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Distretto turistico, tra rimpianti e prospettive dantesche

Mobilità dolce e cultura al centro de 'Le Vie di Dante tra Liguria e Toscana'. Il Sommo poeta testimonial di un non nuovo tentativo di far sistema.

"Incontriamo sarzana"
Distretto turistico, tra rimpianti e prospettive dantesche

Sarzana - Val di Magra - Si torna a parlare di distretto turistico. Una locuzione – sinonimi compresi - che, ultimamente, dalle nostre bande ha portato più dibattiti che esiti concreti, al punto che non pochi hanno cominciato a domandarsi se il concetto stesso di distretto non sia qualcosa di connaturatamente poco solido. In ogni caso, la nuova puntata del medesimo formata ha un testimonial d'eccezione: Dante Alighieri, del quale quest'anno si ricordano i settecento anni dalla morte, con florilegio di pubblicazioni, speciali e iniziative (per quanto limitate nei loro contorti dal flagello pandemico, almeno per ancora un po' di tempo). Il progetto si chiama 'Le Vie di Dante tra Liguria e Toscana' intende coinvolgere decine di soggetti istituzionali delle due Regioni, a partire ovviamente dalla Città Metropolitana di Firenze, per arrivare alle Province spezzina e apuana, passando per Camere di commercio, Ambiti turistici, Unioni montane, per i comuni della Lunigiana toscana e spezzina (Ameglia, Castelnuovo Magra, Bolano, Santo Stefano di Magra, La Spezia, Lerici, Luni, Sarzana). Un po' alla volta i vari enti stanno dando l'ok al protocollo che sta alla base del distretto dantesco: è di pochi giorni fa l'approvazione dei Comuni della Spezia e di Sarzana. “Tutti i soggetti sottoscrittori del presente protocollo d’intesa – si legge nel documento - si impegnano a collaborare, ognuno per le proprie competenze e possibilità, per costruire un sistema turistico di prodotto interregionale denominato 'Le Vie di Dante tra Liguria e Toscana' incentrato sia su cammini, cioè a dire itinerari percorribili a piedi o con altre forme di mobilità non motorizzata (bici, cavallo), sia su percorsi effettuabili, almeno in parte, con modalità di trasporto motorizzato ma a limitato impatto ambientale quali il treno. Sarà altresì cura dei sottoscrittori localizzati nelle province di Massa Carrara e La Spezia, promuovere e valorizzare un programma annuale di eventi ed attività culturali per rendere attrattivi turisticamente i propri territori”.

E nei giorni in cui monta questa nuova idea, scatta altresì un anniversario certo meno affascinante dei settecento anni dalla dipartita del Poeta, ma non privo di rilievo. A ricordarlo è l'ex senatore Pd Massimo Caleo, con un post su Facebook: “Tre anni fa pensavo di aver fatto un bel regalo alla mia amata Liguria. Mi sbagliavo: dopo il Parco Nazionale di Portofino, un’altra grande incompiuta: il Distretto Turistico. Ho rotto le palle a Dario Franceschini (alla guida del Mibact allora come oggi, ndr) anche l’ultimo dell’anno affinché firmasse il decreto. Mi consentite di dire, a destra come a sinistra, che è una vergogna non aver dato corso a quel provvedimento”. Tanto rammarico nelle parole dell'ex sindaco sarzanese, che non hanno mancato di suscitare una serie di riscontri. “È una partita sulla quale io e Paola Sisti, in particolare, ci siamo spesi molto. Mi sento di dire che ci abbiamo provato con ogni mezzo. Oggi, forse, dopo il Covid-19 questa esigenza di lavorare unitariamente sui temi del turismo è ancora più forte. Torneremo alla carica”, ha scritto il sindaco di Castelnuovo, Daniele Montebello. E un attimo dopo la menzionata prima cittadina di Santo Stefano ha dato ragione a Caleo: “Io lo considero un fallimento personale – ha affermato -. Bisogna che riproviamo a parlare con Sarzana”. Prospettiva promossa dall'ex senatore, che ha invitato Montebello e Sisti a chiedere un incontro con Palazzo Roderio. “Il distretto – ha inoltre sottolineato dibattendo con Montebello - rimane un’occasione sprecata. Tanti convegni, tante parole al vento. Purtroppo la miopia in politica è una malattia grave. So bene l’impegno profuso da alcuni sindaci, tra cui tu e la Paola, però siamo ancora fermi all’anno zero. E basterebbe così poco”. “Anch'io in Regione Liguria – ha infine commentato l'ex consigliere regionale Juri Michelucci (Italia viva) - avevo convinto l'assessore Berrino a velocizzare il percorso per permettere poi al Ministero il raggiungimento dell'obbiettivo. Un importante mezzo per far crescere il nostro territorio, abbandonato solo per motivi politici”.

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