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Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Maggio - ore 00.16

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"Cambiamento siamo noi, non chi promette milioni ma qui non s'è mai visto"

Federica Giorgi porta alta la bandiera del Movimento cinque stelle a Sarzana. E si prepara al voto: "Credo che le vicende nazionali possano portare ripercussioni positive. Abbiamo mostrato senso di responsabilità".

QUELLA FORTEZZA CHE SA DI CASA
"Cambiamento siamo noi, non chi promette milioni ma qui non s'è mai visto"

Sarzana - Val di Magra - Primo partito a Sarzana con il 30 per cento alle ultime elezioni politiche, il Movimento cinque stelle si appresta ad affrontare le comunali del 10 giugno candidando l'avvocato Federica Giorgi, classe 1970, entrata in consiglio comunale un anno fa subentrando al consigliere desaparecido Giannini.

Giorgi, come è arrivata alla candidatura?
"Ho dato la mia disponibilità e sono stata scelta dal gruppo di attivisti del Movimento cinque stelle per quello che ho dimostrato in consiglio comunale, dove ho sempre fatto un'opposizione propositiva e costruttiva, anche per la causa al Tar intrapresa contro il Comune per la delibera con la quale Palazzo civico salvava il consigliere assenteista Giannini. Sento una grande responsabilità. Gestire un Comune non è semplice, tanto più uno con una situazione debitoria come quella di Sarzana. Ma abbiamo un buon programma e idee chiare su come sistemare e risollevare la città. Ci metterò tutto il mio impegno per portare una visione nuova dopo gli anni di Cavarra, che ha amministrato chiuso su sé stesso, senza ascoltare nessuno, dai commercianti alle consulte e alle associazioni. Non sono una politica di professione e la politica, per me, è servizio alla comunità. E non penso sia una cosa buona prendere una persona della società civile e candidarla a sindaco quando mai prima si era interessata ai problemi del territorio. Non ci si può improvvisare (qua il riferimento è alla candidata del centrodestra Cristina Ponzanelli, ndr)".

Tre priorità per Sarzana.
"Una è la sicurezza, anche se vorrei precisare che Sarzana non è Caracas, assolutamente. Che si dica, come ha fatto la candidata del centrodestra, che non si può circolare liberamente, è davvero eccessivo. Così si fa terrorismo nei confronti di chi vorrebbe venire a Sarzana, dove non si va certo in giro scortati. Però senz'altro ci sono zone e situazioni che devono essere riqualificate e attenzionate. L'area della stazione, il vecchio mercato, gli immobili abbandonati e occupati, Villa Ollandini - che pochi mesi ha rischiato di andare a fuoco -, Marinella... Alcune tra le tante nostre proposte in merito sono la creazione di un assessorato alla Sicurezza, l'incremento di telecamere per la videosorveglianza e il miglioramento e l'aumento dell'illuminazione. E abbiamo previsto che, qualora fosse trasferita in un altro immobile la casa di riposo Sabbadini, nella sua attuale sede metteremmo la caserma dei Carabinieri, sia per centralizzarla, sia per risparmiare il consistente affitto pagato oggi. Altro tema prioritario è il commercio, che è strettamente legato al turismo. Sarzana va riqualificata: manca la cartellonistica, occorrerebbero una App e un sito dedicati al turismo e servirebbe fare rete con i Comuni limitrofi. Inoltre, manca un collegamento con le Cinque Terre. La Regione ha scelto la stazione di Migliarina come centro di collegamento per le Cinque Terre, Sarzana è stata dimenticata. E la stazione stessa va riqualificata, in questo senso bisogna fare accordi con le Ferrovie. Il rilancio di turismo e commercio deve partire dalle grandi potenzialità del territorio: le fortezze, i prodotti tipici, il patrimonio artistico. Un'altra priorità? Il decoro. Dalle buche nelle strade ai problemi di arredo urbano, dai sanpietrini danneggiati del centro storico alla carenza di cestini per la differenziata. C'è tanto da fare".

Una cosa - fattibile - che farebbe nei primi mesi di amministrazione?
"Sul fronte sicurezza, l'installazione di telecamere per la videosorveglianza collegate con le forze dell'ordine: Municipale, Polizia, Carabinieri. Poi sistemerei sanpietrini del centro storico e buche nelle strade. E provvederei allo sfalcio dell'erba, ad esempio nel Calcandola, che è una selva. Magari con la soluzione del baratto amministrativo".

A livello nazionale in questi giorni la situazione è caldissima. Lo stop di Mattarella a Paolo Savona ministro, quindi alla prima bozza di governo Conte, ha indotto alcuni sindaci, in particolare leghisti, a togliere la foto del Capo dello Stato dai loro uffici. Cosa ne pensa?"
"Non penso che togliere foto sia una soluzione. Meglio una protesta in piazza. Ritengo che Mattarella non abbia fatto una cosa corretta, siamo in una repubblica parlamentare, non presidenziale. E un ministro può essere escluso per motivi di legittimità, per conflitto di interessi, certo non per motivazioni legate ai mercati".

