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L'appello delle estetiste: "Fateci aprire il 4 maggio o sarà la fine"

"riceviamo un cliente alla volta"
L'appello delle estetiste: "Fateci aprire il 4 maggio o sarà la fine"

Sarzana - Val di Magra - "Siamo un gruppo di estetiste artigiane della Liguria ci siamo riunite e con il cuore in mano, su un gruppo Whatsapp, con la presente le chiediamo aiuto poiché ci sentiamo sole e abbandonate. Dal 12 marzo stiamo vivendo un incubo economico oltre alla preoccupazione per la pandemia in corso". Il grido di dolore di un gruppo delle professioniste del benessere della Val di Magra arriva fino alle orecchie della senatrice leghista Stefania Pucciarelli e del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. "Facciamo appello alla sua sensibilità, alla sua posizione, ma soprattutto al buon senso che la contraddistingue - scrivono le estetiste - Non serve che le spieghiamo come si svolge la nostra professione e quanto siano economicamente fragili le nostre attività. Non stiamo ricevendo aiuti se non promesse e promesse e promesse, ma purtroppo gli affitti la luce e le spese correnti di un’azienda non si possono pagare con promesse. Lei ben sa che la nostra attività non può essere paragonata ad un ristorante o ad un parrucchiere: noi riceviamo una cliente alla volta e su appuntamento da sempre, la facciamo accomodare in una cabina dove la trattiamo personalmente senza nessun’altra persona, abbiamo da sempre obbligo di autoclave, guanti e mascherina. Inoltre ci siamo attrezzati con opportuni dpi per non essere a contatto con la cliente in caso di manicure e pedicure."

"Da noi tutto viene da sempre sterilizzato e non c’è alcun tipo di assembramento di persone, cosa che purtroppo esiste nelle categorie sopracitate a cui ci hanno paragonate per l’apertura. Lo riteniamo un insulto alla nostra professione poiché l’estetista ha come obbligo morale e professionale l’igiene e il rispetto delle norme di sicurezza a tutela propria e del cliente, in applicazione della legge 1/90. Noi non abbiamo grosse scappatoie, dobbiamo tornare al lavoro i primi di maggio se vogliamo farci sopravvivere, come artigiani e professioniste per la cura della persona.
Le ricordo inoltre che molte 'estetiste improvvisate senza qualifiche e requisiti soggettivi e oggettivi' stanno lavorando in nero a casa propria o a domicilio del cliente: ci sono servizi, tipo la pedicure, di cui la cliente non fa a meno poiché il più delle volte è strettamente necessaria non per estetica, ma bensì per la salute e il benessere! Se andrà avanti così, come categoria non moriremo solo per la chiusura forzata e la fame dei debiti che accumuleremo, ma anche perché le clienti si ricorderanno soltanto che andare da una falsa estetista a domicilio pagando metà prezzo, conviene, anche se questo comporta la mancanza di sicurezza per la loro salute, in quanto la loro estetista di fiducia era chiusa. Facciamo appello a lei perché porti le nostre istante al Presidente del Consiglio Conte: noi chiediamo che alle nostre attività venga data la possibilità di aprire dal 4 maggio 2020 perché nei nostri centri estetici vengono tutelate le norme igieniche e di sicurezza di distanza interpersonale".

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