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Roncallo: "A inizio dicembre l'apertura del retroporto di Santo Stefano"

Seconda giornata di lavori per Bilog, la biennale della logistica a SpeziaExpò. Nel primo panel della mattinata si è parlato dell'imoprtanza dell'area delle Val di Magra e degli investimenti fatti per l'uso che sarà presto avviato".

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Roncallo: "A inizio dicembre l'apertura del retroporto di Santo Stefano"

Sarzana - Val di Magra - Tra un mese e mezzo, all'inizio di dicembre, dovrebbe aprire i battenti la piastra logistica di Santo Stefano Magra. E' questo l'obiettivo annunciato dalla presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, Carla Roncallo, nel corso della seconda giornata di Bilog, la biennale della logistica promossa dalla stessa Adsp e dal Comune di Piacenza a SpeziaExpò.
L'area, un milione di metri quadrati e milioni di euro di investimenti in termini di infrastrutture e strumenti per lo svolgimento di controlli di ogni genere, è stata infatti al centro del primo panel della mattinata. Il focus sul retroporto di Santo Stefano si è concretizzato nell'ambito di una tavola rotonda introdotta da Pablo Hoya, presidente di Europlatform, e partecipata dal Roncallo, Alessandro Laghezza, della Sezione Logistica di Confindustria, Giorgio Bucchioni, presidente degli Spedizionieri spezzini, Andrea Fontana, presidente degli Agenti marittimi spezzini, Giovanni Cassone, direttore della sede spezzina dell'Agenzia delle Dogane, Genziana Giacomelli, direttore della Scuola nazionale dei trasporti e della logistica, e Paola Sisti, sindaco di Santo Stefano Magra.

Laghezza ha aperto i lavori presentando i numeri del porto spezzino: 575mila metri quadrati di piazzali, 5 chilometri di banchine, 17 chilometri di binari, 363 giorni all’anno di operatività e il 33 per cento dei container movimentati su ferro (con il record del 37 per cento di novembre 2018). Sono infatti ben 7.600 i treni realizzati ogni anno all'interno dello scalo, per un totale di 350mila Teus.
"Abbiamo fatto delle nostre piccole dimensioni la nostra forza - ha detto Laghezza - e negli anni '80 e '90 abbiamo scalato posizioni rispetto a porti allora in difficoltà".
All'epoca il porto spezzino era il primo in Italia e nel Mediterraneo, oggi segue il primato italiano di Genova e rimane tra i principali del bacino interno alle Colonne d'Ercole.
Da Bucchioni è giunta quindi una spinta verso un nuovo rilancio: "Siamo marginali a tre corridoi europei. Abbiamo estremo bisogno che il corridoio Tibre venga completato con il raddoppio della linea, come era previsto negli anni Settanta: non possiamo più tollerare il protezionismo burocratico. Oggi il nostro porto è così grazie agli investimenti fatti in passato, dobbiamo poterne fare altri, compresi i dragaggi. Dalle altre parti le cose si fanno e i risultati si vedono. Nel 1995 movimentavamo un milione di Teus, mentre Marsiglia e Valencia erano a 300mila. Oggi noi non raggiungiamo i due milioni, mentre questi scali superano di slancio i tre milioni. Bisogna mantenere le promesse, le condizioni per farlo ci sono".
Il direttore Cassone ha ricordato i grandi passi avanti verso l'innovazione del sistema doganale mossi proprio alla Spezia, dove lo sdoganamento è già digitalizzato e automatizzato. "In un contesto di ristrettezza di spazi si è scelto di fare leva sulle infrastrutture immateriali. C'era esigenza di decongestionare le banchine e ridurre i tempi di uscita delle merci. E' stato fatto con lo sdoganamento in mare e i corridoi controllati. Il 93 per cento dei container rispetta tempistiche di grande efficienza e ora si sta ragionando alla dogana 4.0, con le merci che forniranno autonomamente i propri dati, per una catena logistica senza soluzione di continuità".

L’Adsp ha investito 5 milioni di euro, al fine di rendere efficienti tutte le tipologie dei controlli che ora vengono effettuati in porto, velocizzando le pratiche e liberando spazi per merci e container nelle aree a mare. Si tratta della realizzazione della viabilità di accesso, della palazzina degli uffici che accoglierà tutti gli attori del Centro unico dei servizi (Dogana, Guardia di finanza, Sanità marittima, Veterinario e fitopatologo, Carabinieri forestali...), delle aree coperte per i controlli, di moderne celle frigo e di uno scanner delle Dogane di nuova generazione.
“Stiamo procedendo velocemente per rendere il centro operativo entro il 14 dicembre - ha spiegato la presidente -, perché da quella data verrà recepita la norma 625 del 2017 che impone standard minimi per la conservazione delle merci deperibili e fresche. Il nostro nuovo Centro, oltreché attuare quanto disposto dalla legge in materia di Sportello Unico Doganale, sarà perfettamente in linea con quanto stabilito da questa norma, grazie ad una scelta lungimirante, partita ormai da qualche anno che finalmente si concretizzerà nelle prossime settimane. Ringrazio davvero l’Agenzia delle Dogane e tutti i soggetti pubblici deputati al controllo della merce, il Comune di Santo Stefano Magra e tutti gli operatori, che hanno colto con noi questa sfida”.

Il sindaco di Santo Stefano Magra, Paola Sisti, ha sottolineato come, dagli anni ’90, le amministrazioni abbiano creduto, ancora prima degli imprenditori, sulle potenzialità dell’area.
“Il retroporto di Santo Stefano, deve essere una opportunità e non un problema. Già oggi l’infrastruttura occupa 500 persone. Auspico che si possa trasformarla velocemente da retroporto ad interporto, con un nome ed una identità ben precisa”.

Spedizionieri, agenti marittimi, doganalisti riuniti da poco in POINT-Sistema Spezia, hanno fornito dati interessanti sull’occupazione nel settore portuale spezzino, grazie ad uno studio da essi commissionato alla Scuola Nazionale Trasporti rappresentata oggi dal suo direttore, Genziana Giacomelli. In base al censimento di 72 imprese portuali è emerso che il settore occupa 2.898 lavoratori diretti e 5.100 nell’indotto generato da questo tipo di attività. Il totale del fatturato si aggira sui 700 milioni di Ero, pari al 40% del fatturato provinciale sulla Blue Economy (Circa un miliardo e 300 milioni di Euro) . Interessante anche il dato relativo ai contratti a tempo indeterminato, ben l’87%, così come quello che ha dimostrato come ci sia un alto livello di scolarizzazione (66% i diplomati) . E tanti sono i giovani che scelgono il porto e le attività ad esso connesse: ben il 34% ha meno di 40 anni. Da sottolineare anche l’affermazione di Genziana Giacomelli “Nel 2018 ben 130 giovani usciti dalla Scuola Nazionale Trasporti sono stati assunti dalle aziende locali”.

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