Crede che la condotta del Movimento cinque stelle a livello nazionale possa avere ripercussioni sulle elezioni sarzanesi? E di che tipo?
"Credo possano esserci ripercussioni positive. Il Movimento in questi giorni ha mostrato correttezza e senso di responsabilità. E noi siamo il vero cambiamento. Il centrodestra è il cambiamento? Lega, Forza Italia e Costa non sono il cambiamento. Né la candidata Ponzanelli, eterodiretta dalla Regione, tant'è che Toti è sempre con lei. Mentre qua a Sarzana parlo io, parlano i nostri candidati al consiglio. Nessun altro. Il vero cambiamento e l'occasione per slegarsi dalla vecchia politica siamo siamo noi. Noi che abbiamo introdotto temi come trasparenza, partecipazione, acqua pubblica, riduzione degli stipendi dei parlamentari".

Quella in corso è una campagna molto social. Ci è sembrata addirittura che la partecipazione sia stata più virtuale che reale. Che ne pensa?
"I social sono importanti, la politica oggi non può essere slegata dai social network. Il problema è come vengono usati. Attacchi indiscriminati, falsi profili... questo non va bene, si perde il valore della politica. Comunque c'è anche un elettorato che i social non li usa. Tante persone venute ai banchetti ci hanno detto che non vanno su Facebook. In campagna elettorale è importante tutto: dal porta a porta ai social, dagli incontri in periferia ai banchetti. Ci stiamo muovendo a 360 gradi".

Una cosa buona fatta dall'amministrazione uscente
"Mi sento presa alla sprovvista, mi viene davvero difficile trovarne una".

E una cosa, o un aspetto, particolarmente negativo?
"Potrei dire l'immobilismo su Marinella, o ancora l'atteggiamento di arroganza e isolamento. O la questione Giannini, davvero incomprensibile. Un consigliere a lungo 'salvato' perché serviva per mandare via Mione dalla presidenza del consiglio. E perché faceva comodo tenere una sedia vuota tra le file dell'opposizione, con tanto di una non bella figura fatta di fronte al Tar".

Come ha vissuto il lungo periodo in cui è rimasta fuori dal consiglio per la permanenza - in assenza - del consigliere Giannini?
"Facevo davvero fatica a capire, pensavo a qualcosa di personale. Mi chiedo che paura potesse fare avere un altro consigliere di opposizione. Una maggioranza è composta da consiglieri a dir poco inconsistenti se ha paura di un consigliere di minoranza in più. L'opposizione andrebbe vista anche come una risorsa".

Se al ballottaggio arriveranno centrosinistra e centrodestra come si comporterà?
"Il centrodestra non ho ancora capito chi candidi, se la Ponzanelli o Toti. E comunque non è il cambiamento. Il centrosinistra ha dimostrato di non saper governare Sarzana e non può proporsi di fare quanto non ha fatto in cinque anni. Serve un cambiamento effettivo, non partiti che promettono milioni di euro o la risoluzione immediata di problemi di Sarzana anche se magari non li hai mai visti da queste parti in cinque anni. In caso di ballottaggio tra Cavarra e Ponzanelli me ne andrei al mare".

E se arrivasse lei al ballottaggio, come convincerebbe chi non l'ha votata al primo turno?
"Cercherei di convincere attraverso la mia credibilità personale e politica, con il mio impegno per una Sarzana più moderna e competitiva, che punti su turismo, sicurezza, decoro, commercio e partecipazione, che dica stop alla grande distribuzione. Sarei il sindaco di tutti e governerei con i sarzanesi, indipendentemente dal loro voto".

Un tema centrale, e di cui forse si è parlato poco in campagna elettorale, è il lavoro
"Un problema importante, pensiamo alle difficoltà dei giovani, al fatto che molti vanno fuori... il nostro programma prevede uno sportello per metterli in contatto con il mondo dei lavoro e per far sì che startup e idee innovative possano accedere a finanziamenti europei e regionali. Occasioni di occupazione possono arrivare anche dal rilancio turistico, ad esempio di Marinella".

Altro tema cardine è la legalità.
"La legalità nel nostro programma ha una parte dedicata, che parla di contrasto alle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni, di controllo su appalti e subappalti pubblici, di trasparenza, di sensibilizzazione nelle scuole su lotta alle mafie e valori dell'antimafia. In particolare, è irrinunciabile il controllo sugli appalti pubblici. Pensiamo all'edilizia, agli interventi sul verde, alla gestione dei rifiuti, tutti ambiti che interessano alla mafia dei colletti bianchi. Sempre in materia di legalità, vogliamo collaborare con associazioni del territorio come Libera e L'egalitè, animate da ragazzi bravi e molto attivi, una risorsa indispensabile. E sarà necessario riconoscere l'importante ruolo della Consulta delle legalità, che in questi anni non ho mai sentito consultare dall'amministrazione per elaborare degli atti".

Il suo legame 'sentimentale' con Sarzana? Un luogo del cuore?
"Sarzana è la città mia e di tutta la mia famiglia. Sono una sarzanese doc, dei Grisei. Sono stata fuori per studiare, ma sono sempre tornata qua. Un posto? Non ce ne è uno in particolare, mi sento legata a tutto il territorio sarzanese. Però se devo individuare un luogo che identifica Sarzana, dico la Fortezza di Sarzanello. Quando sono in autostrada e sto rientrando, come la vedo, mi sento a casa".

Le interviste agli altri candidati

INTERVISTA AD ALESSIO CAVARRA

INTERVISTA A VALTER CHIAPPINI

INTERVISTA A PAOLO MIONE

INTERVISTA A CRISTINA PONZANELLI

INTERVISTA A PAOLO ZANETTI

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