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Ultimo aggiornamento: Sabato 20 Aprile - ore 20.56

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"Digestore, ok inchiesta pubblica. Soldi a Spezia? Regione non c'entra"

L'assessore regionale all'Ambiente, Giacomo Giampedrone, interviene sulla futura realizzazione del contestato impianto di digestione anaerobica della frazione organica: "Saliceti e Boscalino entrambi siti conformi".

BIODIGESTORE

Sarzana - Val di Magra - “La Provincia della Spezia deve esercitare le proprie competenze in materia di rifiuti come previsto dalla Legge al fine di traguardare la realizzazione del biodigestore in provincia della Spezia, per soddisfare i bisogni identificati dalla pianificazione, nel sito che garantisce la massima sostenibilità ambientale”. Ha rispsoto così l’assessore regionale all’Ambiente Giacomo Giampedrone in consiglio regionale in merito al digestore anaerobico di rifiuti organici che dovrà trovare spazio nello Spezzino, verosimilmente in una località tra Saliceti (tra Vezzano e Santo Stefano) e Boscalino (Arcola). A stimolare l'intervento dell'ex sindaco di Ameglia è stato il consigliere regionale Juri Michelucci (Pd), che ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta se l’impianto sarà realizzato a Saliceti o a Boscalino e per quale motivo il contributo per il 'ristoro ambientale' è stato calcolato sulla base del numero dei residenti invece di stabilire una cifra per i Comuni in cui sono presenti gli impianti e poi, a decrescere, peri territori limitrofi. Il consigliere ha rilevato a questo proposito che l’azienda che dovrà costruire l’impianto, Recos, ha inviato una comunicazione al Comune della Spezia in cui si dichiara pronta a riconoscergli un contributo una tantum di circa 400 mila euro (4,290 euro ad abitante) come ristoro ambientale per la realizzazione dell’impianto su un territorio limitrofo. In merito a quest'ultimo punto Giampedrone ha precisato che "la Regione non è in alcun modo coinvolta nell’iniziativa dell’azienda e tanto meno nella scelta dei criteri con cui è stato calcolato il contributo".

L’assessore poi ha ricordato che il “Piano regionale di gestione dei rifiuti e delle bonifiche è stato approvato dal consiglio regionale il 25 marzo 2015 definendo un assetto impiantistico, incentrato su sistemi di trattamento dell’indifferenziato che consentano di recuperare materie e energia, con discariche di servizio di carattere residuale e sulla realizzazione di impianti di digestione anaerobica destinata alla frazione umida”.

“La scelta di includere nella pianificazione – ha continuato l’assessore – indirizzi in merito agli impianti per l’organico, è stata presa alla luce dell’evidenza della loro indispensabilità per supportare la crescita della raccolta differenziata sul territorio, fornendo la chiusura del ciclo in regione. Nella pratica l’assetto impiantistico prefigurato prevede un impianto di trattamento CSS (combustibile solido secondario), un biodigestore anaerobico, una discarica di servizio per provincia, con l’eccezione della Provincia della Spezia, data la possibilità di utilizzo per un periodo almeno decennale del nuovo invaso genovese di Scarpino 3, alla luce della funzione di servizio degli impianti previsti nello spezzino per quote di rifiuti indifferenziati e organici prodotti nel territorio metropolitano”.

“Sostanzialmente – specifica l’assessore – il piano d’area omogenea spezzino, a seguito della sottoposizione a Valutazione Ambientale Strategica con relative prescrizioni , ha sottolineato il ruolo centrale dell’impianto di trattamento dell’indifferenziato di Saliceti, mentre per la realizzazione del digestore anaerobico ha confermato l’adeguatezza dell’area di Boscalino, nel Comune di Arcola, controdeducendo alcune osservazioni in merito alle limitate dimensioni dell’area e ha anche stabilito di considerare ancora validi, al fine di localizzare il suddetto impianto, i criteri di selezione e i conseguenti siti individuati dal piano provinciale di gestione del 2003 che risultano tutt’ora conformi ai nuovi criteri del decreto legislativo del 2006. Aree tra cui è compresa anche la zona di Saliceti, attigua all’attuale impianto di trattamento di rifiuti solidi urbani”.

”Il progetto di realizzazione dell’impianto – conclude l’assessore - dovrà quindi tenere conto di queste considerazioni, per essere sottoposto al vaglio della valutazione di impatto ambientale e fin d’ora anticipiamo anche, se richiesto, all’inchiesta pubblica da parte dei portatori di interesse, al fine di garantire la massima trasparenza sulla realizzazione dell’impianto e sostenibilità ambientale nei confronti dei territori circostanti”. .

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