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Il Comune di Sarzana vara lo sconto sulla Tari, associazioni di categoria: "Sia previsto anche per chi versa tassa di soggiorno"

Rete Imprese: “Bene sostenere il settore ricettivo, ma è necessario comprendere tutte le attività che versano la quota all’Ente”

la nota
Il Comune di Sarzana vara lo sconto sulla Tari, associazioni di categoria: "Sia previsto anche per chi versa tassa di soggiorno"

Sarzana - Val di Magra - "Sono tante le imprese che in questi mesi attendono dai Comuni un aiuto sostanzioso in merito alla Tari -, spiegano le associazioni di categoria Cna, Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio unite nella sigla di Rete Imprese Italia -, un’imposta che si basa sulla produzione o meno di inquinanti. La logica è semplice: se inquini, paghi. E se sei chiuso e non produci materiale di scarico? In un mondo ideale, non si dovrebbe pagare. Ma il condizionale è d’obbligo perché in realtà si paga ugualmente. Per questo i titolari di impresa, commercianti, artigiani e settore turistico, attendono una risposta dai loro Comuni di riferimento, per una diminuzione dell’imposta di conseguenza alla mancata produzione di rifiuti. Le richieste che come associazioni abbiamo portato avanti in questi mesi, sono state di una generale riduzione della Tari, poiché tutte le imprese, in particolare quelle per codice Ateco chiuse e le strutture alberghiere, hanno sofferto terribilmente di tre mesi di chiusura e soffrono anche oggi, in vista di un inverno che non si annuncia per nulla piacevole. Sebbene tutto questo sia stato più volte ribadito - prosegue la nota -, l'amministrazione comunale di Sarzana ha deciso, al momento, di stanziare un contributo di 18.000 euro solo per una categoria specifica. Nei limiti della consistenza monetaria, possiamo capire la loro decisione (ovviamente attendiamo comunque una manovra più importante a breve, sul modello di altri comuni adiacenti), ma non capiamo assolutamente il metodo che ha portato alla scelta di solo 13 imprese”.

“Alcuni comuni hanno infatti provveduto a uno sconto - aggiungono le associazioni di categoria - altri rispettano solamente quanto imposto da Arera del 25% di sconto sulla parte flessibile, altri sono al momento silenti sul tema. Il merito di Sarzana è di essersi mosso celermente, rispetto ad altre amministrazioni, ma purtroppo ha provveduto limitatamente nel suo scopo. Il Comune ha messo a disposizione un budget, che ovviamente non poteva e non può essere dilazionato su tutti i settori. Per quanto sia condivisibile la scelta di fondo di utilizzare tali risorse per uno sconto maggiormente strutturato sul settore più fortemente in crisi, ossia quello ricettivo, la modalità adottata presenta delle perplessità. Non è infatti chiara la logica che ha portato alla selezione di 13 imprese quali destinatarie della misura. Inizialmente credevamo fosse dovuta al codice Ateco, che limita nettamente la decisione, ma in realtà tra le imprese selezionate sono presenti un’azienda agricola e un affittacamere. Mancano così all'appello altre attività e la modalità per distribuire l'aiuto, a nostro avviso più corretta, avrebbe dovuto prendere a riferimento i versamenti mensili della Tassa di Soggiorno, escludendo così chi di fatto non svolge attività d’impresa. Perché inserire attività non imprenditoriali o imprese che allo stato attuale risultano inattive? In relazione a quanto disposto dal Comune di Sarzana – precisa la nota di Rete Imprese -, considerata la quota limitata a disposizione riteniamo che l’intervento vada nella giusta direzione, ma chiediamo al Comune di porre maggiore attenzione nell’inserire tra i destinatari dell'aiuto anche quelle imprese che versano mensilmente la tassa di soggiorno all’Ente e che sono state escluse dal primo conteggio”. “Chiediamo, inoltre - conclude la nota delle associazioni -, che venga prevista una rimodulazione del piano finanziario alla luce dei minori quantitativi di rifiuti prodotti a seguito della chiusura imposta alle attività, che si valuti l’esenzione del pagamento della Tari per i mesi di marzi, aprile e maggio 2020 e la dilatazione in cinque rate per il pagamento della parte restante. A tal fine chiediamo di poter organizzare al più presto un incontro sul tema tra i nostri rappresentanti territoriali e il Comune, come già stato più volte richiesto dalle nostre associazioni”.

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