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Ultimo aggiornamento: Domenica 23 Settembre - ore 11.05

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"Caro Toti, io sono per il cambiamento. Quindi sono per il Parco"

Pietro Tedeschi, presidente del Parco di Montemarcello, Magra e Vara, non le manda a dire al governatore ligure.

"Caro Toti, io sono per il cambiamento. Quindi sono per il Parco"

Sarzana - Val di Magra - "Se si pensasse a gestire meglio i Parchi invece di mandare lettere sarebbe un bene per tutti". Un Toti tagliente quello che ieri sera, in occasione di un evento elettorale sarzanese, ha parlato (QUI) di Parco di Montemarcello, Magra e Vara, presieduto da quel Pietro Tedeschi - indicato due anni orsono proprio dalla Regione - al quale è dedicata, complice una coriacea missiva (QUESTA) di qualche giorno fa, la stoccata del presidente regionale. E oggi Tedeschi non fa mancare la sua replica.

"Non vi è dubbio - ecco la premessa del presidente - che il Parco abbia svolto un insostituibile ruolo di tutela, soprattutto negli anni in cui la saldatura d' interessi tra gruppi immobiliari nazionali e proprietari fondiari locali stava per prevalere sul bene comune rappresentato, al tempo, dall'integrità del paesaggio del Caprione. E non vi è dubbio che il Parco, successivamente esteso al Magra-Vara, abbia posto un freno all'uso che Comuni ed aziende pubbliche facevano dell'area golenale del fiume, dal momento che le discariche tutt'ora presenti contengono soprattutto rifiuti solidi urbani, rifiuti ospedalieri e ceneri dell'Enel che di certo non furono smaltiti all'insaputa dei Sindaci e degli Amministratori di allora. E se oggi il Magra non è ridotto come il Lambro, l'Aniene o il Sarno, alla cui tutela, in assenza di un Parco, avrebbero dovuto provvedere le rispettive amministrazioni Comunali, lo dobbiamo al Parco. E quindi la richiesta di abolizione del Parco 'suona' male, rimanda a tempi e responsabilità - o meglio irresponsabilità - che vorremmo non ricordare". Chiaro il riferimento in questo ultimo passaggio alla proposta di legge di Andrea Costa, capogruppo di 'Noi con l'Italia' in consiglio regionale.

Tuttavia la messe di virtù elencate da Tedeschi "certamente - scrive ancora il numero uno di Via Paci - non basta ed è per questo che da presidente ho immaginato un ente diverso, che sapesse programmare nel medio periodo: ho posto con forza il problema delle discariche, della delocalizzazione delle attività produttive in contrasto ambientale, della salvaguardia dei corpi idrici superficiali e profondi. Un ente che sapesse promuovere le associazioni di Comuni perchè i Comuni fossero più forti nel difendere i loro interessi ambientali e nell'attrarre risorse. Un ente che sapesse decidere con rapidità ed efficacia quando, come in occasione del Psr, vi fosse la possibilità, decidendo, di 'conquistare' risorse da destinare alle molte opere necessarie, attese in alcuni casi da decenni. Ho condiviso con Federparchi sia la diagnosi dei problemi, comuni al nostro come agli altri Parchi, sia i suggerimenti per una Legge migliore, che la Regione non ha mai messo all’ordine del giorno!
Ma non posso condividere posizioni estreme - che tutto va male o che tutto va bene - buone per uno scontro politico che nulla ha a che fare con gli interessi della collettività, ma non buone per me che non ho alcuna ambizione politica - e sto svolgendo il mio ruolo volontaristicamente - se non l'ambizione di ricercare un punto d'incontro tra gli inevitabili particolarismi locali ed una visione di area vasta che i singoli Comuni, presi singolarmente, non possono esprimere".

"Ho chiesto alla Regione - conclude Tedeschi - più poteri, più governabilità, più risorse, iniziando da un fondo per la progettualità che ci consentisse di partecipare a tutti i bandi di nostro interesse, nessuno escluso. Ad oggi invece nessuna traccia sia del fondo che dell’attivazione dei progetti del Psr. Caro presidente, io sono per il cambiamento. Io sono per il Parco".

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