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"A oggi non c'è pratica per nuovo supermercato su viale XXV Aprile"

L'ipotesi di una nuova struttura a Sarzana ha agitato opposizione e commercianti. Ma assessori e maggioranza si rifanno al piano regolatore: "Se ha le carte in regola non possiamo bloccarlo ma non faremo varianti".

"A oggi non c'è pratica per nuovo supermercato su viale XXV Aprile"

Sarzana - Val di Magra - “Se c'è una norma che consente a un proprietario di realizzare una cosa in base al piano regolatore, per quanto scaduto ma ancora vigente, non vedo perché non la dovrebbe fare”. Il presidente del consiglio comunale di Sarzana Rampi lo ha spiegato nella seduta di venerdì dedicata al bilancio, nel corso della quale è emerso a più riprese il tema del commercio e in particolare l'ipotesi di un nuovo supermercato su viale XXV Aprile.

Il Pd ha infatti puntato il dito sui 300mila euro di oneri di urbanizzazione messi in previsione per la pratica edilizia della nuova struttura, imputando alla maggioranza di voler dare un'altra mazzata al commercio cittadino già in evidente difficoltà (QUI). Volontà – quella di aggiungere una nuova attività – smentita però dai diretti interessati i quali hanno rimandato le accuse alle amministrazioni precedenti. “Un piano regolatore che c'era ancora prima di Cavarra – ha detto Rampi – e che è complice di quell'enorme concentrazione di strutture sulla Variante. Se quel supermercato dovrà passare da una variante al piano non so se il consiglio glielo permetterà – ha rassicurato – ma se, come mi dicono gli uffici, è un progetto da piano regolatore come faccio a non farlo passare?”.

La prospettiva di avere altri mille metri quadrati a uso commerciale non ha però fatto sollevare solo l'opposizione in consiglio ma anche diversi operatori che su Facebook hanno trovato risposte in merito anche dagli assessori al commercio e all'urbanistica. “Vi stanno raccontando delle menzogne – si è difeso Italiani – la possibilità di aprire medie e grandi strutture di vendita è prevista dal piano regolatore che viene da lontano e non certo da noi. Se un soggetto ha le carte in regola e chiede di aprire un'attività in un fabbricato che ha destinazione d'uso commerciale non gli si può impedire a meno che non chieda delle varianti (in questo caso l'amministrazione avrebbe lo strumento per bloccare). Stiamo facendo di tutto – ha proseguito – per sostenere il commercio e la sinergia con la città è fondamentale”. “Presto ci sarà il nuovo Puc, il nostro – ha rivendicato Campi e le regole saranno certamente altre. Ad oggi non c'è nessuna pratica Suap ma il tutto è alla fase di presentazione preliminare, deve fare tutto l'iter autorizzativo”.

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