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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Giugno - ore 11.35

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"Battaglieri e mai beceri, i sarzanesi ci apprezzano"

Valter Chiappini cavallo di battaglia di 'Sarzana in movimento'. Con tanta grinta e senza rimpianti per aver lasciato i Cinque stelle.

IL TENACE INFERMIERE
"Battaglieri e mai beceri, i sarzanesi ci apprezzano"

Sarzana - Val di Magra - Ha lanciato la sua candidatura a sindaco quasi un anno fa - era il luglio 2017 -, in grande anticipo rispetto a tutti gli altri contendenti. E ora, Valter Chiappini, infermiere Asl 59enne reduce da cinque anni di opposizione, è pronto ad affrontare le elezioni comunali del prossimo 10 giugno in qualità di timoniere della lista 'Sarzana in Movimento'.

Chiappini, come nasce la sua candidatura?
"Una scelta naturale, sia per il percorso fatto in consiglio comunale, sia per quella che è la mia storia. Quando, nel marzo 2017, sono uscito dal Movimento cinque stelle, c'è stato un gruppo che mi ha seguito e che a un certo punto mi ha chiesto cosa avremmo fatto. Buttare via anni di impegno in consiglio, di studio, di lavoro? No. Abbiamo quindi deciso di creare una lista civica e mi è stato chiesto di candidarmi. Speravamo nella creazione di un polo civico, invece è nata una lista di sedici persone".

Con quale spirito affronta questa sfida?
"Con quello che mi contraddistingue da quando sono nato... uno spirito battagliero. Voglio dar battaglia perché Sarzana torni padrona del suo territorio. Purtroppo la città è stata lasciata morire per interessi ad essa sovraordinati. Le scelte degli ultimi anni sono state fatte in funzione di lobby e grandi progetti che venivano da fuori. Bisogna recuperare terreno e tempo persi per colpa di ingerenze esterne, lobby, interessi partitici e particolari".

Si è mai pentito di aver lasciato il Movimento cinque stelle, anche alla luce dei risultati ottenuti dai pentastellati?
"Già nel 2007 frequentavo le riunioni degli Amici di Beppe Grillo. Sono sempre stato coerente con me stesso e con i principi per i quali mi sono candidato nel 2013 con il Movimento. Principi mai rinnegati. Dai Cinque stelle sono stato costretto a uscire a causa di pressioni esterne, di interessi slegati da Sarzana, da problemi con la reggenza regionale. Io non lavoro per il bene del partito, ma per il bene di Sarzana. D'altra parte lo stesso Gian Roberto Casaleggio nel 2012 aveva ben delineato la sovranità dei gruppi territoriali. In ogni caso nel Movimento ho lasciato amici e brave persone, sicuramente. Ma di fatto sono stato costretto a uscire".

A questo tornata elettorale dovrà fronteggiare un altro ex grillino 'illustre', Francesco Battistini, candidato a sostegno di Paolo Mione. Lei con Battistini ha condiviso un bel pezzo di cammino, tante battaglie... che effetto le fa?
"Io forse sono quello più di tutti ha spinto Francesco a candidarsi in Regione ed entrare in consiglio. Sono quello che magari gli ha aperto strade per portare avanti iniziative sulla sanità, che è il mio cavallo di battaglia. Francesco è persona davvero capace. E' bravo, studia le cose. Certo è che dopo l'uscita dal Movimento io l'ho vista diversamente. Brutto colpo trovarlo da un'altra parte. Dispiace averlo visto, non dico rinnegare, ma accantonare il percorso fatto insieme. Portarlo avanti poteva essere molto valido per Sarzana. E, certo, sarebbe stato utile avere un 'aggancio' come Battistini in Regione, ad esempio per avere a disposizione determinati dati o per gli accessi agli atti".

Tre priorità per Sarzana
"Davanti a tutto metto partecipazione e trasparenza. Vogliamo che i cittadini diventino partecipi delle decisioni dell'amministrazione. Altra priorità la revisione del bilancio: vogliamo trovare risorse finanziarie recuperandole appunto dal bilancio e intercettando fondi pubblici. Altre priorità? I servizi sanitari, il decoro... ce ne sono tante e credo vadano affrontate tutte insieme".

E qualcosa che farebbe subito, nei primi mesi?
"Organizzare dei tavoli tematici aperti ai cittadini, in modo che possano essere loro a dirci quali sono le priorità per Sarzana, i bisogni, le necessità. Ripeto, partecipazione al primo posto. Se impongo io le cose dall'alto, il sistema resta lo stesso, e non va bene".

Qualche giorno fa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha 'stoppato' la formazione del governo per la presenza del professor Paolo Savona all'Economia. Al Capo dello Stato sono arrivate forti critiche. Che ne pensa?
"La Costituzione consentiva di decidere a Mattarella in tal senso. In tutto questo comunque il furbo è stato Salvini, che è riuscito a mettere nella nassa il maggior partito - perché ormai di partito bisogna parlare -, il Movimento cinque stelle. E se è Salvini che ha le redini è perché è strumento di qualcosa di più grande che decide le sorti del Paese. Tornare al voto? Senz'altro serve una legge elettorale più democratica".

