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Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Luglio - ore 09.07

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"La crociata lefevriana di Rampi contro l'umanesimo cristiano"

Intervento di Paolo Bufano.

"La crociata lefevriana di Rampi contro l'umanesimo cristiano"

Sarzana - Val di Magra - Carlo Rampi è certamente il miglior consigliere comunale che la Destra abbia espresso a Sarzana in oltre settant'anni di storia repubblicana e (ahilui!) democratica. Dei consiglieri comunali di Forza Italia e della Lega dal 95' ad oggi si fa fatica a ricordare perfino i nomi, eccezion fatta per il loquace spin doctor romano Camaiora, datosi alla letteratura.
La sottigliezza e l'acume di Rampi sono tali da rendere del tutto secondaria la circostanza che - negli intervalli della sua brillante carriera professionale e di amministratore pubblico - si balocchi con i carrarmatini e spolveri i busti bronzei del Duce sulle mensole (tutte attività innocue, sia ben chiaro).
Ma nonostante le sue indubbie qualità politiche nessuno nel centrodestra - quando per la prima volta si è prospettata la possibilità del ribaltone - si è sognato, neanche per un momento, di proporlo come candidato a Sindaco.
Prima hanno corteggiato per mesi lo storico vicesindaco del centrosinistra e alla fine hanno scelto una signora che - nell'immaginario collettivo cittadino - fino a qualche settimana prima era pacificamente inquadrata fra i sostenitori organizzati di Cavarra...
Ma il Nostro non se ne è avuto a male e, memore dell'avito motto ''credere, obbedire e combattere'', si è ieri profuso in uno sperticato elogio di Toti e Ponzanelli e in una rovente invettiva contro ''l'ultrasettantennale'' tradizione comunista di Sarzana (durata - pare - ancor più a lungo di quanto sia durato il Pci).
Niente da dire, sana dialettica politica. E poi - voi lo capite - l'euforia che Forza Nuova non è riuscita a presentarsi...
Se non fosse che Rampi - preso dall'ardore - ha confuso la sua storica, strenua battaglia per la (contro)Liberazione politica di Sarzana dallo strapotere dei 'rossi' con una evidente ma distinta personale crociata lefevriana contro il modernismo della Chiesa.
Ha detto infatti che Sarzana era ''una città cristiana'' (e questo è certamente vero, da circa milleseicento anni, ininterrottemente sotto vescovi-conti, imperatori, Fiorentini, Genovesi, Piemontesi, Fascisti e Comunisti) ma ha anche aggiunto che ha perso questo connotato, tanto è vero che ''il tesoro delle chiese (sotto il regime comunista) non è mai stato fruibile perché sono del mangiapreti''.
Questa ultima affermazione meriterebbe di essere studiata da uno psichiatra di riferimento, tipo il prof. Aldo Semerari (se non fosse prematuramente mancato). Anche perché la fruizione pubblica dei tesori delle chiese dipende dall'autorità ecclesiastica e non da quella civile, sia essa rossa, bianca, verde o nera...mah... mi pare che Rampi faccia di ogni erba un fascio...

Il problema è probabilmente che l'umanesimo cristiano di Papa Francesco, la sua vicinanza agli ultimi, il suo magistero sociale (che pure si colloca nel solco delle encicliche sociali cominciate nell'800') disturba i nostalgici di una Chiesa principesca, paludata, altezzosa ma insieme silente su ciò che è umano e asservita ai poteri forti.
Così come li disturba - lo abbiamo verificato a Spezia qualche settimana fa - che la Caritas distribuisca, anche a Sarzana, centinaia di pasti al giorno a chi è in difficoltà. Senza guardare al colore della sua pelle...
''Riscoprire la Sarzana cristiana deve essere l'obiettivo della Destra''. Così ieri CdS riassumeva il pensiero di Rampi.
Ecco. Lo persegua questo obiettivo. Scoprirà chiese e musei aperti, culti e devozioni secolari coltivati lungo le strade da folle oceaniche, scuole cattoliche prestigiose in perfetta sintonia con la città, un cinema cattolico dalla programmazione d'avanguardia punto di riferimento per tutti, un volontariato organizzato per l'assistenza agli ultimi dai numeri sorprendenti...
Il tutto (quasi) sempre convivendo pacificamente con l'autorità civile, quale che fosse, eccezion fatta per un paio di preti patrioti incarcerati e torturati a Villa Andreini nel 44' ad iniziativa delle Brigate Nere e poi deportati in Germania...
Tutte realtà che non hanno certo bisogno che arrivino le camice verdi per esistere (come fanno da secoli) e per continuare a svolgere al meglio la loro missione.
Insomma, non c'è proprio nessuno da liberare dalle catacombe...
Se poi, per la messa di suffragio del 28 aprile, l'Ordine dell'Aquila Romana vuole una messa in Latino anche a Sarzana, beh...penso che si possa fare anche con Cavarra sindaco...

PAOLO BUFANO

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