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"No a questo ponte, ma soldi restino in Val di Magra"

La bretella sul fiume porta oltre cento persone in assemblea. Il sindaco Sisti: "No all'opera in queste condizioni, sarebbe dannosa". Battistini e Salvatore pronti a muoversi in consiglio regionale. Assente giustificata la neosenatrice Pucciarelli.

"No a questo ponte, ma soldi restino in Val di Magra"

Sarzana - Val di Magra - Almeno un paio di sfumature di 'no' ieri sera alla biblioteca Arzelà, alla ex Vaccari, in occasione dell'assemblea pubblica organizzata dalla Consulta della Macchia a tema ponte Santo Stefano-Ceparana. Oltre cento persone, per più di tre ore, hanno seguito il fitto dibattito che ha visto coinvolti, tra i tanti, Carla Bertolotti, presidente della Consulta, il sindaco santostefanese Paola Sisti affiancata dagli assessori Alessandro Capetta e Gionni Giannarelli, i consiglieri regionali Francesco Battistini (Rete a sinistra/Liberamente Liguria) e Alice Salvatore (Movimento cinque stelle), Corrado Cucciniello dei Comitati spezzini nonché il gruppo consiliare pentastellato di Vezzano ligure. Invitata in quanto esponente politica santostefanese, non è riuscita a intervenire la neo senatrice leghista Stefania Pucciarelli, complici impegni istituzionali.

"Già in una precedente riunione - ha esordito la Bertolotti - questa Consulta ha detto unanimemente no al ponte, che non risolverebbe i problemi del traffico del territorio santostefanese". La presidente ha messo sul tavolo le due soluzioni per dare sollievo al congestionamento della viabilità: l'apertura di un casello a Ceparana ("Costerebbe un milione e tre, un milione e quattro") e un tesseramento annuale rivolto ai pendolari per rendere più leggera l'arteria autostradale tra Pontremoli e la Val di Magra ("Darebbe benefici visibili").

Il sindaco Sisti ha ribadito di essere "contraria alla realizzazione del ponte in queste condizioni, in quanto l'opera, così, scaricherebbe il traffico interamente sul territorio di Santo Stefano. Al momento non c'è nemmeno un'idea progettuale per il lotto 2, cioè la parte che riguarda l'adeguamento della viabilità dalla parte santostefanese. Inoltre anche la parte finale del ponte, cioè il lotto 1, attualmente scarica su una zona già congestionata, Via Togliatti". Il primo cittadino ha sottolineato che "i 13 milioni e mezzo stanziati per il ponte devono in ogni caso restare in Val di Magra, area che rispetto al resto della provincia non vede da anni un'opera infrastrutturale. Serve un tavolo di concertazione promosso dalla Regione dedicato alla viabilità della Val di Magra, come abbiamo del resto chiesto con un ordine del giorno approvato in consiglio comunale". Tra i temi toccati dal sindaco, quello annoso di una variante alla Via Cisa che arrivi fino a Sarzana e la strategicità di alleggerimenti tariffari lungo la rete autostradale che porterebbero su quest'ultima buona parte del traffico che affligge Santo Stefano. Un fenomeno che l'assessore Giannarelli ha tradotto in numeri: quasi 800mila mezzi al giorno lungo la Via Cisa (dato del 2009) e tetto delle Pm 10 toccato nel gennaio 2017.

Il consigliere Battistini, progetto del lotto 1 alla mano, ha detto che "l'asse viario Sarzana-Aulla è totalmente congestionato, con problemi ambientali e di scorrimento, ma la bretella non è la soluzione al problema". Per l'ex pentastellato bisogna spingere "sulla Ripa, asse alternativo alla Cisa, che deve essere aperta ogni giorno dell'anno, indipendentemente dal meteo. A breve dovrebbero partire i lavori di messa in sicurezza che prevedono gallerie paramassi, che alla Regione avevo proposto io. Inoltre, sarebbe una soluzione di buon senso una rotonda dal ponte di Caprigliola, come anche migliorare il trasporto pubblico su ferro e su gomma e arrivare finalmente al raddoppio della Pontremolese, senza dimenticare un sistema di abbattimento delle tariffe autostradali".

La leader del Movimento cinque stelle in Regione Alice Salvatore si è detta d'accordo con "l'idea di un tavolo di concertazione regionale, spingeremo perché lo si faccia. Dovrà svolgersi come un'inchiesta pubblica, quindi aperto a comitati e cittadini. Bisogna evitare che aree già congestionate dal traffico lo diventino ancora di più. E il trasporto pesante su gomma non dovrebbe transitare per i centri abitati".

Da Battistini è arrivata la proposta, condivisa da Salvatore, di un ordine del giorno da calendarizzare al più presto in consiglio regionale "in cui si chieda di congelare la proposta di deliberazione che va a modificare l'attuale Piano del Parco parlando chiaramente di un collegamento tra il raccordo autostradale e la sponda destra el Magra, e da questo punto partire per costruire un tavolo sulla viabilità al quale, a mio avviso, dovrebbero sedere Regione, Anas, Società autostrade, Provincia, Comuni di Val di Magra e non solo". Ci sarà il tentativo di condividere l'ordine del giorno sia con le altre forze di opposizione - vale a dire il gruppo consiliare Pd -, sia con i gruppi di maggioranza. "Chiederò al mio rappresentante in Regione, il consigliere Juri Michelucci, di sottoscrivere il documento", ha puntualizzato il sindaco Sisti.

Dal canto suo, Cucciniello del Comitati spezzini si è detto contrario "al ponte, e vorrei si dicesse chiaramente di no, senza condizioni" e anche a una eventuale variante alla Cisa ("Sono contrarissimo"). Per alleviare la viabilità in Val di Magra, l'attivista ha lanciato l'idea di un casello autostradale automatico dalla rotatoria di Ceparana - casello 'Spezia Nord' - e un altro casello - 'Sarzana sud' - in località Ca' del Sal. "Così parte del traffico si riverserebbe su un'arteria autostradale che nei giorni feriali è quasi vuota".

E a incontro finito, su Facebook, il consigliere comunale Paola Lazzoni, ex Pd ed ex esponente della maggioranza, ha digitato un tagliente post in cui accusa il sindaco di essere a favore della realizzazione del ponte. "Perché dire ‘purché realizzino opere complementari che interessino il cavalcavia, via Arenelle e l’immissione in via Togliatti’ significa Sì, sono d’accordo - ha scritto l'ex assessore -. Quando arrivano soldi destinati ad opere non necessarie e non gradite poiché comportano consumo del suolo e pregiudizio per un territorio già sacrificato e se ne è convinti si dice no, non li voglio grazie, anche a costo di dirottarli fuori dalla Val di Magra". Un modo per scaldare ulteriormente il clima in vista del consiglio comunale di domani, giovedì 29 marzo, che si annuncia a dir poco agitato.

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Ponte sul magra, il lotto 1 Archivio CdS


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