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"Digestore non è termovalorizzatore, sbagliato dire sempre no"

L'assessore regionale all'Ambiente Giacomo Giampedrone interviene su uno dei grandi temi del momento: "Rispetto per la mobilitazione. Ma ci si aggancia quella politica che ci ha lasciato una differenziata da piangere e discariche".

"Parola ai tecnici, sbagliato imporre"

Sarzana - Val di Magra - “Si fa la battaglia sul sito, ma contro il biodigestore in sé non ho mai sentito dire qualcosa, nemmeno dai professionisti dell'ambientalismo spinto. Il biodigestore non è un termovalorizzatore, è un impianto che non brucia nulla, ma secca l'organico producendo biogas e compost. Realizzare i biodigestori – ne è previsto uno per provincia – consente di chiudere il ciclo della frazione organica. E mi spiace che mai gli ambientalisti ricordino come quella spezzina sia l'unica provincia dove l'Ato rifiuti regionale non abbia previsto una discarica di servizio”. Parola dell'assessore regionale all'Ambiente Giacomo Giampedrone, sentito a margine della conferenza stampa sarzanese di stamani, all'Autorità di bacino. “I siti? - ha proseguito – Sono quelli individuati nel 2002, quando io ero consigliere comunale di minoranza ad Ameglia. Individuati da coloro che vedo prender parte alle assemblee contro il digestore. Saranno la parte tecnica e l'inchiesta pubblica – che non è una pagliacciata, come dicono alcuni – a indirizzare verso il sito giusto. Grave che non lo scelga la Regione? Al contrario, sarebbe grave che la Regione, quindi la politica, imponesse un sito senza attendere le valutazioni del caso e senza informare, come invece accaduto con il primo impianto di Saliceti, il quale tra l'altro non ebbe tutta questa attenzione di popolo: forse si pensava producesse profumi".

L'ex sindaco amegliese, premesso “il rispetto per tutte le mobilitazioni essendo io abituato ai principi democratici”, assicura anche la sua opposizione “a chi è per i 'no' a tutto, che poi è l'atteggiamento della politica che ci ha preceduti, quella che ci ha lasciato una gestione dei rifiuti basata solo sulle discariche e una differenziata che faceva piangere. Oggi non fare niente significa disallinearsi rispetto ai tempi e renderebbe inutile fare la differenziata, oltre a ripercuotersi sulle tariffe”. Una mobilitazione, quella contro il digestore, “a cui si agganciano il Pd e li ambientalisti di tutto il mondo”.

Per quanto riguarda la taglia, Giampedrone ha spiegato che “è vero che prima si parlava di 20mila, ma prima non c'era la differenziata di oggi. Se si può fare di 20mila si può fare anche di 60mila, che è la stessa quantità per ogni provincia. Ed è vero che Genova manderà a Spezia parte del suo organico ma è anche vero che Spezia farà riferimento alla discarica di servizio genovese”. Certo, il digestore “un po' di disagio lo porterà e questo, anche per quanto riguarda i flussi di camion, andrà attentamente gestito e valutato. Ma ripeto: non parliamo di un termovalorizzatore. Compensazioni quali sgravi fiscali per i cittadini e sovvenzioni per migliorare le infrastrutture? Le prevede la legge, è giusto che sia così”.

B.M-N.R.

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