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Le estetiste spezzine a Toti: "Fateci riaprire, da noi massima sicurezza"

"Se non apriamo a inizio maggio rischiamo di non farcela".

L'appello
Le estetiste spezzine a Toti: "Fateci riaprire, da noi massima sicurezza"

Sarzana - Val di Magra - “Vogliamo riprendere a lavorare”. L'appello delle estetiste artigiane si leva anche dallo Spezzino. “Siamo un gruppo di estetiste artigiane che, assieme a colleghe di tutta Italia, ci siamo riunite con il cuore in mano su un gruppo whatsapp e chiediamo aiuto poiché ci sentiamo sole e abbandonate. Dal 12 marzo stiamo vivendo un incubo economico oltre alla preoccupazione per la pandemia in corso”. Lo si legge nella lettera aperta rivolta al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. “Facciamo appello alla sua sensibilità, alla sua posizione, ma soprattutto al buon senso che la contraddistingue. Non serve che le spieghiamo come si svolge la nostra professione e quanto siano economicamente fragili le nostre attività. Non stiamo ricevendo aiuti se non promesse e promesse e promesse, ma purtroppo al supermercato, in farmacia e l’enel non si possono pagare con promesse”, si legge nella missiva, promossa dalle titolari di diverse attività della provincia: Angel estetica avanzata (Sarzana), Centro estetico Zdena (Ressora), Esteticate (Romito), Angels (La Spezia), La Mammola (Sarzana), Un soffio di bellezza (La Spezia), Estetica e benessere L'aura (La Spezia), La via della bellezza (Luni), Autentica (La Spezia), La Dolce vita (Sarzana).

“La nostra attività – proseguono - non può essere paragonata a un ristorante o un parrucchiere: noi riceviamo una cliente alla volta e su appuntamento da sempre, la facciamo accomodare in una cabina dove la trattiamo personalmente senza nessun’altra persona, abbiamo da sempre obbligo di autoclave, guanti e mascherina. Da noi tutto viene da sempre sterilizzato e non c’è alcun tipo di assembramento di persone, cosa che purtroppo esiste nelle categorie sopracitate a cui ci hanno paragonate per l’apertura. Lo riteniamo un insulto alla nostra professione poiché l’estetista ha come obbligo morale e professionale l’igiene e il rispetto delle norme di sicurezza a tutela propria e del cliente. Noi non abbiamo grosse scappatoie, dobbiamo tornare al lavoro i primi di maggio se vogliamo sopravvivere. Le ricordo inoltre che molte estetiste improvvisate senza qualifiche e requisiti soggettivi e oggettivi stanno lavorando in nero a casa propria o a domicilio del cliente: ci sono servizi, tipo la pedicure, di cui la cliente non fa a meno poiché il più delle volte è strettamente necessaria non per estetica, ma bensì per la salute e il benessere!”.

Le estetiste segnalano che “se andrà avanti così, come categoria non moriremo solo per la chiusura forzata e la fame dei debiti che accumuleremo, ma anche perché le clienti si ricorderanno di chi le ha servite a domicilio chiedendo la metà quando la loro estetista di fiducia era chiusa. Purtroppo solo chi lavora ed è imprenditore può capire il valore del prezzo che paga il nostro servizio e il sacrificio che facciamo stando chiuse, purtroppo le altre non lo capiranno e le nostre piccole aziende artigiane spariranno. Inoltre alcuni servizi, come solarium e pedicure, rispettano una distanza di sicurezza, e per gli altri siamo tutelate e tuteliamo le clienti indossando mascherine e guanti, areando i locali come la nostra normativa prevede e sterilizzando in autoclave tutti gli strumenti usati”. Di qui l'appello a Toti per la riapetrua “ai primi di maggio e non per ultime”.

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