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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Aprile - ore 20.33

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"Giampedrone e De Ranieri erano contrari a Sanlorenzo in area artigianale"

L'intervento di Umberto Galazzo: "Sono disponibile anche a confronto pubblico".

parla l'ex sindaco
"Giampedrone e De Ranieri erano contrari a Sanlorenzo in area artigianale"

Sarzana - Val di Magra - Premetto che farei a meno di intervenire a proposito di vicende passate, ma siccome ho letto, senza ormai più sorprendermi, la ricostruzione delle vicende relative alla costruzione degli argini del Cafaggio ad opera di Giampedrone e De Ranieri e siccome i due fanno riferimento al periodo in cui ho ricoperto la carica di Sindaco, allora vorrei precisare alcune cose.

Giampedrone e De Ranieri sono entrati in consiglio comunale nel 2004 ed hanno seguito, probabilmente con scarsa attenzione, il lungo iter di approvazione della zona artigianale. Più precisamente faccio riferimento a due delibere: 1) la n. 20 del 2006 che riavviava, dopo un primo stop dovuto all’entrata in vigore del Piano di Bacino, l’iter di approvazione del piano particolareggiato; 2) la n. 7 del 2011 con la quale veniva adottata una variante al piano comportante una diversa disposizione dei capannoni e un aumento delle altezze per consentire alla San Lorenzo di ricollocarsi e di ampliarsi all’interno della zona artigianale. Ebbene, la delibera del 2006 vide un solo ASTENUTO nella persona di Giampedrone, il quale invece non era presente alla seduta in cui si approvò la delibera del 2011 a cui, invece parteciparono sia De Ranieri che Cadeddu ed espressero un VOTO CONTRARIO;

il progetto del lotto 4, di competenza all’epoca della Provincia e poi della Regione, era fermo per un preciso motivo (che non dipendeva certo dal Comune) ovverosia per il fatto che i soldi stanziati non erano sufficienti per gli espropri e per gli indennizzi necessari per occupare le aree del tracciato dell’argine e che la proprietà del Camping si opponeva alla demolizione della reception e chiedeva un cospicuo indennizzo. Segnalo che, se non ho capito male e riservandomi di approfondire, il tracciato dell’argine oggi prevede che il Camping rimarrà completamente in alveo fluviale e quindi in zona esondabile, con tutto ciò che ne consegue mentre noi avevamo avviato un iter di variante al tracciato che prevedeva che almeno una parte del campeggio fosse in sicurezza.
Giampedrone ha dichiarato che “quando si inizia una cosa, prima di dire che si fa un polo artigianale bisogna avere la correttezza e la capacità di portare a compimento gli interventi di messa in sicurezza”. Evidentemente non si ricorda – o più probabilmente non sa – che se si è potuto rilasciare il permesso di costruire prima della realizzazione degli argini ciò è stato possibile grazie a un emendamento al piano di bacino (che prevedeva la cosiddetta contestualità) presentato – meritoriamente - dall’allora assessore regionale Luigi Morgillo del cui staff, pagato dai contribuenti liguri, faceva parte il giovane Giampedrone…

il lotto 4 era già protetto a livello di piena centennale, se non ricordo male, dall’argine Biondi-Canini e non c’è stato un pericolo di esondazione in quel tratto nel 2011. Rischio che invece esiste ancora tutt’oggi in via Poggio Scafa e nella zona della ex polleria, nonostante in questo caso esista il finanziamento e un progetto esecutivo sin dal 2014.
Quindi, riepilogando, ieri Giampedrone e De Ranieri hanno millantato meriti che non hanno. Anzi, deve essere chiaro a tutti che GIAMPEDRONE e DE RANIERI ERANO DI FATTO CONTRARI ALL’INGRESSO DI SANLORENZO NELLA ZONA ARTIGIANALE. Oggi li ritrovo, l’uno (GIAMPEDRONE) ad autocelebrarsi ed a sputacchiare sentenze da non si sa quale pulpito in merito a quanto è stato fatto prima (secondo me molto) in tema di dissesto idrogeologico mentre l’altro (DE RANIERI) per copione scritto deve esaltare e ringraziare Giampedrone e fare le ormai abituali insinuazioni senza contraddittorio. Una coppia ben assortita, non c’è che dire, ma di scarsa memoria… Io invece la memoria ce l’ho ancora buona – almeno su queste cose – e mi ricordo quando VOLEVANO LA DEMOLIZIONE DEGLI ARGINI AL CAFAGGIO e VOLEVANO IL CANALE SCOLMATORE. Non mi meraviglio di questo loro atteggiamento, che denota una grave mancanza di rispetto e di onestà intellettuale nei confronti degli amministratori che li hanno preceduti, ma non posso e non voglio tollerare bugie e omissioni da parte di due amministratori che hanno il dovere di dire la verità e di rispettare le istituzioni che rappresentano. Sappiano che sono disponibile ad un confronto pubblico su questi temi quando e dove vogliono, con o senza ruspa (e ruspista).

Umberto Galazzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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