Anche la campagna elettorale sarzanese si è svolta e si sta svolgendo molto sui social network. Una campagna, pare, più virtuale che reale. Molti hanno preferito confrontarsi su Facebook invece di prender parte alle varie iniziative, con tutto quello che ne consegue. Un passo indietro sul fronte della partecipazione, o una normale evoluzione?
"Forse entrambe le cose, anche se credo sia preponderante il passo indietro. Le discussioni in ogni caso sono sempre meglio vis a vis che da dietro uno schermo e una tastiera. Devo dire che io uso molto i social network. Certo, per informare, non per polemizzare. E parlando con la gente ho capito che i social possono essere un mezzo per farsi conoscere e per riavvicinare le persone alla politica e alla partecipazione".

Non vogliamo essere ingenerosi con lei ma, ipotizzando un ballottaggio che la vedesse fuori dai giochi, chi sceglierebbe? In particolare, tra centrosinistra, centrodestra e Cinque stelle
"Siamo una lista civica e in quanto tale non siamo in grado di dare un indirizzo di voto. E io personalmente non lo darei. La decisione su come comportarsi in ogni caso spetterà al gruppo. Qualsiasi alternativa ci sia al ballottaggio io probabilmente annullerà la sceda. In gioco c'è il concetto stesso di lista civica: ci siamo 'chiamati fuori', sarebbe scorretto dire vota per tizio o per caio. E poi che si fa? Si controlla il voto? Si contrattano delle poltrone? Per noi cose fuori da ogni logica. Noi comunque pensiamo di fare un buon risultato, i sarzanesi apprezzano il nostro lavoro e come ci stiamo ponendo in questa campagna elettorale, anche perché da parte nostra non c'è mai stato becerume. Né in queste settimane, né da parte mia nei cinque anni di consiglio comunale, dove purtroppo becerume se ne è visto più di una volta".

Una cosa che salva tra quelle fatte dall'amministrazione uscente.
"L'aver portato avanti un'azione di recupero dell'evasione tributaria. Che però è una cosa dovuta! Semmai dovremmo chiederci perché con le amministrazioni precedenti - e con Caleo c'era Cavarra a fare l'assessore al Bilancio - qualcuno non pagava".

E la cosa, o l'aspetto, peggiore?
"La tracotanza, l'arroganza e la prepotenza. Anche nei confronti della minoranza, in particolare finché ha avuto numeri esigui. E ci metto anche il totale distacco dai cittadini. D'altra parte Cavarra, che ha calato sempre tutto dall'alto, ha detto di essere al servizio del partito. Noi invece siamo e saremo al servizio dei cittadini".

Una riflessione su due temi centrali, dei quali forse non si sta parlando abbastanza: lavoro e legalità. Quali riflessioni? Quale impegno?
"Noi di legalità abbiamo parlato molto. Di legalità, e di legittimità, cose diverse ma strettamente legate. Quando c'è illegittimità arrivi a situazioni di illegalità - parliamo di cose amministrative, non di fatti delinquenziali. Noi vogliamo che le regole siano rispettate da tutti e valgano per tutti. In questi anni c'è stata una carenza nell'applicazione delle norme. Se arriveremmo a guidare la città, di questi temi si parlerà molto. Ricordiamo che in Comune c'è ancora un ufficio con i nastri della Dia. Per non parlare degli incendi di Marinella. O delle sette case da gioco sul territorio comunale".

E sul lavoro?
"La crisi del lavoro è un problema cruciale, difficilmente superabile soltanto con l'azione comunale. Ma si possono fare molte cose. Rilanciare turismo e commercio a Sarzana - uno dei nostri obbiettivi - significa creare occupazione. Senz'altro di più rispetto a quella della grande distribuzione. Vogliamo riportare la gente dalla variante al centro storico. E poi occorre intervenire sul patrimonio esistente - stop a nuove costruzioni - con interventi di trasformazione e ristrutturazione, facendo lavorare le aziende dell'edilizia. Se devo sistemare una casetta con ogni probabilità mi rivolgo a una ditta della zona, quindi parliamo di risorse che restano sul territorio. Infine, nostra intenzione è creare un tavolo e uno sportello dedicati al lavoro, animati da esperti qualificati in grado di immaginare determinate soluzioni e strategie".

Chiappini, qual è il suo legame con Sarzana? C'è un luogo particolare che lo esprime?
"Faccio l'infermiere da quando ho 17 anni. Il mio mondo è quello dei servizi sanitari. Lo è e continuerà ad esserlo. A maggior ragione vedendo quanto soffrono oggi certe fasce di popolazione, così fragili. Gli anziani, i nuovi poveri... un luogo? Potrei dire il vecchio ospedale. Ma, in generale, ripeto, il mondo della sanità".

Le interviste agli altri candidati

INTERVISTA AD ALESSIO CAVARRA

INTERVISTA A FEDERICA GIORGI

INTERVISTA A PAOLO MIONE

INTERVISTA A CRISTINA PONZANELLI

INTERVISTA A PAOLO ZANETTI

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