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"Chiudere le scuole di Santo Stefano non in sicurezza"

"Chiudere le scuole di Santo Stefano non in sicurezza"

Sarzana - Val di Magra - "Nonostante le rassicurazioni del primo cittadino, la realtà nuda e cruda non lascia spazio a interpretazioni o divagazioni: secondo le ultime normative, nessuna delle nostre scuole attualmente può essere catalogata come sicura. La prima fra tutte, la scuola elementare di Belaso. Lo si sapeva , tanto è vero che un consiglio straordinario richiesto dalla minoranza (Ponzanelli, Monticelli e Serarcangeli), fugava ogni dubbio attraverso un attento esame sugli indici di vulnerabilità sismica. Già in allora, (settembre 2016) era chiaro e lampante che mancava una visione globale da parte del sindaco e dell’amministrazione sulla pericolosità, accentuata dal sisma dell’ agosto dello stesso anno". Siamo a Santo Stefano, e con queste righe si apre la nota diffusa dagli esponenti di minoranza Francesco Ponzanelli e Alberto Monticelli (del gruppo 'Per Santo Stefano Magra'), Pietro Serarcangeli (ex pentastellato ora capogruppo di 'Santo Stefano in movimento') e Paola Lazzoni, reduce dalla recentissima uscita dal quel Partito democratico che a Santo Stefano esprime il sindaco Paola Sisti e la squadra di governo.

"La proposta della stessa minoranza - prosegue il quartetto - era stata, ed è, quella di preservare la salute dei minori e del personale attraverso una chiusura dei plessi come sopracitati più a rischio. La nostra proposta passava attraverso l’investimento e la ricerca di finanziatori anche privati per l’acquisto di moduli adatti per lo svolgimento delle lezioni scolastiche. Il sindaco su questo tema non ha mai perseguito una linea omogenea a quello che già aveva detto in campagna elettorale.Addirittura affermando, dopo essere stata eletta e in una seduta del Consiglio Comunale, di sentirsi “tranquilla” circa la “vulnerabilità sismica dei plessi scolastici”. La nostra proposta molto semplice, ma certa, ha trovato ferma opposizione in ogni dibattito che abbiamo noi perseguito sul tema. La preoccupazione della spesa era più forte dell’ incolumità dei nostri minori.
Adesso scopriamo che il signor sindaco riscopre improvvisamente la necessità addirittura di un idea risolutiva attraverso un nuovo polo scolastico, nei fatti impraticabile. Sappiamo benissimo che ci vorrebbero milioni di euro, ma che nel frattempo i nostri plessi fuorilegge continuano a rimanere aperti nonostante per ben due anni l’ amministrazione abbia nicchiato sul problema.
Anche il Consigliere Lazzoni in qualità di mamma ha assistito, come di membro del Consiglio di Istituto scolastico, alla presentazione di una girandola di imbarazzanti promesse ed improbabili tempistiche sull’adeguamento dei plessi; non sono accettabili distorsioni della realtà sulla pelle dei nostri figli.
E, peraltro, non ci pare che il Sindaco stia facendo qualcosa di eccezionale, laddove il suo disperato tentativo è solo quello di approfittare di un mutamento di sensibilità politica e sociale sul tema.
Inutile fare voli pindarici quando mancano addirittura semplici spazi per aggregazione, per laboratori e didattica, sale di intrattenimento, strumenti basilari per la formazione scolastica.
La nostra convinzione è che la paura fa novanta, e che organi superiori possano intervenire e dare una svolta a questa situazione ormai sotto gli occhi di tutti.
La recente sentenza di Cassazione n° 2118/2107 del 14/11/2017 parla chiaro: La inosservanza della regola tecnica di edificazione proporzionata al rischio sismico di zona, anche ove quest’ultimo si attesti su percentuali basse di verificabilità, integra pur sempre la violazione di una norma di aggravamento del pericolo e come tale va indagata e rileva ai fini dell’applicabilità del sequestro preventivo”.

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