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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Febbraio - ore 20.04

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"Biodigestori? Uno degli strumenti più utili in assoluto"

Parola del governatore Giovanni Toti. Non esattamente miele per gli arcolani, i santostefanesei e i vezzanesi che in questi mesi hanno detto no.

"Biodigestori? Uno degli strumenti più utili in assoluto"

Sarzana - Val di Magra - Il dibattito nazionale sui rifiuti e relativa impiantistica, rimpolpatosi in questi giorni in particolare in seguito alle dichiarazioni pro termovalorizzatori del vice premier Matteo Salvini, non può non avere una certa risonanza nello Spezzino, dove dalla scorsa primavera politica e cittadinanza dibattono sull'ormai arcinota ipotesi di realizzazione di un digestore anaerobico di rifiuti sul territorio provinciale, con Saliceti e Boscalino come siti maggiormente indiziati ad accoglierlo. Anzi, siamo oltre l'ipotesi, visto che il Piano provinciale dei rifiuti approvato lo scorso agosto – e inviato a Genova per l'armonizzazione con gli altri piani provinciali – mette nero su bianco il cosiddetto biodigestore, sistemandolo a Boscalino, sito dell'Arcolano dove ancora ci sono i resti dell'inceneritore mandando in pensione negli anni Ottanta. Certo, come molti dicono, nel piano c'è scritto Boscalino, ma si legge Saliceti, in quanto, soprattutto per ragioni di spazio, il primo sito, diversamente dal secondo (a cavallo tra Vezzano e Santo Stefano), non potrebbe accogliere un impianto da almeno 60mila tonnellate annue, taglia individuata con una nota stampa dall'assessore regionale all'Ambiente Giacomo Giampedrone.

Intanto, i consigli comunali dei tre comuni interessati – Santo Stefano, Arcola e Vezzano – hanno detto, per quanto con espressioni non omogenee, di non volere il digestore nei loro territori. E' indubbio che il dibattito sull'impianto possa avere il suo peso anche in ottica elettorale, visto che ad Arcola e Vezzano – due dei pochi comuni rimasti a guida Pd – la prossima primavera si vota. Da un lato c'è, appunto, il Partito democratico, adoperatosi per il no ai digestori, ma al contempo a più riprese accusato di rimangiarsi i principi della gestione rifiuti elaborata negli ultimi quindici anni, contemplante anche la realizzazione di biodigestori. Del resto, in occasione dell'approvazione del Piano rifiuti in Provincia, il consigliere democratico Davide Natale si è dimesso prima del voto (senza che sia stata consentita la sua tempestiva sostituzione con il sindaco santostefanese Paola Sisti, di qui il ricorso del Pd contro la delibera: da vedere come andrà a finire), non convinto di un netto no a un Piano che, almeno in parte e nello spirito, sentiva di non poter sconfessare (QUI).

Dall'altro lato, ecco il centrodestra, che, a livello comunale, si è spesso trovato a cozzare con gli intendimenti dei livelli superiori. Viene in mente, ad esempio, il consigliere comunale arcolano Corrado Santini, che in occasione del consiglio dello scorso 30 luglio ha chiarito che "prima di tutto siamo arcolani, e non abbiamo difficoltà, quando non ci troviamo d'accordo con Regione e Provincia, a dirlo senza problemi”, precisando altresì la sua posizione favorevole e un po' controcorrente – tema, come detto prima, attualissimo – alla termovalorizzazione. E il pensiero corre anche ai niet del centrodestra santostefanese, vuoi sul fronte dei costiani di Santo Stefano popolare, vuoi su quello della Lega, con il capogruppo di 'Insieme per voltare pagina' Emilio Ratti che, a margine dell'approvazione del Piano provinciale dei rifiuti – con i voti del centrodestra – non ha esitato a dire che ”il profitto è stato messo davanti a salute e ambiente”. E sarà interessante vedere come si muoverà in tema digestore l'attuale presidente della Provincia Giorgio Cozzani se, come si vocifera, metterà la sua esperienza amministrativa a servizio del centrodestra come candidato sindaco di Vezzano, traslocando dal limitrofo palazzo comunale di Follo.

Completano il quadro le parole fin troppo chiare a tema digestori del presidente della Regione Giovanni Toti, chiamato in questi giorni a dire la sua nell'agone nazionale. “L'organico che deriva dalla differenziata va nei biodigestori, di cui nessuno parla perché fanno meno 'moda' degli inceneritori, ma sono uno degli strumenti più utili in assoluto”. Parole cristalline da parte della voce più autorevole del centrodestra ligure e, perché no, nazionale, rilasciate in corso di un video mattiniero dalla casa di Milano 2.

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