrato dignità e attaccamento al proprio posto di lavoro - ha proseguito Luca Comiti per Cgil - e lo hanno fatto anche in questi cinque anni. La soluzione del part-time volontario che abbiamo trovato comporta per loro sacrifici importanti (riduzione delle ore di lavoro) è reale e può essere attuata e renderebbe illegittimi i licenziamenti. Il nocciolo del problema è che le banche stanno facendo il piano aziendale con la vendita di tutti gli immobili e il ridimensionamento dell'organico che potrebbe mettere a rischio anche gli altri 35 posti del punto vendita sarzanese. Dobbiamo essere lungimiranti e pensare alle altre famiglie e chiediamo a tutti l'impegno di poter ragionare sul loro inserimento in caso di nuove aperture. La sensibilità che stiamo vedendo questa sera è rara e da qui dobbiamo andare avanti".
Per la Rsu di Grancasa Alessandro Grassi ha sottolineato: "Vogliamo che queste lettere di licenziamento non partano, sarebbe come sminuire la lotta che abbiamo fatto fino ad oggi. Senza lavoro non c'è dignità né futuro" mentre Marco Albani ha ricordato: "Lavoro qui dal 1992. Oggi siamo disperati e arrabbiati per questa situazione perché il punto vendita funziona e può fare ancora di più. Non abbandonateci".
Un richiamo all'unitarietà è un invito a non arrendersi ribadito dai sindacalisti anche nella seconda parte del consiglio dedicato agli interventi politici nei quali da tutti gli esponenti e gruppi consiliari sono state espresse solidarietà e unità d'intenti ma che, anche in una serata come questa, non ha risparmiato - seppur in minima parte - inutili contrapposizioni e battibecchi. Al termine, dopo quasi quattro ore, il consiglio ha poi approvato all'unanimità (respinto un emendamento di Mione) la mozione per che esprime "contrarietà al prospetto di esuberi e invita la proprietà ad intraprendere ogni iniziativa per scongiurare i licenziamenti".
Intanto il presidio davanti al punto vendita proseguirà anche nel fine settimana.

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